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02/08/2017 : Wacken Warm Up (day 0)

Pubblicato il 29/09/2017 da in Live report | 1 commento


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02/08/2017 : Wacken Warm Up (day 0)

Wacken

Anche per questo Wacken come sempre più di 75.000 biglietti sono stati venduti, ma a differenza delle edizioni precedenti il sold out è arrivato tardi, complice la mancanza di grossi nomi ma soprattutto l’innalzamento del costo del biglietto che ha fatto tentennare i più dall’acquisto spasmodico iniziale, per poi comunque confermarsi a metà giugno.
Quest’anno come già anticipato mesi addietro sono stati fatti enormi lavori di drenaggio per la pioggia, è stata piantata un tipo di erba più resistente e costruito il birrodotto che ha permesso di evitare i passaggi di mezzi pesanti nella zona infield, ossia l’area dei concerti, che ogni anno aumentano la quantità di fango portando a una diminuzione della compattezza del suolo.

Arriviamo a Wacken la mattina di mercoledì e dopo la doverosa sistemazione in campeggio e un breve giro nella zona Wackinger per pranzare, ci dirigiamo verso i palchi secondari per assistere al warm up. Sì perché ormai il Wacken non è solo più 3 giorni di musica, ma anche il mercoledì è diventata una giornata ricca di band e ospiti di un certo spessore, possiamo quindi considerarlo il DAY 0.

Flotsam And Jetsam

Arrivati al Bullhead City Circus (questo è il nome del tendone che ospita i due palchi medi che come i fratelli maggiori alternano le esibizioni) ci aspetta il concerto degli statunitensi Flotsam and Jetsam.
La band che ha dato i natali a Newsted si lancia in uno show dedicato principalmente ai classici del millennio scorso a partire da “Hammerhead” di “Doomsday For The Deceiver” per concludere con “No Place For Disgrace” dell’omonimo album. Fanno eccezione le recenti “Life Is A Mess” e “Iron Maiden”. Forti di un pubblico ben presente si dedicano ad un concerto senza fronzoli e trascinante.

SETLIST:

  • Hammerhead
  • Me
  • Life Is a Mess
  • Hard on You
  • I Live You Die
  • Iron Maiden
  • Desecrator
  • Dreams of Death
  • No Place for Disgrace

Ugly Kid Joe

Attendo trepidante l’inizio dello spettacolo degli Ugly Kid Joe, essendomi perso la data di Bologna dello scorso anno della quale ho letto feedback estremamente positivi. E infatti così è stato: la band capitanata da Whitfield Crane – a cui il tempo non ha portato via la voce – porta sul palco dell’ottimo hard rock di chiaro stampo americano anni ‘90.
La band dopo quasi 30 anni dall’esordio è decisamente in forma e sprigiona una forte carica energetica che viene recepita positivamente dal pubblico; i suoni sono più moderni e compatti, attualizzati all’hard rock contemporaneo.
Punta di diamante della serata è Dave Fortman, chitarrista storico della band che non vedevamo on stage in Europa da circa una ventina d’anni.
Tra i vari capolavori del quintetto ricordiamo “Cats In The Cradle”, la storica “Everything About You” e una spettacolare “Ace Of Spades” in onore di Lemmy (che come vedremo sarà la cover più inflazionata di questo Wacken).
Il mondo avrebbe bisogno più spesso di 50enni vestiti da adolescenti che suonino dell’hard rock di qualità.

SETLIST:

  • Neighbor
  • Jesus Rode a Harley
  • Panhandlin’ Prince
  • No One Survives
  • Devil’s Paradise
  • So Damn Cool
  • Cat’s in the Cradle (Harry Chapin cover)
  • I’m Alright
  • Milkman’s Son
  • Goddamn Devil
  • Ace of Spades (Motörhead cover)
  • Funky Fresh Country Club
  • Everything About You

Annihilator

Una ventina di minuti di attesa e troviamo i canadesi Annihilator, autori di una prova magistrale.
Nuova formazione per il quartetto: Aaron Homma alla chitarra, Rick Hinks al basso e un italianissimo Fabio Alessandrini dietro le pelli supportano un Jeff Waters per il quale il tempo sembra non essere passato, portando una carica di energia sul palco e una ventata di freschezza nell’esecuzione dei brani. Enorme anche l’affluenza del pubblico essendo i main act della serata: gli Annihilator infiammano letteralmente il tendone con una prestazione senza il benchè minimo difetto.
Scaletta piena di vecchie glorie come “Phantasmagoria”, “Alison Hell”, “King Of The Kill”, ma anche di news, per la prima volta eseguito un brano che farà parte del prossimo album: “Twisted Lobotomy”, ruggente e martellante in tipico stile thrash anni ‘80.
C’è poco da fare, loro sono una di quelle band che quando salgono sul palco non possono non piacerti. Spettacolari come sempre.

