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Wóddréa Mylenstede – Créda Beaducwealm (2016)

Pubblicato il 14/10/2016 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Créda Beaducwealm
Autore: Wóddréa Mylenstede
Genere: Noisy Black Metal
Anno: 2016
Voto: 8,5

Visualizzazioni post:414

Dopo i Voidcraeft e gli Ostots, ecco un altro gruppo che canta in una lingua molto inusuale! Ennesima entità dalle identità sconosciute della portoghese Altare Productions, i Wóddréa Mylenstede (cioè “mulino” o “frantoio diabolico”) vengono dall’Inghilterra e, con la loro infame opera, intendono riportare alla luce l’inglese antico, lingua parlata fra il V e il XII secolo in Inghilterra e nella Scozia meridionale. A quanto pare attivi dal 2011, si sono fatti un certo nome attraverso lo split del 2013 condiviso con i misteriosi portoghesi Black Cilice. Dopodichè, assoluto silenzio per ben tre anni fino al ritorno fra noi comuni mortali direttamente con un sostanzioso album di debutto di sei pezzi pubblicato su CD dalla Altare in co-operazione con la britannica Legion Blotan Records & Distributions, due etichette quasi didattiche nel loro supportare spesso gruppi che cantano in lingue morte da secoli. Ecco quindi a voi “Créda Beaducwealm”.
Allora, attenzione che questa è una produzione al 100% Altare Productions. Prima di tutto, perché suona talmente lo-fi che quest’album pare sia stato registrato su una cassetta rovinatissima per quante volte è stata usata! Per dire, è rimbombante un casino, a tratti le chitarre vengono seppellite dal cantante che urla da distanze ignote come nemmanco in un bootleg mentre ci sono anche dei rumori da cassetta che danno al tutto un fascino notturno. Insomma, al confronto “Necrotelepathy” dei Candelabrum sembra un disco registrato in modo professionale! Eppure, “Créda Beaducwealm” si lascia incredibilmente ascoltare.
In secondo luogo, per la musica. Perché Wóddréa Mylenstede suona un black metal totalmente malato e glaciale in perfetto Black Circle-style in una maniera affine proprio a quella dei Candelabrum, solo senza tastiere e in una versione meno doomish anche perché i blast-beats e i tupa-tupa non sono così infrequenti mentre il cantante lancia urla completamente fuori di testa. L’approccio, poi, non è solo minimalista e ossessivo, quasi paranoico (senza però essere ripetitivo, anzi) ma ha anche una forte componente noisy, con il risultato di partorire dei pezzi che paiono volutamente improvvisati visto un chitarrista che talvolta si mangia letteralmente alcuni riff e un batterista che non sempre tiene costantemente il tempo così da rallentare e accelerare in modo impercettibile (come nel finale di “Hreómode Blódgéotend”). Insomma, il delirio!
Pezzi assolutamente da menzionare sono il tour de force da quasi undici minuti “Léafa Súslbana”, dal finale dilatato ultra-delirante; la breve “Werbeámas Haeden Gilda”, violentissima e isterica molto à la Black Cilice con “riff” mai così glaciale; e “Beadurófan”, che parte dove finisce proprio “Werbeámas Haeden Gilda” per una canzone che conta alcuni dei riff più dissonanti e convincenti dell’album. Ma il vero pezzo forte del disco è la conclusiva “Hygecraeft (Eardgiafu)”, un doom totalmente allucinato à la Abruptum/Reverorum Ib Malacht che mostra in pieno come i nostri riescano a raggiungere dei climax paurosi aggiungendo pochi dettagli uno per volta (sentire la “calma piatta” del batterista che si risveglia lentamente, please!). Tutto ciò per una scaletta incredibilmente varia che alterna saggiamente pezzi lunghissimi ad altri decisamente più brevi.
Poche ciance, questo “Créda Beaducwealm” lo consiglio spassionatamente a chi vuole il black metal più marcio e da cavernicoli possibile suonato però con un certo gusto e una certa atmosfera raramente così folle e malvagia. Ma, allo stesso tempo, consiglio spassionatamente di ascoltare il disco con le cuffie per meglio notare alcuni dettagli nascosti, compresi quelli di una batteria non ascoltabilissima senza di esse. Certo, se riuscite a sorvolare sulla produzione oscena…

Tracklist:

1 – Hreómóde Blódgéotend
2 – Mearrweard Dócincel
3 – Léafa Súslbana
4 – Werbeámas Haeden Gilda
5 – Beadurófan
6 – Hygecraeft (Eardgiefu)

Line-up:

Sconosciuta

Etichetta Altare Productions – http://altare.pt/index.php?route=common/home
Legion Blotan Records & Distributions – http://www.legion-blotan.mutant-ape.co.uk/

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