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Candelabrum – Necrotelepathy (2016)

Pubblicato il 29/06/2016 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Necrotelepathy
Autore: Candelabrum
Genere: Noisy Black / Doom Metal
Anno: 2016
Voto: 8

Visualizzazioni post:292

Un avvertimento: se ci tenete alla vostra salute mentale, o meglio, alla vostra anima, allora “Necrotelepathy” potrebbe farvi  molto ma moooolto male!
Questo già per il minutaggio assurdo dei due pezzi (sì, solo due!) presenti in quest’album di debutto del misterioso progetto portoghese Candelabrum, perché il primo dura 17 minuti (e 23 secondi) mentre l’altro 16 (e… 23 secondi!) per il curiosissimo minutaggio complessivo di 33 minuti e 46 secondi. Poi mettete il CD dentro lo stereo e notate che la produzione è talmente lo-fi da essere rumorosissima, quasi rimbombante, adatta giusto per chi vuole carpire i segreti più reconditi dell’aldilà, senza però essere veramente inascoltabile. E infine, per la musica vera e propria, o meglio, brandelli di una musica incenerita.
Ecco, è qui che vi voglio: Candelabrum, progetto nato chissà quando probabilmente nel 2015, infatti sembra essere la morbosa versione doom di Black Cilice (anzi, i due progetti, viste certe non poche analogie, forse sono guidati dalla stessa persona o quello che è) visto che da queste parti si trova un black metal lento, incredibilmente primitivo e totalmente malato, dove i blast-beats sì ci sono ma sono pochi, sono spesso improvvisi e neanche violentissimi, dove il cantato è ridotto a delle stralunate urla acute da disperato cronico che ululano distanti da chissà quali profondità infernali e dove si viene strozzati da una struttura dei pezzi elementare, ipnotica, adatta invece per raggiungere una trance satanica in un rituale condotto, più che dalla chitarra, da delle tastiere funeree, quasi liturgiche, latrici di “melodie” malinconiche e di dissonanze ossessive, e tutto ciò senza palesare, com’è ovvio del resto, nessun virtuosismo.
Il massimo di tutto questo ambaradan occulto dall’approccio fortemente “noisy” e atmosferico lo si ha nel secondo pezzo, cioè “Prayers For The Damnation Of Man” che, a dispetto di una partenza stranamente vivace, conta certe parti ultra-funeral da incubo molto suggestive mentre quella specie di cantante usa un timbro più gutturale del solito.
Insomma, dopo “Sibilando Com O Mestre Negro” di Mons Veneris, ecco un altro disco in puro Black Circle-style non da ascoltare bensì da sentire, un’esperienza che però, nonostante tutto, mi è piaciuta senza riserve, ergo si becca un (bel) voto. “Necrotelepathy” (ultimo – o forse no? – episodio della mia serie dedicata al più nero e morboso black metal del Portogallo), uscito su CD il 1° Giugno 2016, è quindi l’ennesimo capolavoro di puro Male che non poteva che essere pubblicato dalla compatriota Altare Productions, sempre interessata a supportare questi diabolici progetti dalle identità sconosciute ispirati, spesso con personalità, alle Legioni Nere francesi.
Curioso notare che, prima dell’album, Candelabrum abbia registrato nel Febbraio 2015 ben tre demo in serie quasi tutti caratterizzati dalle ormai proverbiali due canzoni e tutti distribuiti dalla Satanic Supremacy, presso la quale fu guarda caso distribuito precedentemente solo il primo osceno materiale di Black Cilice e poi null’altro. Parlavamo di analogie, appunto…

Tracklist:

1 – Necrotelepathy Part I – Distant Voices in the Darkest Night
2 – Necrotelepathy Part II – Prayers for the Damnation of Man

Line-up:

sconosciuta

Etichetta Altare Productions – http://altare.pt

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