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Epica (Coen Janssen)

Pubblicato il 18/05/2017 da in Interviste | 0 commenti


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Gli Epica sembrano aver intrapreso una di quelle carriere discografiche che li vede, album dopo album, in lenta ma inesorabile e costante crescita. A distanza di un po’ di mesi dall’uscita dell’ultimo “The Holographic Principle”, abbiamo avuto una breve chiacchierata con il tastierista Coen Janssen, un membro poco chiacchierato ma anche davvero importante della band visto che milita nella formazione dal primo disco ed ha composto o co-scritto tasselli importanti della discografia del gruppo olandese. Gli Epica torneranno a breve a trovarci per un imperdibile concerto milanese in compagnia con i riformati Rhapsody (7 giugno 2017, Alcatraz, Milano)

Ciao Coen!

Ciao Massimo!

A qualche mese di distanza dalla sua uscita puoi descriverci l’accoglienza al nuovo disco? Mi sembra che le recensioni siano state entusiastiche un po’ ovunque.

Siamo felici, non posso davvero lamentarmi, tutto sta diventando più grande, abbiamo avuto più recensioni, più copertine, più persone che si sono fatte avanti. E’ un segno evidente del fatto che la band sta ancora crescendo, e questo è veramente bello, stupefacente per noi.

Parliamo dei brani nuovi, Coen, ce n’è qualcuno che ti ha sorpreso un po’ quando l’avete proposto dal vivo?

Sì, per esempio “The Ascension – Dream State Armageddon”, la cui base è piuttosto black metal, io ero un po’ preoccupato di inserirla nell’album, ma in qualche modo è comunque una canzone degli Epica e funziona davvero bene dal vivo.

Con il nuovo album avete ridotto un po’ le orchestrazioni per farlo suonare come un disco che potete riprodurre live più fedelmente?

Abbiamo cercato di enfatizzare di più gli aspetti relativi al suonare i brani dal vivo, abbiamo jammato i pezzi insieme nella sala prove per essere sicuri che ci saremmo davvero sentiti bene a suonarli sul palco.
La differenza con l’orchestra ora è che tutto è dal vivo, non ci sono più i samples e ciò rende la cosa più trasparente, c’è un po’ più di spazio per le chitarre.

Nei dischi precedenti le sovraincisioni, i dettagli, i cosiddetti “layers” erano veramente tanti ed avreste avuto bisogno di strumenti aggiuntivi, backing vocalists ecc..

Esatto, abbiamo ancora bisogno di cori preregistrati in certe parti perché non possiamo portarci un coro dietro in tour ma gli strumenti a corde sono sempre stati suonati dal vivo live. Ora non aggiungiamo più niente che il brano non necessiti ed il risultato è un sound più aperto.

Il tuo ruolo nella band è aumentato nel corso degli anni? Da una parte verrebbe da dire di no perché le orchestrazioni sono minori ma come tastierista mi sembra che tu sia più coinvolto ed al centro dell’attenzione dal vivo, giusto?

Non lo so, il fatto è che da un po’ abbiamo cambiato il team di produzione, ora abbiamo mezzi economici superiori che ci consentono di poter registrare quasi tutto dal vivo.

Devi esserti stancato a forza di parlare della “Teoria del Principio Olografico”

Ahahah!! … è una teoria…

Ma poniamo il caso che vi troviate davanti ad una persona all’oscuro di tutto, come spiegheresti il cuore della teoria in termini semplici?

E’ così difficile.. “The Holographic Principle” è un po’ come il film “The Matrix”, noi in realtà non siamo qui ma qui c’è la proiezione di qualcosa proiettata su di noi che noi vediamo. Io potrei vedere dove siamo noi ora, un piccolo bar con donne nude…  Tu invece vedi un tendone sporco e vecchio (dove in realtà siamo, o è solo la nostra proiezione sfigata? cmq qui si gela dal freddo oltretutto, ndMax). Cosa è la realtà, cosa non lo è? Questo è in pratica il soggetto del nuovo disco ed in particolare della titletrack.

Sarebbe molto meglio vedere le donne nude…

Tu non le vedi?

No, sigh..

Comunque la tua mente proietta qualsiasi cosa tu voglia vedere o possa fare, è possibile, perché non c’è alcuna realtà, come percepisci qualcosa tu è diverso da come la percepisco io.

Il leggendario Ronnie James Dio “ritorna” come ologramma e probabilmente ci sarà un tour con i musicisti che suonavano nella sua band. Mark Jansen mi ha detto che questo sarà il futuro e che dovremo solo abituarci a questo genere di cose in futuro. Tu come la vedi?

Io non so cosa succederà, questa potrebbe essere una realtà fra qualche anno ma dipende da cosa la gente vuole, io vorrei vedere solo un vero concerto, ma ovviamente si vuole far fruttare il massimo denaro possibile da Ronnie James Dio e quindi si può arrivare anche a questo. E’ così che va il mondo.

Voi siete noti per le vostre epiche e lunghe suite. La titletrack del nuovo album è davvero lunga e complessa. La suonerete dal vivo?

Ovviamente prima o poi la suoneremo dal vivo, per ora l’abbiamo tenuta conservata in una segreta, ma forse il prossimo tour la eseguiremo.

Come state selezionando le scalette di questo tour?

Suoniamo almeno cinque brani dal disco nuovo tutte le sere, cerchiamo però di fare qualche piccolo cambiamento, sappiamo che ci sono ragazzi che ci vengono a vedere tutte le sere e per questo modifichiamo le setlist.

Un giorno quindi suonate “Divide And Conquer” e l’altro giorno un altro pezzo?

Esatto, ma senza dimenticare i pezzi vecchi, la gente li vuole ancora sentire, ovviamente più album abbiamo e più diventa difficile fare la setlist.

Diventando una band sempre più grande avrete mai la possibilità di suonare ogni singolo strumento, inclusi quelli classici dal vivo, magari con l’aiuto di un coro vero per le backing vocals?

L’abbiamo fatto per “Retrospective” (la splendida live release celebrativa dei primi dieci anni della band) e ci piacerebbe farlo ancora, è molto costoso, forse quando registreremo un nuovo DVD.

Ci sono piani di registrare un nuovo DVD?

Ci sono sempre piani ma devi strategicamente pianificare la cosa, diciamo che non c’è nulla in programma di specifico a breve, forse fra un paio d’anni.

Ci sono dei preconcetti o delle cose che normalmente si riportano quando si parla degli Epica che non corrispondono al vero o che ti danno fastidio?

Non sono un parente di Mark Jansen, il mio cognome è pure diverso (ha la doppia s) ma molti lo credono, per il resto la gente può pensare ciò che vuole, io non voglio farmi prendere dalla negatività di certi commenti. Avete una vocalist che è anche una donna ed allora non siete una metal band..

Immagino anche i soliti discorsi sul fatto che è molto bella…

Nessuno parla mai di quanto bello sono io…

E’ davvero un peccato.. (ti presenteremo Alessio Torluccio e Luca Driol al più presto… ndMax)

Comunque il più grande misconcetto legato agli Epica è proprio questo, che non siamo davvero una vera metal band ma solo uno di quei gruppi sinfonici con una ragazza alla voce. Io penso che chiunque venga a vederci dal vivo per la prima volta, headliners o in un festival, rimanga stupefatto per quanto siamo metal.

Da dove viene la vostra passione per la fantascienza e chi sono i membri della band più interessati all’argomento?

Io non scrivo i testi ma penso che sia più divertente avere testi che significhino qualcosa piuttosto che parlare di dragoni o cose  simili, non mi piace molto quella roba. Io sono felice del fatto che le nostre lyrics siano più profonde e che abbiano a che fare con qualcosa che succede nel mondo.

Abbiamo comprato la versione earbook del nuovo album che è stupenda, curatissima dal punto di vista grafico con questo mix tra artworks sci-fi ed il vostro sound, è un connubio vincente..

In realtà si tratta solo di scienza..

Sì ma le immagini che usate hanno tutto della fantascienza..

Abbiamo un sound molto cinematografico, prendiamo molto ispirazione dai film, mi piacerebbe un giorno comporre delle colonne sonore.

Avete mai pensato di scrivere un concept album a sfondo fantascientifico, una sorta di vostra “Star Wars”?

Non siamo tanto per le storie fantasy, penso che ci sia abbastanza mistero nella realtà.

Hai qualche ricordo speciale di un vecchio concerto italiano degli Epica?

Qui io ricordo sempre la gente, l’audience, il loro calore..

Ti ricordi del Gods Of Metal?

Certo, ricordo la folla, fu una grande esperienza (nel 2011, ndMax), con i Judas Priest, Isaac si è seduto sulla moto di Halford. I fans sono grandi in Italia, dopo qualche settimana in Germania non vedo l’ora di venire a suonare dalle vostre parti.

Tu sei negli Epica dagli esordi vero?

Certo.

Raccontaci di come avete cambiato il monicker da “Sahara Dust” ad Epica.

