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06/08/2017 : Blue Rose Open Air (Cusano Milanino, Mi)

Pubblicato il 23/09/2017 da in Live report | 0 commenti


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06/08/2017 : Blue Rose Open Air – Parco La Bressanella, Cusano Milanino (Mi)

Metal Church
Game Over
The Sign Of The Jackal
Extirpation
Demolition Saint
Rawfoil

Blue Rose Open Air

Cari navigatori di Heavy Metal Webzine è con immenso onore ed estremo piacere che mi accingo a raccontare – per coloro che non hanno potuto o “voluto” (commettendo, nel secondo caso, un imperdonabile errore in quanto si sono persi uno spettacolo che raramente potrà verificarsi nuovamente) essere presenti – l’evento organizzato dalle agenzie Rocker Sound, Eagle Booking e Red Mist che ha riportato, sul nostro glorioso suolo italico, una delle leggende della Musica: sto parlando dei carismatici, immensi e simpaticissimi Metal Church. Bisogna dare merito all’organizzazione per averci regalato un mini festival praticamente perfetto sotto ogni punto di vista sia sotto l’aspetto logistico che sotto l’aspetto dei, cosiddetti, “tempi morti” relativi a cambio palco e soundcheck. Ma lasciamo che sia la “Musica” a parlare.

Nonostante una temperatura a dir poco torrida ed un’afa terrificante che avrebbero scoraggiato anche i più impavidi ecco che all’apertura dei cancelli riesco a notare già la presenza, sin dall’inizio, di parecchi metal defenders belli carichi che, sbattendosene altamente della presenza del sole, hanno dato una gran bella “botta d’adrenalina” alle cinque band che hanno fatto, come suol dirsi, da “apripista” al gruppo “di testa”.

Rawfoil

Un vecchio adagio narra che aprire un concerto è da sempre un “onore” ed un “onere”. Ed anche stavolta è stato così in quanto è toccato ai brianzoli Rawfoil aprire il programma ed infatti, a causa di piccoli inconvenienti tecnici avvenuti prima dei soundcheck è stata posticipata la partenza dello show e, di conseguenza, per recuperare il tempo perduto i cinque “cavalieri dell’apocalisse” sono stati costretti ad eliminare gran parte della loro scaletta che, nonostante la sua brevità, è stata un vero e proprio assalto sonoro scandito dalle ritmiche martellanti di quella macchina da guerra dietro le pelli che risponde al nome di Marco.
La band, durante le poderose esecuzioni di “Demons Inside” e “Cult Of Ignorance”, ha fatto tornare in mente i vecchi fasti degli Exodus e del vecchio thrash della Bay-Area che ha caratterizzato i gloriosi anni ’80, grazie anche all’ottima prova vocale dell’aggressivo e massicio Francesco “One Fire” egregiamente appoggiato dalle asce Ruben ”Robben” Crispino e Giacomo “Jack” che, con i loro riff assassini e taglienti come lame di rasoio, hanno sin da subito conquistato i presenti ed hanno cominciato, se mai ce ne fosse stato bisogno, a cuocerli a “fuoco lento”.
La band ha concluso il proprio personale “assalto” regalandoci la fenomenale e potentissima “Circle Of Hate”, un brano che, letteralmente, ha chiuso il cerchio di una breve ma intensa e decisamente positiva esibizione che difficilmente verrà dimenticata.

Setlist:

01 – Fail
02 – Demons Inside
03 – Cult Of The Ignorance
04 – Circle Of Hate

Demolition Saint

Dopo un brevissimo cambio di palco ed un live soundcheck che lascia solo il tempo di riprendere fiato dopo l’assalto frontale del precedente gruppo ecco che sul palco salgono i ferraresi Demolition Saint, band attiva dal 2010 che ci propone un thrash classico, senza fronzoli e, come suol dirsi, “In Your Face”. Grazie all’ottimo lavoro delle asce Nicolò Bondioli e Matteo Mastrangelo che sciorinano micidiali riff ed ai cambi di velocità magistralmente orchestrati dalla sezione ritmica titanicamente guidata dal basso di Eugenio Zambardi e dalla “war machine” Emanuele Revello la band, durante l’esecuzione di brani come “Under the Pyramids” e “Beyond The Doors Of Insanity” (quest’ultimo tratto dal loro EP datato 2013 “Ignorance Is The Law”) ha letteralmente fatto terra bruciata facendo scatenare i presenti che li hanno sostenuti ed applauditi. Ma i “nostri” thrasher hanno raggiunto il loro personale apogeo durante la magistrale e distruttiva esecuzione di “Ignorance Is The Law”, brano che ha scatenato un chorus da paura.
I Demolition Saint durante la loro esibizione ci hanno regalato un grandioso ed esemplare show tempestato all’inverosimile di grandi cavalcate e geniali accelerazioni che sono state il trademark del thrash old school che, nonostante tutto, non passa mai di moda e piace sempre a tutti.

