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05/08/2016 : Wacken Open Air – Day 2 (GER)

Pubblicato il 24/09/2016 da in Live report | 0 commenti


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05/08/2016 : Wacken Open Air – Day 1 (GER)

Venerdì 5 Agosto

La giornata di venerdì si apre con un’ottima prestazione dei Pyogenesis, band tedesca che nasce negli anni 90 con sonorità black/death per poi diventare gothic/doom e passare a sonorità mainstream negli ultimi anni.

E’ il momento poi dei The Haunted, nati dalle ceneri degli At The Gates che propongono un death metal con contaminazioni moderne: le chitarre di Ola e Patrick con i loro riff e i loro assoli, il ritmo serrato dato dalla batteria di Adrian Erlandsson e dal basso di Jonas Björle e la voce di Marco Aro creano un muro di suono che non lascia prigionieri.

Terza band in ordine di apparizione sono i Loudness, uno dei gruppi storici della scena metal giapponese, attivi dall’81, sono potenti e infiammano il pubblico. Akira Takasaki e soci danno il meglio di loro con una prestazione esemplare.

Gli Entombed A.D. sono la band nata dalle ceneri degli Entombed che porta a Wacken il recente album in studio ma non è da meno nel riproporre i brani che hanno caratterizzato la storia del gruppo. Una scenografia minimale che permette alla musica di fare da padrone: davvero un’esibizione impeccabile.

E’ il momento di Axel Rudi Pell, teutonico axeman con con la sua band si diletta in una esecuzione ineccepibile e con la scaletta proposta in questo show ricopre l’intera storia discografica, per poi passare il testimone agli Eluveitie che oggi si presentano con una formazione rinnovata per la metà dei membri. La band elvetica dà una buona prova di sé e ha come ospite sul palco Liv Kristine per i brani al tempo originariamente cantati da Anna Murphy.

Mi sposto verso il Bullhead city per assistere alle melodie orientaleggianti degli Orphaned Land, band israeliana progressive metal che riesce sempre a stupirmi. Il messaggio che portano è di amore e pace, nonostante il periodo di tensione in cui viviamo. Fa capolino in qualche brano una danzatrice orientale che dimostra ancora di più quello che vogliono trasmettere, ossia che non ci devono essere barriere tra gli uomini e le religioni non devono dividere le popolazioni.

I Bullet For My Valentine sono i prossimi a esibirsi e le voci di Matt e Padge si alternano supportati da una massiccia sezione strumentale. La band offre una bella prova della sua capacità ottenendo una buona risposta dalla parte giovane del pubblico del festival.

Tarja è la prossima a calcare il palco, fautrice di una performance che non ha punti negativi anche se non riesce a coinvolgermi, non essendo io un appassionato del genere; notevole comunque il duetto con Alissa White-Gluz sul brano “Demons In You”.

Arriviamo quindi a una delle band headliner della giornata di venerdì, i Blind Guardian che in questa data portano una parte di setlist incentrata sull’ultimo album e iniziando con “The Ninth Wave” creano una boato tra il pubblico. Ottima prestazione di tutti ed in particolare di Hansi che nonostante sia tra i miei cantanti preferiti è incappato in passato in qualche giornata storta. In particolar modo dà il meglio di sè in una eccellente “Imagination From The Other Side” e in “Valhalla”.

Purtroppo il tempo a mia disposizione non mi permette di vedere l’intero concerto dovendomi spostare all’Headbanger Stage per poter assistere all’esibizione di Ihsahn, che con la sua session band (quasi tutti membri dei Leprous) tiene un concerto a dir poco sublime. Fresco dell’uscita del suo ultimo lavoro Arkits, propone una scaletta mista, sia incentrata sulle ultime fatiche, sia sui suoi classici presi da Das Seelenbrechen e da After. Come sempre una garanzia.

Tornando nella zona dei palchi principale, ho avuto la possibilità di vedere il live degli Unisonic con due dei mostri sacri del power metal finalmente tornati insieme dopo tanti anni. L’usignolo Kiske e l’axeman Hansen riescono a creare quella magia che non vedevo da tempo. Un buon augurio per il futuro.

Per finire al meglio la seconda giornata di concerti tocca ai Testament, uno dei miei gruppi thrash metal preferiti. Chuck Billy è in formissima, Skolnick non l’ho mai visto così carico e l’orologio atomico di Hoglan batte come sempre il millesimo di secondo. Una setlist incentrata sui grandi classici in previsione dell’uscita del nuovo album. Posso dire solo una cosa: fenomenali.

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