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Witchwood (Ricky Dal Pane)

Pubblicato il 10/01/2017 da in Interviste | 0 commenti


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Teniamo d’occhio da tempo i Witchwood, li abbiamo apprezzati con “Litanies From The Woods” e con il recente “Handful Of Stars” ed è un piacere poterli avere sulle nostre pagine. La band romagnola è autrice di un hard rock che omaggia in maniera personale i grandi del passato. Il cantante e chitarrista Ricky Dal Pane risponde in maniera esauriente alle nostre domande, a voi la nostra chiacchierata!

Ciao ragazzi e benvenuti sul nostro sito! Partiamo subito dal vostro nuovo lavoro “Handful Of Stars”. Cosa troverà in questo disco un ignaro ascoltatore?

Beh, sicuramente tanta buona musica interpretata da un manipolo di musicisti incredibilmente belli che è decisamente un valore aggiunto da non sottovalutare.
A parte gli scherzi… realizzare questo EP, perché vogliamo chiarire che di questo si tratta nonostante la lunga durata, per noi è stato come chiudere un’ipotetico ciclo della band visto che i brani inediti come composizione risalgono al periodo delle registrazioni di “Litanies From The Woods”.
Nonostante non sia un vero e proprio full lenght è molto distante dall’essere solo un riempitivo o un modo per lucrare sui buoni riscontri di “Litanies…”, abbiamo curato tutto nei minimi particolari com’è nostra abitudine fare, siamo molto soddisfatti del risultato e riteniamo che “Handful Of Stars” possa essere considerato in tutto e per tutto una nostra nuova uscita nonostante sia difficile catalogarlo… sicuramente non un’antipasto in vista del nuovo album… ogni nostra uscita deve corrispondere sempre ad un’esigenza espressiva della band, altrimenti per noi non avrebbe senso realizzarle.

In passato gran parte di voi faceva parte dei Buttered Bacon Biscuits, che si sciolsero dopo un solo album, tra l’altro ben recensito. Come mai lo scioglimento e cosa è rimasto di essi nei Witchwood attuali?

I BBB, che a breve saranno ristampati dalla Jolly Roger, si sciolsero principalmente perché una parte dei componenti originari non era più interessata a proseguire un discorso di un certo livello e per diversi punti di vista sulla direzione da seguire… in primis sul nome che io ho sempre trovato orribile e non adatto per descrivere la musica che facevamo… è che quando ci formammo tutto nacque un po’ per scherzo compreso il nome… proseguendo e dopo il primo album le cose cominciarono a farsi più serie e visto che gran parte del materiale lo stavo scrivendo io non mi sentivo nemmeno di farlo uscire sotto una sigla del genere e da qui anche i primi contrasti.
Credo che quello dei BBB sia comunque un buon album e che sia una buona fotografia per capire da dove vengono e si sono originati i Witchwood… lo vedo più come un reperto insomma visto che ora sono concentrato esclusivamente sul presente.
Se proprio devo trovarti delle similitudini ti direi che sicuramente si poteva già percepire la mia attitudine nella scrittura in quei brani anche se ritengo che fossero decisamente più acerbi.

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Ho visto sul vostro Facebook una precisazione: “Handful Of Stars” è un EP, non è un album. Questo significa che c’è anche un album attualmente in preparazione?

Sì, come ti ho già spiegato prima “Handful Of Stars” è un Ep anche se anomalo vista la durata complessiva… ma oltre alle cover e alla rivisitazione della titletrack i brani inediti effettivi sono tre più una piccola strumentale, ecco perché ci sembra giusto nei confronti di chi lo voglia acquistare precisare la cosa, proprio per evitare fraintendimenti nel caso ci si aspettasse un album nuovo vero e proprio.
Sì, abbiamo già iniziato la stesura di nuovi brani anche se è ancora presto per parlare di un nuovo disco.
L’EP in questo ci è stato utile perché, essendo il materiale già composto quando siamo entrati in studio, abbiamo affrontato la cosa con serenità e privi da pressioni di qualsiasi tipo… questo ci permette di affrontare anche la composizione del nuovo album con più consapevolezza e libertà.

La copertina del disco è molto particolare. Come è nata e cosa rappresenta?

Tutto l’artwork è opera dell’artista (nonché bassista della storica band Distruzione) Dimitri Corradini.
Sono immagini tratte dal video di “Handful Of Stars” che Dimitri ha realizzato per noi… un’opera eccezionale realizzata animando acquerelli completamente dipinti a mano e molto distante dall’essere solo un video promozionale: un viaggio visionario che a mio parere si sposa perfettamente con la musica e che va gustato per quello che è… un’opera d’arte per la cui realizzazione siamo estremamente grati a Dimitri.

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“Handful Of Stars” esce, come il vostro primo album “Litanies From The Woods”, per l’etichetta italiana Jolly Roger Records. Cosa vi ha spinto a continuare a lavorare con Antonio Keller?

Sicuramente la serietà e l’impegno con cui sta lavorando per la band e gli ottimi risultati ottenuti dal suo lavoro ci hanno motivato a continuare a lavorare con lui e la Jolly Roger.
Antonio crede molto nei Witchwood e questo per noi è importante… ritengo poi, e non lo dico perché facciamo parte della stessa etichetta ma perché molti sono artisti che seguivo già da prima di farne parte, che stia facendo molto per molte realtà musicali e per la scena in generale: gruppi come Godwatt, Fiaba, Graal, Negacy, Distruzione, Ancillotti per cui si occupa della stampa in vinile a mio parere hanno sfornato dischi di una qualità incredibile a cui andrebbe dato sicuramente sempre più risalto… provare per credere, date un’occasione a queste band e supportatele, non ve ne pentirete!