Eravamo nello stesso studio in cui i Kamelot stavano registrando il loro album (intitolato proprio “Epica”) ed abbiamo letto sopra un demo la scritta “Epica”. Ci è parso subito un bel nome per la band e l’abbiamo scelto.

E ti piace quel disco dei Kamelot?

Lo amo, ho anche fatto un tour con la band sostituendo Oliver Palotai, è una grande band che adoro…

Con elementi sinfonici in comune con gli Epica..

Siamo molto diversi ma anche molto simili allo stesso tempo. I Kamelot sono una delle mie bands preferite, il nuovo cantante è grandioso.

Parlando di metal sinfonico mi potresti dare il tuo podio di migliori album di sempre di questo genere?

E’ difficile…

Non hai dei dischi capolavoro che ogni tanto ti ispirano ancora?

Veramente no, ultimamente sono più influenzato da…

Le colonne sonore?

Sì!

Classica risposta da tastierista..

Guarda, se ti dovessi indicare tre album il primo che ti menzionerei – e lo suono continuamente – è “Winter’s Gate” degli Insomnium, amo davvero la sua pazzesca atmosfera..

Malinconica.

Sì, l’atmosfera è così grandiosa, abbiamo girato in tour con loro e li adoro da allora.

Coen, parlaci dei futuri piani della band.

Abbiamo ancora un bel po’ di tour davanti per questo album, poi dei festival estivi, ed arriviamo già ad ottobre…

Avete già parlato anche di un nuovo album?

Abbiamo già un calendario di progetti che arriva fino al 2020. L’idea è quella di stare in tour più che possiamo quest’anno ed il prossimo e poi di andare in studio e nel frattempo spero che possiamo comporre delle belle melodie.

Dimmi qualcosa sul vostro rapporto con la Nuclear Blast, mi sembra che molte poche bands del roster possano vantare l’appoggio che stanno dando a voi.

Sono molto felice con la Nuclear Blast, ci hanno dato completa libertà, ci hanno dato abbastanza denaro ed il massimo supporto possibile, penso che siamo cresciuti insieme e che possiamo farlo ancora, speriamo di andare oltre.

Avete mai discusso di semplificare ulteriormente le parti sinfoniche, per suonare come una metal band più fisica? Penso ad un brano come “Tear Down Your Walls” del nuovo album, scritta da Mark ed ispirata dagli Exodus. E’ una direzione possibile per gli Epica del futuro?

Dipende da cosa stai ascoltando, tutte queste influenze sono sempre state lì nella nostra musica ma dipende da come le usi, io sono più il “symphonic guy” quindi non mi interesso molto ai riffs ma più agli arrangiamenti sinfonici.

Coen provato dopo ore e ore di intervista con il nostro Max

Allora ti chiedo quali sono le le composizioni delle quali sei più fiero come songwriter, quali sono i pezzi per i quali ti piacerebbe che i fans sapessero che sei stato tu a idearli?

Come puoi leggere anche nell’earbook, ci sono due nuove canzoni che ho scritto principalmente io che sono “Once Upon A Nightmare” – la ballad – e “Dancing On A Hurricane”, un brano con il quale ho cercato un approccio diverso. L’ho fatto partire con le percussioni per costruirci sopra quell’atmosfera dell’Europa dell’est e mi sembra che abbia funzionato molto bene.

Voi avete molti vecchi classici brani influenzati dalle sonorità orientali, quindi sei tu il membro della band che spesso è responsabile per questa matrice sonora?

Non sempre, abbiamo cinque songwriters nella band.

Cosa che vi da la possibilità di fare questi lunghi dischi in poco tempo..

Pensa che abbiamo lasciato fuori sei canzoni già registrate e ne abbiamo tralasciate almeno altre otto…

Il tour manager degli Epica – nientemeno che il bassista degli Anathema Jamie Cavanagh – ci informa che il tempo a nostra disposizione è terminato ma Coen ci tiene a darci la possibilità di chiedere un’ultima domanda, che noi convertiamo in un messaggio speciale da parte del tastierista/arrangiatore degli Epica ai lettori di heavymetalwebzine.it:

“Heavymetalwebzine.it grazie per il vostro attaccamento agli Epica in tutti questi anni, senza di voi e senza il supporto dei fans non saremmo niente, ci vediamo ai prossimi concerti!”

Sito ufficiale: http://www.epica.nl
Facebook: https://it-it.facebook.com/epica
Etichetta Nuclear Blast Records – http://www.nuclearblast.de

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