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22/03/2017 : Children Of Bodom + guests (Trezzo, MI)

Pubblicato il 24/05/2017 da in Live report | 0 commenti


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22/03/2017 : Children Of Bodom + Forever Still + ONI (Live Club, Trezzo D’Adda, MI)

Siamo qui al LIVE CLUB di Trezzo Sull’Adda per assistere al concerto dei Children Of Bodom per il ventennale di Something Wild “20 Years Down And Dirty” tour.

Ad aprire la serata tocca ai canadesi ONI, band progressive death metal il cui nome si ispira chiaramente alle creature mitologiche giapponesi e la cui musica si può definire come un connubio tra i Between The Buried And Me e i Lamb Of God.
Gli Oni sul palco non lasciano prigionieri, sono chirurgici e brutali; nonostante la loro giovane età denotano una sicurezza tipica di band con esperienza decennale.
I riff granitici e gli assoli di chitarra si amalgamano in maniera perfetta con le parti di sintetizzatore di Johnny D che al posto di una “normale” tastiera usa uno Xylosynth creando atmosfere davvero particolari; mentre la voce di Jake Oni si alterna tra uno scream di ottima fattura e aperture melodiche potenti nei ritornelli supportate anche dal chitarrista Brandon White e dal bassista Chase Bryant ai cori di voce pulita.
Trenta minuti è il tempo a loro disposizione ed in questo breve spazio propongono una scaletta veramente di impatto e con molte poche pause, che lascia senza parole coloro che sono accorsi per vederli (tra cui il sottoscritto) e rende piacevolmente interessato il resto del pubblico già presente nel locale. Bravi.

Una breve pausa per il cambio palco ed ecco presentarsi i Forever Still, band proveniente dalla Danimarca guidata dalla carismatica Maja Shining (all’anagrafe Schønning), accattivante e sensuale dietro al microfono.
Il quartetto è ormai da diversi mesi on the road per promuovere il loro ultimo lavoro “Tied Down”, sotto contratto Nuclear Blast e il palco si presenta spoglio, senza teloni o set di scena, l’attenzione catalizzata dalla particolare asta del microfono della cantante.
La band intrattiene il pubblico per circa una quarantina di minuti, alternando brani del loro repertorio. Una prestazione priva di errori, ma che purtroppo, un po’ a causa della differenza di genere con le altre band, un po’ perché i brani non brillano di originalità e le luci sul palco non permettono di vedere quasi niente tranne Maja, non lascia molto il segno nella serata di stasera. Peccato, sarà per la prossima.

SETLIST:

The Last Day
Awake the Fire
Miss Madness
Fight
Tied Down
I’m Out
Once Upon a Nightmare
Breathe In
Save Me
Scars

Ed eccoci alla ciliegina sulla torta, il climax della serata, il motivo per cui abbiamo macinato tanta strada per arrivare a Trezzo sull’Adda.
Tempo una trentina di minuti arrivano on stage loro. Dopo l’intro e una virata delle luci di scena sul rosso fuoco (come la copertina dell’album da cui è tratta), ecco partire “Deadnight Warrior” che sancisce l’inizio del live. Il quintetto di Espoo è in ottima forma, il pubblico lo vede e lo sente, il locale è un praticamente un mosh pit unico e i body surfer si susseguono senza sosta sotto le note di “In The Shadows”, eseguita in maniera impeccabile.
“Needled 24/7” e “Black Widow”, dove Janne la fa da padrone, si inseriscono tra i brani del primo album, per poi tornarci con le note di “Lake Bodom” e “Warheart” dove la guerra all’ultimo assolo tra Warman e Lahio entusiasma il pubblico. “Angels Don’t Kill” e le sue note cadenzate portano una effimera ed inquietante tregua alla brutalità che incalza nella serata per ritornare di nuovo con “Red Light In My Eyes” alle origini del sound del quintetto.
Quella che vediamo stasera è una band in pienissima forma, veloce e brutale, che esegue senza pause e ad una velocità ancora maggiore rispetto al disco brani obiettivamente complessi.
La setlist ufficiale si chiude con “Downfall”, “Everytime I Die”, “Hate Crew Deathroll”, “Bed Of Razors” e “Children Of Decadence”, per poi regalare al pubblico i due encore: “The Nail” (che non veniva suonata dal tour di “Something Wild”) e “Towards Dead End”, che lasciano senza fiato i presenti al concerto.
Alexi ha cambiato modo di cantare, è cresciuto: da uno screaming, permettetemi l’aggettivo, “adolescenziale” (che comunque ho sempre apprezzato e apprezzerò sempre) ha virato verso un growl massiccio e brutale con cui si è destreggiato dietro al microfono in maniera brillante per tutta la durata dello show e ha reso le canzoni più attuali.
Un concerto dei Children Of Bodom così non lo vedevo da almeno 10 anni. Hanno esaltato i fan nuovi ma soprattutto quelli storici che come me hanno passato la loro adolescenza ascoltando i loro dischi.
Sicuramente la dipartita di Roope Latvala è stata molto sentita dalla band, ma la sostituzione con Daniel Freyberg direttamente dai Norther – che si è inserito ottimamente nella band e si è amalgamato perfettamente con lo stile di Alexi – ha permesso che non fosse troppo drastica.
Ho già detto che i Bodom erano in ottima forma? Sì? Beh non smetterò mai di ripeterlo: questo concerto mi ha fatto tornare indietro nel tempo, esattamente a 20 anni fa, quando li conobbi proprio con questo album, e mi ha fatto urlare a squarciagola e sognare proprio come allora.

SETLIST:

Deadnight Warrior
In the Shadows
Needled 24/7
Black Widow
Lake Bodom
Warheart
Angels Don’t Kill
Red Light in My Eyes, Part 2
Hate Me!
Downfall
Everytime I Die
Hate Crew Deathroll
Bed of Razors
Children of Decadence
—–
The Nail
Towards Dead End

Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate dal nostro Paolo Nocchi.

ONI:

                       

Forever Still:

                     

Children Of Bodom:

                                             

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