Il vostro disco esce anche in vinile, come mai scelta una scelta così retrò?

Intanto perché adoriamo il formato vinile… poi perché la nostra musica si presta particolarmente ad essere ascoltata su questo supporto visto che nasce già, in fase di registrazione, in analogico… per il formato in vinile poi realizziamo sempre un mastering apposito proprio per far rendere al massimo tutte le sfumature della nostra musica ed offrire un prodotto audio di alto livello… non è che usciamo in vinile solo per dirlo o fare i fighi di turno ecco.

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In “Handful Of Stars” sono presenti due cover (di Blue Oyster Cult e Uriah Heep), come mai avete scelto proprio queste? Verranno proposte anche dal vivo?

Semplice… sono due pezzi che amiamo e che adoriamo suonare da tempo… direi che non serve aggiungere altro.
Io poi in particolare ho una vera e propia venerazione per i Blue Oyster Cult, un gruppo che adoro da quando ero un ragazzino.
Credo che rispetto ad altre band dei ’70 in Italia siano un po’ bistrattati… è un peccato perché hanno scritto canzoni memorabili e dischi bellissimi e che andrebbero sicuramente riscoperti e proposti alle nuove generazioni di ascoltatori… magari anche noi nel nostro piccolo abbiamo spinto qualcuno ad andare alla loro scoperta e questo mi farebbe un piacere enorme.
“Flaming Telepaths” fa parte della nostra scaletta live da tempo.

Che gruppi o generi ascoltate nella vita di tutti i giorni? Vi piace il “retro rock” che tanto va di moda?

Io personalmente ascolto di tutto anche se le mie preferenze vanno al rock ’70 e al metal in generale, anche quello estremo… per dirtene una recentemente sono andato ad un live di Obituary ed Exodus quindi…
Per il discorso retro rock sì, alcuni gruppi li seguo tipo Graveyard, Blackberry Smoke o Rival Sons… poi nel marasma ovvio che ci sono dischi a mio parere che non sono un granchè ma è normale visto che ormai sono saliti sul carrozzone in tanti… il problema non è tanto se fai retro rock o meno ma la maniera in cui lo fai… se sei solo un clone di qualcos’altro e hai poca personalità e poco da dire anche se magari suoni bene, hai il look giusto ecc. sei poi destinato a scomparire.
C’è poi da aggiungere che molte delle band migliori in questo genere non suonano da qualche anno ma da un bel po’ di tempo.
E’ anche il nostro caso… molti di noi suonano questo genere anche da vent’anni solo che i riflettori si sono puntati su di noi ora perché al momento sono sonorità che tirano ed hanno molto seguito.
Poi magari tra qualche anno esploderà un nuovo tipo di revival e non ci cagherà più nessuno ah ah… tanto va sempre tutto a cicli è inutile… mi ricordo negli anni ’90 quando era tornato di moda il power, tutti facevano solo quello per esempio.
Solo che non capisco il perché se suoni rock stile ’70 ti danno del derivativo di continuo… se fai che so per esempio thrash stile ’80 questa parola invece non viene mai fuori nonostante io senta moltissimi gruppi che fanno pari pari cose prese da band di 30 anni fa… è un approccio nel descrivere la musica che non comprendo, veramente.

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Il vostro debut album “Litanies From The Woods” è uscito da appena un anno, come sono andati in generale i riscontri?

E’ stato sicuramente un’anno fantastico per i Witchwood: “Litanies From The Woods” ha raccolto notevoli apprezzamenti da parte di critica e pubblico, cosa che assolutamente non ci aspettavamo e che ci ha spiazzato non poco.
Il disco è già andato in ristampa nella versione cd e a breve verrà ristampata anche quella in vinile… l’aver raggiunto un così alto numero di persone con la nostra musica e le belle parole da parte di tutti per descriverla ci riempie veramente d’orgoglio e ci ha ripagati ampiamente dei tanti sacrifici fatti in tutti questi anni.
Sinceramente non potremmo chiedere di più.

Come va la situazione dal vivo? Riuscite a fare live con continuità?

Beh, suonare in Italia non è comunque facile anche se cerchiamo di suonare il più possibile… ovviamente compatibilmente coi nostri impegni e lavori visto che non suoniamo certo per vivere.
Più che un numero esagerato di concerti cerchiamo anche in questo caso di prediligere la qualità quindi situazioni di un certo tipo in cui valga realmente la pena esibirsi… che so, la Sagra dell’Anguilla di Comacchio per esempio magari non fa per noi ecco.
Proprio in questi giorni però ci hanno confermato all’ Hammer of Doom festival in Germania e al Malta Doom Metal festival appunto di Malta per il 2017.
Stiamo poi contrattando con dei promoter Russi, Spagnoli e Tedeschi che ci hanno contattato per minitour nei loro Paesi… speriamo e incrociamo le dita.

Quali saranno i prossimi passi? Date live o vi dedicherete al nuovo album completo?

Direi tutte e due le cose anche se abbiamo decisamente voglia di concentrarci un po’ sulle nuove composizioni… cosa che sappiamo già ci porterà via molto tempo.

Ok, l’intervista è finita, da parte mia un grande ringraziamento per la vostra disponibilità e a voi l’ultima parola!

Grazie mille a voi ragazzi, veramente… e a tutti quelli che ci seguono un grosso abbraccio per la dedizione con cui lo state facendo. Grazie e Rock On!!!

Facebook: https://www.facebook.com/Witchwoodband
Etichetta Jolly Roger Records – http://www.jollyrogerstore.com

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