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Reptilian – Perennial Void Traverse (2016)

Pubblicato il 1/08/2016 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Perennial Void Traverse
Autore: Reptilian
Genere: Death / Thrash / Doom Metal Progressivo
Anno: 2016
Voto: 9

Visualizzazioni post:327

Io adoro gruppi come i norvegesi Reptilian! Perché, da un lato, sono intimamente marci e vecchia scuola mentre, dall’altro, risultano essere un cangiante caleidoscopio di influenze diversissime fra di loro senza però tirare fuori un polpettone dispersivo, anzi.
Ecco quindi che i nostri riescono miracolosamente a combinare furibonde scorribande death/thrash metal in tupa-tupa tipiche di fine anni ’80 con angoscianti torture (funeral) doom. E così via fino a imbatterci in bestiali incursioni nel crust punk (“Possessed By The Eyes Of The Living God”) come anche in pure tempeste black metal, più sperimentazioni vere e proprie, comprese quelle di un batterista tentacolare capace di inquietanti giochi sui tom-tom come di qualche partiture jazzata (rara, ad ogni modo). Nel frattempo, Cato Bakke (sì, il batterista dei grandi Inculter, qui perfino nella veste di cantante/chitarrista!) si sgola letteralmente offrendo una prestazione talmente animalesca ed esagitata (un po’ alla maniera dei connazionali Deathhammer e Sepulcher, per intenderci) che talvolta ulula, contribuendo così ad aumentare l’aura di angoscia e disperazione, mista a furia belluina, che si respira lungo l’intero arco del disco.
Tutto ciò viene offerto in sei canzoni così articolate e imprevedibili, così ricche di idee da durare sistematicamente dai sette ai nove minuti (a parte un episodio “un filo” più breve , cioè “Possessed By The Eyes Of The Living God”), sembrando allo stesso tempo quasi una copia – carbone dei deludenti Sepulcher, solo in versione decisamente migliore e meglio strutturata. Apice del disco è la stupenda “Cede To Celestial Providence”, dove c’è (quasi) tutto il repertorio – Reptilian introducendo, fra l’altro, un basso insolitamente più partecipativo nel discorso melodico, dei fulminei blast – beats (che qua fanno solo una comparsata, ma che comparsata!) e un passaggio noisy quasi post – metal. Seguono poi, fra le altre, la monumentale “Cadaverous Creature” – l’episodio più black e blasteggiante di tutti con tanto di finale paranoico – e la conclusiva “Transmigration”, che mostra sia il lato più inquietante sia più progressivo del gruppo tanto da essere focalizzata su tempi medio-lenti con intro enigmatica molto à la Death, risultando però forse un po’ troppo arzigogolata. Molto d’effetto poi l’angosciata chitarra acustica che chiude il finale tutto in feedback di “Phantasm” giusto per aprire la successiva “Cadaverous Creature”!
Insomma, questo è prog ultra-estremo fatto da un gruppo giovanissimo nato nel 2012 e di cui questo “Perennial Void Traverse” è l’album di debutto (sempre che non siano i Sepulcher sotto mentite spoglie, eh!), ennesimo eccellente disco di una scena norvegese death/thrash metal dai caratteri ormai distintivi, specie considerando che gruppi qui recensiti come gli Inculter, i Sepulcher e i Reptilian provengono dalla stessa ridente cittadina: Fusa. E intanto “Perennial Void Traverse”, corredato da una copertina fantastica e uscito su vinile per la connazionale Edged Circle Productions il 22 Aprile 2016, è entrato nella mia lista dei cinque migliori dischi del 2016 almeno insieme a “The Bloodwine Of Satan” dei canadesi Hostium e a “In Satan We Trust” dei nostri Baphomet’s Blood!

Tracklist:

1 – Swamp
2 – Possessed by the Eyes of the Living God
3 – Cede to Celestial Providence
4 – Phantasm
5 – Cadaverous Creature
6 – Transmigration

Line-up:

C. B. – voce/chitarra
A. F. S. – chitarra
B. I. N. – basso
D. T. – batteria

FaceBook: https://www.facebook.com/pages/Reptilian/169241706524398
Etichetta Edged Circle Productions – http://www.edgedcircleproductions.com

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