Setlist:

01 – Btk
02 – Under The Pyramids
03 – Heroes Or Fools?
04 – Alone With Myself
05 – Humanized Beast
06 – Beyond The Doors Of Insanity
07 – Ignorance Is The Law
08 – Street Trash

Extirpation

Dopo l’energia dei Demolition Saint, nonostante il caldo soffocante, improvvisamente il buio è calato sul palco e, con l’inizio dello show dei milanesi Extirpation, band nata nel 2009 che ha all’attivo ben due full lenght, siamo stati traghettati in un viaggio allucinante che ci ha portato a toccare i lidi del black più crudo e terrificante che mi ha fatto tornare in mente il concerto dei Mayhem a cui avevo assistito un po’ di anni fa.
Sin dalle prime note di “Wings Of Decadence” e durante la micidiale ed assassina “Controlled By Rage” il gruppo ci ha letteralmente assalito con le sue ritmiche molto cupe ma magistralmente miscelate con il thrash. L’assalto sonoro è stato completato dalle micidiali linee vocali scream del cantante e bassista Darak, egregiamente supportato dalle asce Eros e Magikk che, con i loro riff distorti, hanno letteralmente portato il “male” sul palco e ci hanno regalato un’esibizione grandiosa.

Setlist:

01 – Wings Of Decadence
02 – Daily Struggle
03 – Thrash The Enemy
04 – Sick Life
05 – Desires Of Dust
06 – Controlled By Rage
07 – Fall In The Dark
08 – Into Desease
09 – Consumed System
10 – Eternal Moments
11 – Dawn Of Ignorance

The Sign Of The Jackal

A far tornare la “luce” sul palco, anche se ormai siamo arrivati al tramonto, ci hanno pensato i trentini Sign Of The Jackal, una band che – regalandoci delle sonorità che ripescavano a piene mani dall’heavy old-school che ha caratterizzato i vecchi fasti degli eighties – mi ha sin dalle prime note fatto tornare in mente i grandiosi, intramontabili ed indimenticabili Warlock. Dico questo perché la singer Laura ci ha regalato, durante tutto il set, delle linee vocali che ricordavano molto quelle di sua maestà Doro Pesch. Alla quadratura del cerchio ci hanno pensato gli assoli affilati ed assassini delle asce di Bob e Max e la titanica sezione ritmica magistralmente orchestrata dal batterista Corra e dal bassista DD. Sin dalle prime note del brano “Nuova2” e durante l’esecuzione delle splendide ed altamente trascinanti  “Night Curse” e “Classe 1999” i nostri guerrieri hanno scatenato nel pubblico un headbanging furioso e selvaggio.
Ma la vera ciliegina sulla torta la band la band ce l’ha regalata durante la splendida cover di “Evil” dei Mercyful Fate che ha fatto letteralmente esplodere tutti i presenti al Fest che l’hanno cantata a squarciagola. Uno show praticamente perfetto che ci ha fatto tornare tutti adolescenti. Spero di poter quanto prima avere il piacere di rivedere il gruppo in sede live e, magari, con il ruolo di headliner in modo tale da poter essere letteralmente rapito dalla loro energia e dal loro carisma.

Setlist:

01 – Intro/ Nuova2
02 – Paura Nella Città Dei Morti Viventi

03 – Night Curse
04 – Classe 1999
05 – Heavy Metal Demons
06 – Heavy Rocker
07 – Beyond The Door
08 – Night Of The Undead
08 – Evil (Mercyful Fate cover)

Game Over

Ed eccoci arrivati al penultimo show della serata con i ferraresi Game Over, combo nato nel 2008 e dedito anima e corpo a sonorità thrash molto allegre e di chiara matrice street. Il loro set è un’alchemica miscela di brani eseguiti a velocità incredibili, ritmiche sostenute e massicce create dal grandissimo batterista Vender ed assoli velocissimi e taglienti come lame che esaltano le doti delle asce Ziro e Sanso. Il tutto è racchiuso durante l’esecuzione di “Another Dose Of Thrash” e “C.h.u.c.k.” (solo per citarne alcune tra tutte quelle che hanno eseguito).
Ma la vera “festa” inizia sulla note della magistrale e velocissima “Iron Fist”, un personale tributo della band ai mitici Motörhead che scatena un pogo terrificante e durante l’esecuzione di “Tupa Tupa Or Die”.
Insomma, un’esibizione con gli attributi che ha letteralmente infiammato il pubblico, già gasatissimo, ed ha fatto da “tappeto sonoro” per gli headliner della serata. Spero di riuscire a vedere anche loro quanto prima nuovamente in sede live perché durante il loro set mi hanno fatto rivivere quei momenti che avevo vissuto quando, da adolescente, mi lasciavo “possedere” dalle vecchie sonorità old-school.