SETLIST:

  • Suicide Society
  • King of the Kill
  • No Way Out
  • Set the World on Fire
  • W.T.Y.D.
  • Twisted Lobotomy
  • Alison Hell
  • Phantasmagoria

Encore:

  • Human Insecticide

Crowbar

Altri venti minuti e i maestri incontrastati dello sludge metal fanno capolino sul palco: sono loro, direttamente da New Orleans, Louisiana, i Crowbar.
Quattro musicisti, una scenografia minimale, suoni semplici, ma in grado di mandare bordate sonore monolitiche verso il pubblico accorso.
Scaletta simile a quella eseguita lo scorso inverno per la loro esibizione italica con la chiusura sempre affidata alla storica “Like A Broken Glass”, cadenzata e potente.
Resa sonora impeccabile per Windstein e compagni che alternano una scaletta ben bilanciata fatta di grandi classici come “High Rate Extinction”,”All I Had”, e la nuova “Plasmic And Pure” direttamente da “The Serpent Only Lies” ultima fatica del quartetto.
Tre parole a mio avviso definiscono questa band: granitica, paludosa e massiccia. Un gruppo che non ha mai perso la sua identità rimanendo sempre fedele a se stesso.
I Crowbar si amano o si odiano e secondo me dopo questo concerto non possiamo fare a meno di amarli.

SETLIST:

  • High Rate Extinction
  • All I Had (I Gave)
  • To Build a Mountain
  • Plasmic and Pure
  • Conquering
  • Existence Is Punishment
  • The Cemetery Angels
  • Walk With Knowledge Wisely
  • Like Broken Glass

Mambo Kurt

Il sonno inizia a farsi sentire ma non possiamo di certo perderci l’esibizione di Mambo Kurt, strano e iconico personaggio, una vera istituzione per il festival tedesco.
Lui e la sua “pianola” a forma di organo bastano a far urlare a squarciagola migliaia di fan tedeschi e non con allegria o goliardia, ma con sano fervore verso la sua musica (o la sua capacità di intrattenere con famosissime cover).
Chi è stato già a Wacken non può non conoscere questo eclettico personaggio, vestito con un completo giallo e corredato di occhiali dello stesso colore. Lui è in grado di suonare brani storici come “Raining Blood” degli Slayer o “Engel” dei Rammstein con la pacatezza di un musicista di pianobar sudamericano e nonostante tutto far pogare migliaia di metallari accorsi a vederlo.
E così tra una “Basket Case”, una “The Final Countdown”, una birra e quattro chiacchiere giungiamo alla fine della prima giornata del Wacken Open Air.

SETLIST:

  • Engel (Rammstein cover)
  • Basket Case (Green Day cover)
  • Jump (Van Halen cover)
  • The Final Countdown (Europe cover)
  • Just Can’t Get Enough (Depeche Mode cover)
  • I Was Made for Lovin’ You (KISS cover)
  • Killing in the Name (Rage Against the Machine cover)
  • Fire Water Burn (Bloodhound Gang cover)
  • Dancing Queen (ABBA cover)
  • Maria (I Like It Loud) (Scooter cover)
  • Remmidemmi (Yippie Yippie Yeah) (Deichkind cover)
  • Mexico (Böhse Onkelz cover)
  • Rhythm Is a Dancer (Snap cover)
  • Back for Good (Take That cover)

Di seguito altre foto della giornata, tutte realizzate dal nostro Paolo Nocchi.

Flotsam & Jetsam:

Ugly Kid Joe:

Annihilator:

Crowbar:

Mambo Kurt:

People Of Wacken:

  1. Marianna says:

    Che figata! Festival bellissimo e gruppi fantastici! Complimenti per le foto!!!!!

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