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Reapter – Cymatics (2016)

Pubblicato il 7/03/2017 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Cymatics
Autore: Reapter
Genere: Prog Thrash Metal
Anno: 2016
Voto: 7

Visualizzazioni post:189

La voce “prog thrash” associata ad una band ha al giorno d’oggi una valenza differente rispetto a quando questa terminologia è stata coniata; oltretutto, la definizione non risale di certo agli albori del filone, ma il suo essere postuma ha anche portato ad una rivalutazione e ad una ri-contestualizzazione parecchio “ampia”, con certe band inserite nel filone per cui i fans della prima ora potrebbero pensare ad una presa in giro. Questo perché nell’immaginario di taluni fans, il progressive thrash si accomuna a band borderline, gente del calibro di WatchTower, Juggernaut, Despair, Hexenhaus, End Amen, compagini in grado di creare pagine davvero uniche nella storia del metal, ma da sempre relegate ad una posizione di secondo piano.
Certo è che, per chi scrive, quel genere ricopre un ruolo importante da sempre, quindi nuove leve che si presentano come tali sono a prescindere fonte di curiosità. Chiamare i Reapter nuove leve non è esattamente rigoroso e corretto, considerato come la genesi del quintetto romano risale a poco più di 11 anni fa, precisamente nel dicembre dell’a.d. 2005.
Per tornare al discorso iniziale legato al genere, i Nostri citano Testament, Symphony X e Machine Head nella presentazione allegata al press kit che è stato inoltrato a noi webzinari per passione; una definizione che calza e lascia intendere il perché del mio incipit. C’è il thrash dei Testament nella proposta, non quello dirompente degli esordi, ma quello più cadenzato degli anni ’90, così come si sente la passione per la melodia che pervade l’intera discografia dei Symphony X, per cadere in tentazioni più moderne, senza ch’esse sfocino nella rabbia che i Machine Head oggi più che mai sbattono letteralmente in faccia ai propri fans. Il tutto ben amalgamato, niente che lontanamente si possa definire originale, ma la personalità è forte nel combo romano.
Accasatisi presso l’italiana Revalve Records, etichetta con la predilezione per una certa visione di metal, più moderno ed attuale se vogliamo, hanno rilasciato il loro secondo full length “Cymatics” sul finire del 2016, presentando al pubblico italiano ed internazionale 10 pezzi per 52 minuti di musica. Una durata corposa, seppur ben spalmata sui brani, punto a favore della band, considerato come oggi si tenda ad esasperare le canzoni, che finiscono per essere ridondanti e poco incisive se non in rari casi di indubbia maestria.
La triade iniziale “Repeat”, “Tsunami” e “Time Lapse”, riassume in meno di 15 minuti tutte le influenze della band e tutta la sua potenzialità, per introdurre un riuscito quanto semplice riff di basso che apre “The Alchemist”, a parere di chi scrive il brano migliore dell’intero lotto; sembra di sentire un mix dei Megadeth a cavallo fra “Countdown To Extinction” e “Youthanasia”, un continuo rimpallo fra up e mid tempos. Più inquadrata la successiva “Life And Horror”, heavy thrash canonico con rimandi a Metal Church sia per atmosfere che per “rifferama”. “Behind A Mask” parte come una classica ballad alla Metallica, per risalire la china fino a presentare un ottimo melodico intermezzo strumentale (una “maidenata” N.d.A.), per ritornare sui medesimi lidi a fine brano; la durata eccessiva non aiuta però ad apprezzarla in toto. L’orientaleggiante “Useless”, il continuo cambio di scenario ritmico di “Fallen Angels” e di “Tram Out” portano verso le influenze moderne di cui sopra, mentre la conclusiva “Omega Revolution” – strumentale che insieme a “The Alchemist” aumenta esponenzialmente la godibilità di “Cymatics” – sembra un omaggio ad uno dei picchi mai raggiunti dal prog heavy metal, quel “The Fragile Art Of Existence” che non ha bisogno di ulteriori specificazioni.
Ottima tutta la scelta solista, che non eccede in tecnicismi e si presta al servizio dei brani, non il contrario come spesso accade. Ottima tutta la parte ritmica, che dà sfoggio di fills e scelte stilistiche azzeccate, senza esagerare ma senza limitarsi al mero accompagnamento.
“Cymatics” è un disco ben più che godibile, adatto a palati fini e meno fini, così come risulta apprezzabile da un amante delle sonorità moderne tanto quanto da uno strenuo defender dell’epoca metallica che fu. Supportate i Reapter, un’altra bella realtà tutta italiana che va a finire nel novero delle band meritevoli e fiere sostenitrici della nostra scena!

Tracklist:

01. Repeat
02. Tsunami
03. Time Lapse
04. The Alchemist
05. Life And Horror
06. Behind A Mask
07. Useless
08. Fallen Angels
09. Tram Out
10. Omega Revolution

Line Up:

Claudio Arduini – Voce
Max Pellicciotta – Chitarra
Daniele Bulzoni – Chitarra
Jury Pergolini – Basso
Emiliano Niro – Batteria

Sito Reapter: http://www.reapter.com
Facebook Reapter: https://www.facebook.com/reapterband
Revalve Records: http://www.revalverecords.com

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