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Fabio Zuffanti / Riccardo Storti – Prog Rock! (2016)

Pubblicato il 5/10/2016 da in Libri | 0 commenti

Titolo: Prog Rock!
Autore: Fabio Zuffanti / Riccardo Storti
Genere: Libro
Anno: 2016

Visualizzazioni post:650

Fabio Zuffanti / Riccardo Storti – Prog Rock!

“PROG ROCK!”: titolo semplice e immediato per un lavoro a quattro mani diviso fra l’eclettico musicista/appassionato Fabio Zuffanti (già in forze a gruppi come Finisterre e Maschera di Cera nonché direttore artistico della Mirror Records) e l’altrettanto eclettico saggista/tecnico Riccardo Storti (già docente di Storia della Musica nonché fondatore del Centro Storico per il Progressive Italiano di Genova), due amici che con questo libro hanno in un certo senso sintetizzato su carta stampata il lavoro fatto come conduttori per “Astrolabio”, un programma prima radiofonico e poi televisivo esistito nel triennio 2011-2013.

Lo scopo di questo libro è ambizioso e affascinante: il cosiddetto “rock progressivo” viene infatti scandagliato in un periodo lunghissimo che va dal 1967 al 1980, cioè da “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles (considerato l’album-spartiacque di un certo modo di intendere il rock) alla “Symphonie Celtique” di Alan Stivell. Ma in questa sede il prog rock non viene inteso come un preciso genere musicale bensì come una filosofia, un modus operandi che ha rivoluzionato il concetto stesso di canzone pop estendendola a livelli talmente complessi da aver introdotto nel rock non solo il concept-album, non solo i famosi tempi composti ma anche le famigerate suites, cioè pezzi monumentali anche di 30 minuti contaminando al contempo il tutto con altri generi spesso colti e apparentemente estranei al rock come il jazz, la musica classica (soprattutto), l’elettronica, la futura world music o la psichedelia, in un coacervo di sperimentazioni infinite e imprevedibili. Va da sé che, in queste 101 schede/recensioni relative ad altrettanti dischi (uno per gruppo), vi si trova letteralmente di tutto, non solo classici come King Crimson e Genesis ma anche la pesantezza psichedelica degli Hawkwind, il folk dal sapore antico degli Amazing Blondel, la violenta e iper-politicizzata musica da camera degli Henry Cow o il krautrock cosmico degli Ash Ra Tempel. E pure, curioso a dirsi, un sacco di cantautori italiani come Lucio Battisti, che a un certo punto della sua carriera volle sperimentare con sonorità latinoamericane secondo uno sperimentale approccio prog.

Ma questo (non)-genere viene scandagliato sia musicalmente che geograficamente, rivelando qundi un mondo immenso che va dall’Europa dell’Est socialista alla Spagna post-franchista, dagli Stati Uniti visionari di Frank Zappa all’esotico Giappone. Ragion per cui, in ogni scheda non troverete solo la biografia del gruppo ma, se la situazione lo richiede, anche una piccola analisi del contesto storico-sociale (alcune volte drammatico come nei Paesi socialisti) in cui quell’album fu partorito.

In questa geografia del prog sono state individuate essenzialmente tre scuole, note a tutti: quella inglese, forte anche del Canterbury Sound (Soft Machine, Caravan…), quella tedesca (Ash Ra Tempel, Tangerine Dream…) e quella italiana (Area, PFM…), quest’ultima particolarmente affrontata. In più, vengono individuate altre scene minori che però hanno apportato un originale contributo alla causa del prog: cioè quella francese (Ange…) e quella olandese (Earth & Fire), e io aggiungerei anche quella est europea (Laboratorium…), che faceva capo più a modelli propri che ai britannici d’importazione per via della soffocante chiusura delle frontiere; da non dimenticare quella statunitense dove, fra Frank Zappa e Todd Rundgren, il genere non ha mai particolarmente attecchito pur venendo reinterpretato in una chiave molto, appunto, “statunitense”.

Certe recensioni però si rivelano molto pesanti, specie quando vengono analizzate minuziosamente, secondo per secondo, le varie suites (molto esemplificativa in tal senso la rece dell’album omonimo di Todd Rundgren’s Utopia). Altre invece sono più sbrigative, come quella di “Paint A Picture” dei Fantasy nella quale viene fra l’altro sollevata l’importante questione se un album derivativo come quest’ultimo possa avere un qualche valore artistico scagliandosi così contro tutti quegli “implacabili criticoni” che pretendono originalità o personalità a tutti i costi.

Ma il punto è questo: TUTTI i 101 dischi qui affrontati (con altri sei consigliati alla fine di ogni scheda) hanno un valore artistico più o meno forte per Fabio Zuffanti, che, ragionando quasi come un entusiasta fan di contrasto al più freddo e analitico Riccardo Storti, li ha scelti anche in base a parametri personali e “sentimentali”.

Insomma, “PROG ROCK!” è veramente una lettura consigliatissima per tutti gli appassionati di rock e di musica in generale, anche perché è un “mattone” di 400 densissime pagine pubblicato fra l’altro dalla storica Arcana Edizioni, responsabile per esempio nei primi anni ’90 di seminali enciclopedie del metal. Inoltre, a titolo di curiosità, “PROG ROCK!” l’ho comprato preordinato da Star Music, negozio di musica (e di fiducia) una volta notissimo come Discoland.

Arcana Edizioni: http://www.arcanaedizioni.com

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