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18/01/2017 : Epica + Powerwolf (Trezzo Sull’Adda, MI)

Pubblicato il 17/02/2017 da in Live report | 0 commenti


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18/01/2017 : Epica + Powerwolf + Beyond The Black (Live Club di Trezzo Sull’Adda – MI)

E’ davvero un package ben assortito quello che ha visto impegnati Powerwolf ed Epica in questo intrigante co-headlining tour. La data italiana è stata ospitata dal Live Club di Trezzo, una venue che ormai non ha più bisogno di presentazioni e che si sta confermando una delle migliori se non il top club tricolore per la nostra musica preferita.

I primi a salire sul palco sono gli interessanti symphonic-power metallers BEYOND THE BLACK, un vero peccato perdere quasi in toto la loro esibizione. Il motivo? Un’intervista con il tastierista degli Epica Coen Janssen registrata proprio all’interno della – gelida – tensostruttura adiacente al Live Club in contemporanea al concerto dell’emergente gruppo tedesco. Piccola curiosità: in occasione della menzionata intervista (che verrà a breve pubblicata sul nostro portale) abbiamo scoperto che il tour manager degli Epica è nientemeno che Jamie Cavanagh, il bassista degli Anathema. Torniamo all’interno del locale giusto in tempo per “Running To The Edge”, il pregevole brano finale del breve set dei Beyond The Black, dispiacendoci non poco per esserci persi il resto del loro concerto. E’ raro vedere un gruppo d’apertura salutato da una dose di applausi tanto scroscianti. Promettenti.

I POWERWOLF dal vivo sono qualcosa di sensazionale. Parte tutto dalla geniale intuzione di concepire il concerto metal come una sorta di funzione religiosa, ricreata ad arte già dalla perfetta scenografia che ci ricorda la passione della band per i licantropi. L’Heavy Metal è la religione e l’unico credo dei nostri e dei loro sfegatati supporters. Sì perchè non c’è concerto dei Powerwolf senza un coinvolgimento vocale totale ed entusiasmante dell’audience.
Questa messa in salsa metal, che nella buona sostanza si rivela un intrattenimento che sa essere anche ironico e dissacrante allo stesso tempo, è costituita perlopiù da un affascinante trip in compagnia del teatrale power metal della formazione tedesco-rumena.
Il mattatore del concerto è ovviamente l’imponente vocalist Attila Dorn, un frontman che non ha bisogno di aiutini vocali o di backing vocals e che regge quasi tutto lo show sulla forza delle sue corde vocali e di linee melodiche catchy all’ennesima potenza.
Altra caratteristica della band è quella di sfoderare una coppia di chitarristi compattissima e dalla stage presence eccellente, che riesce quindi a non far sentire troppo la mancanza di un bassista sul palco. L’apporto del solido drumming di Roel Van Helden non va sottovalutato ma l’altro elemento assolutamente distintivo è il carisma del tastierista Falk Maria Schlegel, uno che in pratica fa da secondo frontman consentendo ad Attila di rifiatare durante i breaks musicali senza mai far calare il supporto vocale del pubblico.
Questo vero e proprio happening del power metal non potrebbe essere possibile senza i tanti assi nella manica che il gruppo può sciorinare dal vivo: dalle nuove “Blessed And Possessed” ed “Army Of The Night” ai classici “Amen And Attack” e “Resurrection By Erection”. Non c’è un attimo di tregua nemmeno per le nostre voci.
I Powerwolf sono in gamba anche perchè, all’occorrenza, sanno mescolare le carte, come quando verniciano il loro power di folk e symphonic nell’irresistibile melodia di “Armata Strigoi”. Il finale di set è tutto all’insegna del karaoke metal di “Sanctified With Dynamite” e di “We Drink Your Blood”.
I Powerwolf dal vivo sono un portento ed il pubblico italiano presente al Live Club ha dimostrato di adorarli. Peccato solo per l’assenza degli effetti pirotecnici utilizzati dalla band nel resto del tour. Li aspettiamo presto per la prossima messa metal!

Non ho invidiato gli EPICA. Suonare come ultima band della serata dopo una performance accolta con straordinaria partecipazione dal pubblico non è mai facile. Farlo quando si ha a disposizione del materiale tendenzialmente piuttosto complesso e si è scelto di suonare per quasi la metà del set degli estratti del nuovo album, beh questo dimostra davvero una buona dose di coraggio. Gli Epica ne escono bene, confermando di essere di gran lunga uno dei migliori gruppi della scena symphonic metal.
Il nuovo album “The Holographic Principle” ha un gran bel tiro dal vivo ed il primo singolo, “The Edge Of The Blade”, ancorchè piuttosto breve e semplice per i canoni della band, ne è un ottimo biglietto da visita.
Le chitarre nei brani nuovi sono davvero pesanti, come nel bulldozer cadenzato di “Divide And Conquer”. L’alternanza tra brani storici come “Storm The Sorrow” e “The Obsessive Devotion” e pezzi nuovi come “Ascension – Dream State Armageddon” e “Dancing In A Hurricane” funziona assai bene, anche se, nonostante tutto l’impegno di Mark Jansen e dell’avvenente Simone Simons, l’inappuntabile coppia di voci degli Epica non riesce a trascinare il pubblico come l’ugola di Attila dei Powerwolf. Questo non significa che i fans degli Epica non si facciano sentire, o che composizioni spettacolari come “The Essence Of Silence” ed “Unchain Utopia” non facciano presa dal vivo.
C’è anche il momento per emozionarsi durante la prima parte dell’incantevole “Cry For The Moon”, con una Simons angelica ed un’atmosfera davvero da brividi.
Dal punto di vista tecnico gli Epica sono una formazione davvero notevole e lo dimostra incontestabilmente una splendida versione di “Sancta Terra” durante i bis. Ma gli Epica devono trovare anche un sentiero – se vogliono proseguire questa scalata al “Monte Olimpo” della scena metal – che gli garantisca quel grande successo di pubblico al quale aspirano da tempo. Ecco, neanche a farlo apposta che arriva la nuovissima “Beyond The Matrix”, già conosciutissima, ed accolta da un entusiasmo eccezionale.
Il dado è dunque tratto, gli Epica che si fanno più diretti, più power, con una melodia che rende il brano un instant classic sono la chiave per raggiungere la vetta.
Per ricordarci che gli Epica non tradiranno mai le loro radici, fatte di suite pompose e complesse, spetta a “Consign To Oblivion” il compito di far calare il sipario su una delle serate più memorabili per gli amanti del symphonic power, mai tanto legati a filo doppio come in questa fredda serata lombarda. Ma dentro al Live Club noi ci siamo davvero scaldati tanto. E’ stato un grande “Lupus Dei”!

Live report di Massimo “Max Moon” Guidotti. Foto di Sabina Baron. Di seguito altre foto della serata.

Powerwolf:

 

 

Epica:

 

 

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