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21/04/2017 : Hatebreed + guest (Bologna)

Pubblicato il 8/05/2017 da in Live report | 0 commenti


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21/04/2017 : Hatebreed + Dying Fetus + Hierophant (Zona Roveri, Bologna)

Mentre il pubblico arriva alla spicciolata in questo venerdì tutt’altro che primaverile al Zona Roveri, gli Hierophant, provenienti dalla provincia di Ravenna, intrattengono i presenti con il loro violentissimo death/sludge metal con forti influenze hardcore e black metal.

Formatisi nel 2010, hanno inciso quattro full-lenght e da qualche hanno ormai calcano i palchi di tutta Europa sotto l’egida dell’etichetta Season Of Mist. Ottima prestazione dei quattro ragazzi, con Ben e Giacomo che costituiscono una sezione ritmica granitica mentre Lorenzo e Steve con le loro chitarre creano un tappeto sonoro che alterna ritmiche velocissime e riff cadenzati e sincopati.

Subito dopo sul palco salgono i Dying Fetus, combo statunitense – accolto con entusiasmo dal pubblico – che da più di 25 anni propone un ottimo extreme death metal che ha il pregio di combinare virtuosismi tecnici a melodie orecchiabili, senza mai discostarsi però dalla via della violenza sonora.
Impressionante la reazione del pubblico, più che partecipe, che probabilmente in larga parte non è tra i fan sfegatati della band: chiaro segno che gli americani stanno continuando con il piede giusto, ponendo egregiamente le basi per il prossimo “Wrong One To Fuck With” che vedrà la luce a giugno.

Setlist:

Justifiable Homicide
Intentional Manslaughter
From Womb to Waste
Fixation on Devastation
Epidemic of Hate
Your Treachery Will Die With You
In the Trenches
Grotesque Impalement
Killing on Adrenaline

Il pubblico non si tiene più e dopo circa 30 minuti di cambio palco le devastanti note di “A.D.”, “Looking Down The Barrel Of Today” e “Seven Enemies” mettono subito in chiaro che gli Hatebreed e il loro nuovo lavoro “The Concrete Confessional” non risparmiano nessuno.
Dopo circa quattro minuti di concerto riesco a distogliere gli occhi dal palco e vedo il locale che si è trasformato in un enorme moshpit, con Jasta che incita il pubblico a formare ancora più circle pit.
Gli Hatebreed da sempre sono una garanzia di qualità e suono massiccio e violento, guidati dal vulcanico frontman che non si risparmia per nulla; proprio Jamey dopo qualche brano ci annuncia che lo show celebra i vent’anni di storia discografica della band, andando a ripercorrere quasi un Best of dei migliori successi tratti da tutti gli album, compresa “Under The Knife” contenuta nell’omonimo EP del 1996.
A chiusura del devastante live ovviamente troviamo “Destroy Everything” e “I Will Be Heard”, che completano la distruzione fisica di una serata davvero granitica.

Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate dalla nostra Alessandra “MorganaPhoto” Merlin.

Hierophant:

               

Dying Fetus:

                   

Hatebreed:

                                     

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