Setlist:

01 – Intro: What Lies Within…
02 – 33 Park Street
03 – Another Dose Of Thrash
04 – Masters Of Control
05 – C.H.U.C.K.
06 – Iron Fist (Motörhead cover)
07 – Overgrill
08 – Mountains Of Madness
09 – Neon Maniacs
10 – Tupa Tupa Or Die
11 – Gates Of Ishtar
12 – Dawn Of The Dead

Metal Church

Ed ecco che, sulle note di “Terminator 2”, i “maestri” Metal Church entrano sul palco e danno inizio alla “festa” sulle note di “Fake Healer” facendo letteralmente esplodere il pubblico che comincia a cantarla a squarciagola mentre il simpaticissimo cantante Mike (che ho potuto anche intervistare) non disdegna di avvicinarsi al pubblico per tastare il loro calore, comportandosi da vero frontman percorrendo l’intero palco da un punto all’altro e regalando una prova vocale veramente “con gli attributi” eseguendo in maniera a dir poco magistrale degli autentici capolavori della storia dei Metal Church come “In Mourning” (una tra le tante, citarle tutte sarebbe troppo lungo). Ma è una festa per tutto il gruppo a cominciare dal “Riff Master” Kurdt Vanderhoof che ci delizia durante l’esecuzione delle splendide ed indimenticabili “Needle And Suture”, “Start The Fire”, “Reset” (tratta dall’ultimo album della band intitolato semplicemente “XI”) e “Gods Of Second Chance”, brano che viene magistralmente affidato al bassista Steve Unger.
Ormai il pubblico è in delirio e canta a squarciagola tutti i brani. Prima di eseguire “No Tomorrow” il mitico Mike si improvvisa lupacchiotto mannaro e dedica un ululato alla luna. Ma a rendere questa festa semplicemente fantastica ci ha pensato il massiccio e potentissimo batterista Stet Howland, una new entry che ha realmente dato alla band quel quid che l’ha resa perfetta, se mai prima non lo fosse stato.
Il pubblico è andato letteralmente in delirio quando è cominciata la splendida ed altamente trascinante “Watch The Children Pray” e durante il mirabolante assolo di Rick Van Zandt durante l’esecuzione della maestosa “No Friend Of Mine”.
La band ci ha regalato un autentico tuffo nel passato con la mitica ed immortale “Beyond The Black”. Ma per concludere uno show perfetto ci vogliono i cosiddetti “brani perfetti” ed ecco che i Metal Church, dopo aver fatto finta di aver concluso la propria esibizione ed essere stati richiamati fuori a gran voce dal pubblico in totale delirio, ci regalano ancora due pietre miliari del calibro di “Badlands” e “Human Factor”.
Non c’è che dire, uno show indimenticabile che ha soddisfatto praticamente tutti (e devo dire che c’erano parecchi giovani ad assistere allo show di quelli che si definiscono “i vecchietti” del metal). Il pubblico non ha mai smesso di incitarli, applaudire e cantare ogni singola parola delle loro canzoni. Però un ringraziamento va fatto sicuramente a chi ha dato anima e corpo per far sì che questa festa riuscisse così bene: mi riferisco a tutto lo staff che ha lavorato durante il concerto ed ha reso questa prima edizione del Blue Rose Fest Open Air un evento perfetto ed indimenticabile. E spero vivamente che l’anno prossimo verrà dato seguito perché il pubblico ne ha veramente bisogno.

Setlist:

01 Fake Healer
02 In Mourning
03 Needle And Suture
04 Start The Fire
05 Reset
06 Gods Of Second Chance
07 Date With Poverty
08 NoTomorrow
09 Watch The Children Pray
10 No Friend Of Mine
11 Killing Your Time
12 Beyond The Black
13 Badlands
14 Human Factor

 

Di seguito altre foto del Fest, tutte realizzate dal nostro Donato Tripoli.

Rawfoil:

Demolition Saint:

Extirpation:

The Sign Of The Jackal:

Game Over:

Metal Church:

   

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