Slider by IWEBIX

Children Of Bodom (Henkka T. Blacksmith)

Pubblicato il 10/05/2017 da in Interviste | 0 commenti


Visualizzazioni post:3257

In occasione della data di Trezzo sull’Adda assieme a ONI e Forever Still abbiamo avuto l’onore di poter intervistare Henkka T. Blacksmith, bassista storico dei Children Of Bodom. La band di Espoo è passata in Italia per presentare il tour del ventennale del disco di debutto “Something Wild”. Non è mai facile far parlare un musicista finlandese, ma dobbiamo dire che, per essere un nordico, Henkka è riuscito a “sbottonarsi” un pochino (non troppo!). A voi!

Ciao Hennka, benvenuto su Heavy Metal Webzine!

Grazie ragazzi, ciao a voi!

Ora siete on the road per il “20 Years Down And Dirty”, il tour che celebra l’anniversario di “Something Wild”. Come avete avuto questa idea?

Sono passati ormai 20 anni ed abbiamo deciso che sarebbe stata una bella idea riproporre i brani di “Something Wild”, il disco nel quale Janne è entrato a far parte della band. Adesso siamo nel 2017, sono passati tanti anni ed abbiamo l’occasione di fare un altro tour europeo, così abbiamo deciso di suonare brani dai nostri primi quattro album, per rendere il tour più speciale.

Come è cambiata la vostra musica nel tempo, in questi 20 anni?

Non lo so, dimmelo tu! Ahah!

A mio parere il vostro primo album era molto più grezzo, mentre con il tempo avete virato verso un sound più catchy e più curato, per poi ritornare con gli ultimi due album ad una composizione più diretta, più simili per attitudine ai primi.

Non saprei che dire, sicuramente siamo cambiati, ma non radicalmente. Siamo cresciuti come musicisti e come compositori, ma ovviamente siete voi ascoltatori che riuscite a sentire meglio la nostra evoluzione e i nostri cambiamenti, perché ci ascoltate con le vostre orecchie dall’esterno della band.

Come sei cambiato tu in questi anni, come persona e come musicista?

Beh come musicista sono cresciuto molto sia tecnicamente che dal punto di vista compositivo rispetto a quando ero un teenager e a quando ho iniziato; insieme abbiamo suonato molto. Mi sono preparato tanto sia in sede live che in studio e questo è normale. Cambi anche quando non sei nella band, la band è una parte della mia vita, una grossa parte della mia vita ed è difficile immaginarmi senza tutto ciò.

Quando eri un ragazzino, vent’anni fa, immaginavi un futuro differente per te e per i Bodom?
Le cose che sognavi sono alla fine diventate realtà?

Certamente al tempo non ci eravamo proiettati molto in là, sono sempre stati sogni molto piccoli, come ad esempio essere headliners di qualche piccolo festival finlandese… beh questi non sono poi così piccoli… comunque sognavamo in grande, ma c’era sempre il fatto di riuscire a realizzare questi sogni, come poter suonare come gruppo principale in grossi festival europei e nel mondo, oppure suonare assieme a qualche tuo idolo di gioventù come ad esempio gli Slayer. Questi sono sogni da teenager, ma alla fine siamo andati ben oltre le nostre aspettative.
Se 20 anni fa mi avessi detto che avremmo fatto così tanta strada, che sarei stato ancora nella band e mi sarei ancora divertito probabilmente non ti avrei creduto, è molto difficile che succeda.

“I Worship Chaos” è uscito nel 2015, state lavorando a del nuovo materiale e avete già pianificato un’eventuale uscita di un nuovo album?

Al momento non abbiamo iniziato, ma dopo la fine di questo tour incominceremo a lavorarci su, molto probabilmente le registrazioni partiranno verso fine dell’anno ed è probabile che esca verso la primavera del 2018.

Sei sempre stato endorser dei bassi ESP fino dall’inizio della tua carriera, come hai scelto questo brand? C’è stata una ragione particolare?

Al tempo la ESP contattò Alexi per chiedergli di diventare endorser e dopo che lui accettò chiesero anche a noi l’endorsement: ovviamente ci sembrò un’ottima occasione. Eravamo molto felici di questo e la ESP ci offrì un ottimo servizio. Il brand è un punto di riferimento per molti musicisti metal.

