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23/07/2016 : Fosch Fest (Day 2) – Bagnatica (BG)

Pubblicato il 14/10/2016 da in Live report | 0 commenti


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23/07/2016 : Fosch Fest (Day 2) – Bagnatica (BG)

Fosch fest bill

Nella mattina di sabato si abbatte sulla zona un temporale esagerato, la quantità di acqua caduta in così breve tempo crea disagi a noi che siamo in auto in direzione Bagnatica, figurarsi per l’organizzazione del Fosch Fest. Nell’attesa di capire come proseguirà la giornata mi affido alla tessera carica e investo il tempo tra amici di vecchia data presenti nell’area e dosi importanti di birra. Passo quindi la parole al più sobrio Paul. [Lele]

Giungiamo a Bagnatica alle ore 16:00 di un assolato 23 luglio; non si percepisce musica provenire dall’area concerti, ed il fatto risulta subito quantomeno strano. Arrivato sul “luogo del misfatto”, il nostro buon Lele Mr. Triton mi informa dell’annullamento delle band di supporto; si partirà con i Fleshgod Apocalypse (ragazzi, fatevi fare delle divise estive, avevo caldo per voi!!!) di lì a qualche minuto.

FLESHGOD APOCALYPSE:

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La band umbro-laziale non lesina sullo show e cerca di dare il meglio pur non avendo una riuscita sonora decente. Batteria che sovrasta troppo gli altri strumenti, campionamenti dannatamente alti che fanno passare in secondo piano i riff snocciolati da chitarre e basso, nel complesso un pastone che non convince molti degli astanti. L’inizio del live, con estratti dall’ultimo “King”, vede una band partire a razzo post intro… senza che fuori si senta alcun suono di chitarra! Il quintetto (supportato da una corista con impostazione lirica, anch’ella vestita con abiti a tema) passa sopra le difficoltà, pesca a pieno dalla propria discografia brani quali “Pathfinder” e “Cold As Perfection”, introdotti in maniera piuttosto teatrale dal frontman Tommaso Riccardi. Percepisco da un fan della band che “The Violation” è sempre introdotta dalla lettura di un canto dell’Inferno dantesco (in particolare il 26esimo, o XXVI se preferite), e così avviene anche al Fosch Fest. La setlist è interrotta da problemi tecnici, che arrecano già prurito agli spettatori, ma i Nostri sul palco non si scompongono e concludono il tempo a disposizione con una professionalità da manuale. Un plauso a questa band nostrana, che ha saputo ritagliarsi una fetta di notorietà a livello mondiale pur partendo dal nostro poco metallico Stivale!

DESTRUCTION:

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Attese piuttosto lunghe tra una band e l’altra, che si fanno sentire maggiormente vista la mancanza del set underground, con i Destruction che salgono sul palco dopo le 18:00, pronti a sciorinare il classico “Eternal Devastation” ma subito bloccati dall’ennesimo inconveniente tecnico, causato dal generatore che si è spento in due distinti momenti, creando anche maretta fra gli astanti.
La prima volta Schmier e compari la prendono su ridere, tornando sul palco con un vassoio pieno di birre, prontamente offerte a chi si trovava a fronte palco piuttosto che tenerle per sè; il trio riparte a tuono con “Curse Of The Gods”, seguita da “Life Without Sense”, ma ecco il secondo spegnimento dell’impianto elettrico durante “Eternal Ban”. La band è visibilmente irritata (chi non lo sarebbe?), ed ovviamente costretta ad un drastico taglio della scaletta, ma ripaga comunque le attese con la sciorinata di classici tanto attesa dai fan del combo, per chiudere in bellezza con la doppietta mastodontica “Thrash Till Death/Bestial Invasion”.
Dispiace davvero dover aggiungere alla lista dei disagi anche questo show parzialmente rovinato, ma i Nostri sapranno rifarsi a breve, visto che sono nuovamente attesi il prossimo settembre in terra lombarda, insieme ad altri nomi “pesanti”…

Setlist Destruction:
Curse of the Gods
Life Without Sense
Eternal Ban
Thrash Attack
Release From Agony
Nailed To The Cross
Mad Butcher
Thrash Till Death
Bestial Invasion

SACRED REICH:

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Molti sono sopraggiunti a Bagnatica per loro, ed il vostro PaulThrash preferito non ha remore nel sottolineare quanto la sua presenza fosse dettata in primo luogo dalla presenza di questo ormai immortale quartetto di doomeggiante thrash metal.
Prima volta in Italia, band di culto con una buona fan base nel nostro Paese, i Sacred Reich non hanno deluso le aspettative, con una setlist importante (compresa l’ormai classica cover di “War Pigs”) e siparietti divertenti fra un brano e l’altro (“Love… Hate” è stata intervallata dalla richiesta esplicita di Phil Rind di un abbraccio fraterno col vicino, chiunque esso fosse…). I quattro sembrano sinceramente colpiti dall’affetto del pubblico italiano e questo li spinge a dare il massimo, con uno show vissuto e decisamente emozionale; non manca la simpatica vista della prole del “robusto” frontman, che lo ha accompagnato da bordo palco per l’intera durata del concerto.
Lo storico combo ammeregano non tradisce le aspettative, partendo in pompa magna con il proprio manifesto, quella “The American Way” che scuote sin da subito l’animo rivoluzionario dei thrashers presenti, giovani e (perlopiù) meno giovani, per proseguire senza fretta con “Free”, la tirata “Death Squad”, “One Nation” e “Love… Hate”, introdotta appunto dal messaggio estremamente peace&love del Rind nazionale (e ci voleva proprio!).
La classica sirena da raid aereo introduce l’ormai consueta cover dei Black Sabbath, anche immortalata nel live album “Still Ignorant (1987-1997)”, cantata a squarciagola anche da chi i Sacred Reich li scopriva proprio in occasione del concerto di Bagnatica, per andare a concludere l’energica scaletta con una sequenza da urlo rispondente ai nomi di “Ignorance”, “Crimes Against Humanity”, “Who’s To Blame?” e “Independent”. I birbanti fanno il tipico scherzetto del “mi levo dal palco, mi nascondo quatto quatto dietro le quinte e ritorno nel giro di pochi minuti sul palco a spiattellare il classico finale”: e “Surf Nicaragua” non poteva che avere il compito di concludere in bellezza la setlist del quartetto di Phoenix.
Speriamo non sia la prima ed ultima volta sul suolo italico, lunga vita al Sacro Regno!

Setlist Sacred Reich:

The American Way
Free
Death Squad
One Nation
Love… Hate
War Pigs
Ignorance
Crimes Against Humanity
Who’s To Blame?
Independent

Encore:
Surf Nicaragua

AT THE GATES:

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Lungo cambio palco e finalmente dalle casse si può ascoltare l’intro parlato che precede “Death And The Labyrinth”; i nostri partono alla grande, gran movimento in mezzo ai ragazzi sotto palco fin da subito e sound buono. Dopo tutti gli inconvenienti tecnici della giornata non è cosa da poco. Sono davanti per le foto, ma la voglia di saltare in mezzo è esagerata quando parte “Slaughter Of The Soul”: una botta nello stomaco, di quelle che fanno tremare le gambe. Eh sì, chi dava gli At The Gates spacciati si deve assolutamente ricredere. Per quanto mi riguarda ritengo un album fondamentale per il death metal “Slaughter Of The Soul”, quindi è puro godimento ascoltare pezzi come “Suicide Nation”, “Under A Serpent Sun”, “Nausea”.
I pezzi di “At War With Reality” non sfigurano assolutamente rispetto ai giganti del passato e il live prosegue su livelli ottimi, poco tempo per le chiacchere e tanta sostanza. Quando l’intro di “Blinded By Fear” riempie l’aria di Bagnatica il pubblico esplode, attimi di vero macello per uno dei brani che rappresenta in pieno la musica della band. Si termina con “The Night Eternal”, accolta non come la precedente ma ugualmente vissuta dai fans sotto il palco. Ancora una volta escono a testa alta, una delle band migliori di tutto il festival. [Lele]

Setlist At The Gates:

El altar del Dios desconocido
Death and the Labyrinth
Slaughter of the Soul
At War With Reality
Cold
Terminal Spirit Disease
The Circular Ruins
Suicide Nation
Heroes and Tombs
Under a Serpent Sun
Eater of Gods
Nausea
Need
The Flames of the End
Blinded by Fear
The Night Eternal

ANTHRAX:

anthrax-1

A quanti li danno costantemente per spacciati e scoppiati, gli Anthrax hanno dato ancora una volta una bella lezione in quel di Bagnatica, con una buona setlist (inutile sperare in troppi brani datati, con un nuovo album all’attivo da promuovere… peccato che per il 30nnale di “Spreading The Disease” si siano limitati alle sole “Madhouse” e “Medusa”, pur essendo quest’ultima una chicca piuttosto ricercata) ed un tiro che molti loro “coetanei” al momento possono solo sognare. Basterebbero i soli Frankie Bello e Scott Ian a dare la carica, ma di certo la band nella sua interezza, Joey Belladonna compreso, è una forza della natura. Peccato per l’assenza di Charlie Benante, comunque sostituito da un turnista d’eccezione che negli ultimi anni ha tappato molti buchi importanti, rispondente al nome di Jon Dette. Alla chitarra solista troviamo Jon Donais, ottimo esecutore ma più freddo e distante degli attuali compagni.
Ad onor del vero, i nuovi brani dal vivo sanno il fatto loro, complice certamente la foga con cui il quintetto li intavola, ma non c’è sicuramente bisogno di sottolineare come, durante l’esecuzione di classici come “Caught In A Mosh”, le già citate “Madhouse” e “Medusa”, una sempre scatenante “Got The Time” (con Frank Bello ancora più mattatore del momento) e la classica cover di “Antisocial” la band (ed anche il pubblico) dia il proprio meglio. Qualche problema al basso (scomparso durante l’esecuzione di alcuni brani) che non inficia l’andamento, una chicca come “March Of The S.O.D.” piazzata a tradimento per far cedere i cuori delle canaglie più vecchie, ed il concerto giunge al suo termine.
Ovviamente non è possibile esentarsi dall’ennesima riproposizione di un classico senza tempo come “Indians”, cantato a squarciagola da quanti sono accorsi al Fosch Fest per questa grande giornata, per suggellare e ripagare quanti li hanno attesi per tutta la giornata sotto il sole cocente… grandissimi Anthrax, alla prossima!

Setlist Anthrax:

You Gotta Believe
Monster at the End
Caught in a Mosh
Madhouse
Got the Time
Fight ‘Em ‘Til You Can’t
Evil Twin
Medusa
March of the S.O.D.
In the End
Antisocial

Encore:
Breathing Lightning
Indians

24/07/2016

Domenica. Tarda mattinata. Ancora segnati dalla giornata precedente si ritorna nell’area concerti di Bagnatica. La giornata è prevalentemente dedicata a band folk metal e il palco secondario Underground Stage risulta finalmente sistemato ed attivo. Dopo i disagi del sabato questa risulta essere un’ottima news, cosa che per il sottoscritto resterà una delle poche buone nuove della giornata.
La condizione dei servizi è disastrosa, grandi difficoltà nella gestione della ristorazione, purtroppo per la mia personale situazione diventa davvero impossibile restare al Fosch Fest. Con rammarico per le esibizioni di Enslaved e Korpiklaani lascio l’area concerto.

Ok, forse siamo stati molto rigidi nei commenti, ma MAI con la presunzione di essere noi migliori degli organizzatori del Fosch Fest. Un festival del genere, sopratutto per il salto qualitativo, necessita di forze e disponibilità notevoli. Mi sento di dire che, nonostante tutte le difficoltà, sono stati giorni splendidi per tutti. Con la speranza di avere un festival nel 2017 senza pioggia e sfortune aggiuntive. [Lele]

Di seguito altre foto della giornata di sabato, tutte realizzate dal nostro Emanuele “Mr.Triton” Salsa.

Fleshgod Apocalypse:

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Destruction:

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Sacred Reich:

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At The Gates:

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Anthrax:

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