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Loom – Loom (2017)

Pubblicato il 21/12/2017 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Loom
Autore: Loom
Genere: Alternative Rock, Punk, Grunge
Anno: 20017
Voto: 9

Visualizzazioni post:458

La scena alternativa, ormai da qualche anno, langue parecchio dal punto di vista delle nuove proposte. Non tanto per quanto riguarda l’aspetto tecnico: ormai si trovano facilmente dischi di debutto dotati di produzioni impeccabili e musicisti esordienti dalle abilità altissime. Quello che manca alla gran parte delle nuove leve è un’anima, un forte impatto emotivo, la capacità di trasmettere quel senso di appartenenza, comprensione e condivisione che permette all’ascoltatore di appassionarsi ad una band. Manca qualcosa in grado di eccitarci ed esaltarci.
Sarà che “gli alternativi” sono quasi diventati di moda, che H&M vende le magliette di Iron Maiden e Nirvana, che le ragazze che alle medie mi credevano una satanista hanno iniziato a vestirsi… come me alle medie; dicevo, sarà mica che tutto questo abbia in qualche modo anestetizzato la potenza della scena, rendendo tutto molto più innocuo, neutralizzando lo spirito di ribellione che l’ha sempre caratterizzata?
Ora, immaginiamo di poter avere una band in grado di rivitalizzare rock, punk e grunge rivestendoli di un’aura dark tipica dei primi 80s. Sembra un sogno ma è realtà, e quella band si chiama Loom.
Ho avuto la fortuna di vederli dal vivo, come supporter dell’ultimo tour dei Dead Kennedys, e sono rimasta folgorata!
I Loom, e in particolare il frontman Tarik Badwan, sono decisi a riportare in auge quella rabbia, quella ribellione, quell’elemento di pericolo che da troppo tempo mancano.
È calcando i palchi che si sono fatti le ossa e si sono costruiti una reputazione già da diversi anni, tanto che Badwan è noto nell’ambiente per lo sguardo truce e la presenza scenica: un provocatore, un animale da palco che scende tra il pubblico e si mette a spintonare tutti, come se volesse avviare una rissa, mentre omaggia sua maestà GG Allin cantando “Bite It You Scum”.
Il self-titled album è un viaggio di dieci brani nei sentimenti più struggenti che scuotono l’animo umano: senso di inadeguatezza, ossessioni, odio per sé stessi e per gli altri. Tutto questo viene tradotto in veri e propri inni nichilisti, come “Barbed Wire” che recita “I’m unhappy with everything I’ve built / All the models I create are crafted from my own self hate”.
Badwan è senza dubbio uno degli interpreti più intensi e versatili degli ultimi tempi: prende i testi e li canta, li urla, li strazia con una voce che sa essere profonda, dolce, aggressiva, sguaiata e involontariamente sexy. Una voce, ma soprattutto un modo di usarla, senza risparmiarsi, che si aggrappa direttamente alle viscere, le scuote e le ribalta.
Lo fa su una base musicale eccellente, capace di attingere il meglio dei generi citati e riproporli in varie combinazioni, tutte vincenti.
“Barbed Wire” è puro punk sparato a mille, mentre per la cupa “Nailbender” non ho paura di scomodare i primissimi Joy Division, quando ancora si chiamano Warsaw (non a caso i Loom hanno coverizzato anche una loro canzone). “Lice”, “Hate” e “Bleed On Me” sono un mix esplosivo di punk e grunge, con dei ritornelli che non potrete fare a meno di cantare a squarciagola.
“Slowly Freezing Heart”, in chiusura, è un pezzo più lungo, freddo come il titolo eppure avvolgente.
Potrei davvero scrivere una recensione di tre pagine citando ogni canzone e i relativi pregi ma non ho intenzione di togliervi tutto il divertimento: è un’esperienza che dovete godervi in prima persona!

P.S. Se ve lo steste chiedendo sì, Tarik è fratello di Faris Badwan, frontman dei The Horrors. Hanno anche altri due fratelli, uno dei quali, Harry, suona dal vivo coi Loom. Insomma, a quanto pare il talento è di famiglia e sono sicura che ne sentiremo, letteralmente, delle belle!

Tracklist:

1. Lice
2. Hate
3. Get A Taste
4. Leopard
5. Salt
6. Seasick
7. Bleed On Me
8. Nailbender
9. Barbed Wire
10. Slowly Freezing Heart

Line-up:

Tarik Badwan – voce
Joshua Fitzgerald – chitarra
Matt Marsh – chitarra

Pagina Facebook Ufficiale: LOOM
Etichetta Silent Cult Records: .silentcult.

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