Usi qualcos’altro per ottenere il tuo suono? Qualche pedale o effetto in particolare, o inserisci direttamente il cavo nell’amplificatore e suoni?

No, ora uso un pedale di un brand finlandese, un distorsore della Darkglass Electronics. Mi trovo molto bene e posso dire che ormai è la scelta definitiva per ottenere il mio sound. Oltretutto la fabbrica si trova ad Helsinki ed è un orgoglio per me utilizzarlo.

Ora una domanda che ti riguarda in particolare. Sei l’unico membro dei Children Of Bodom che non ha mai avuto progetti paralleli. Come mai? Hai in cantiere dei side project nel futuro più o meno prossimo?

In realtà no, almeno per ora. Nel senso che sono molto contento della mia situazione musicale con i Children Of Bodom e non ho mai sentito il bisogno di dover iniziare progetti paralleli o di fare qualcos’altro, sono veramente contento di concentrare al 100% la mia energia per questa band, ma chi lo sa, magari in futuro potrebbe capitare l’occasione di fare anche qualcos’altro, per ora sono contento così.

Come ti prepari di solito per il tour? C’è qualche segreto che vuoi condividere con noi?

Non in particolare, l’unica cosa che faccio di solito è provare e riprovare in continuazione la setlist prima di partire e decidere assieme agli altri in quale ordine si debbano suonare i brani. Niente di particolare, solo tanto allenamento e poi si preparano i bagagli e si va!

Come sta andando il tour dal punto di vista interpersonale? Come vi trovate con i ragazzi delle band di supporto? Li conoscevate già prima del tour?

Siamo già stati in tour con gli ONI negli States per circa un mese, quindi li conoscevamo già. Sono veramente dei gran ragazzi, arrivano dal Canada. I Forever Still non li conoscevamo prima, ma mi sembrano delle brave persone. Non abbiamo molti contatti perchè alla fine viaggiano per conto loro, partono molto presto e arrivano puntuali per la preparazione dello show, quindi non c’è occasione per incontrarci. Per ora sta procedendo tutto bene e fila tutto liscio.

Un’altra domanda riguardo alla vita durante il tour: c’è qualche momento particolare che vi è capitato in questo periodo, qualcosa che hai voglia di condividere?

Sto diventando vecchio e noioso, non ci sono più storie da raccontare, ahah! Almeno niente che io ricordi in particolare!

Un’ultima domanda, che però riguarda il tuo Paese. La Finlandia è sempre stata vista dagli italiani come un Paese tranquillo e pacifico, infatti il massacro del lago Bodom ha scosso l’opinione pubblica in Italia. La decade scorsa ci furono due massacri nelle scuole, nel 2007 a Jokela e nel 2008 a Kauhajoki.
Come vedi la Finlandia ora, dopo questi avvenimenti? Pensi che siano stati casi isolati o è cambiato qualcosa? Cosa ne pensano i cittadini finlandesi?

Beh penso che la Finlandia sia comunque ancora un Paese pacifico e tranquillo, soprattutto se lo paragoni alle realtà di altri Paesi e a quello che avviene di solito.
Per quanto riguarda le sparatorie avvenute, penso che siano casi isolati in cui i ragazzi coinvolti fossero lasciati a se stessi, soli, depressi ed il tutto è sfociato in queste azioni estreme. Ma non vedo un quadro generale che coinvolge la società in Finlandia, anche perchè sono avvenuti in un tempo molto ravvicinato e la Finlandia è comunque una nazione molto piccola. Ribadisco, a mio parere sono stati solamente dei casi isolati.

Ok, grazie mille per questa intervista e per il tempo che ci hai concesso.

Grazie a voi ragazzi. Ci vediamo sul palco!

Sito ufficiale: http://www.cobhc.com
Facebook: https://it-it.facebook.com/childrenofbodom
Etichetta Nuclear Blast – http://www.nuclearblast.de

Henkka con il nostro Paolo Nocchi, autore dell’intervista.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *