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01/12/2017 : Epica + Vuur (Bologna)

Pubblicato il 11/01/2018 da in Live report | 0 commenti


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01/12/2017 : Epica + Vuur + Myrath – Estragon Club (Bologna)

Il metal si tinge di rosa in questa serata all’Estragon Club di Bologna, grazie a due formazioni impreziosite da due delle più apprezzate donne della storia del gothic/symphonic metal, in grado di farsi apprezzare sia dal punto di vista vocale che estetico.

I Myrath sono franco-tunisini ed il loro sound un po’ esotico di certo non è aiutato dalla mancanza delle tastiere (il sound delle parti preregistrate non è ottimale) ed avrebbe beneficiato della presenza di qualche altro musicista in grado di suonare qualche strumento tipico mediorientale. Anche la scenografia è piuttosto al risparmio. Ci pensa allora un’avvenente danzatrice del ventre a rendere memorabile lo show. Ci riesce perché quasi tutti ricorderanno l’inizio di questo show basato sui brani del nuovo album “Legacy” (il quarto della band), come l’iniziale intro “Jasmin”. Qualche spettatore accenna ad una danza e di certo anche uno dei pezzi trainanti della release, “Believer”, suscita un buon riscontro con questo prog-folk metal dai forti tratti esotici che pone una grande enfasi sull’aspetto melodico della composizione. Piace la capacità del gruppo di utilizzare basso e chitarra solista in un modo leggermente diverso dal solito, con gli strumenti che vanno a flirtare con le melodie vocali o con i giri armonici mediorientali in un modo che è certamente affascinante. Interessanti questi Myrath, l’augurio è che possano consacrarsi e restare a lungo nella scena come gli israeliani Orphaned Land.

I Vuur erano davvero attesi da molti, grazie all’ottima accoglienza ottenuta un po’ ovunque dal loro album di debutto, pubblicizzato come il ritorno al metal di Anneke Van Giersbergen. Non il ritorno ad un metal qualsiasi, ma ad una musica che è sì heavy ma anche ricca di sfumature prog ed atmosfere cangianti. il primo album dei Vuur, intitolato “In This Moment We Are Free – Cities” ha la particolarità di avere ogni brano dedicato idealmente ad una grande città visitata da Anneke durante la sua vita. E’ un concept davvero interessante, anche se i Foo Fighters hanno fatto qualcosa di simile con il loro penultimo album, “Sonic_Highways”.. Non sappiamo se i Vuur riprenderanno anche nelle future uscite questa idea, ma se così fosse, la cosa caratterizzerebbe a fuoco una band che anche on stage si difende davvero bene. Che dire di Anneke? Beh, se la nostra è considerata una delle pioniere del gothic metal al femminile una ragione ci sarà. Anche dopo più di vent’anni nella scena metal, la bella rossa ha ancora una voce suadente e di grandissimo appeal.
I pezzi nuovi, come “Time – Rotterdam” e “My Champion – Berlin” ce la fanno ritrovare in forma anche nella scelta degli arrangiamenti vocali e di songwriting. Insomma, questi Vuur sembrano davvero calzare a pennello sulla voce meravigliosa di Anneke. Chi sognava di ascoltare qualche brano dei The Gathering dovrà aspettare un po’, visto che i Vuur prima omaggiano i Gentle Storm con l’esecuzione di “Storm” e ci fanno pure assaggiare la bella “Fallout” registrata per il Devin Townsend Project. Il regalo di Natale più atteso arriva però al termine dello show, con la splendida “Strange Machines” dal capolavoro “Mandylion”. Per qualche minuto abbiamo avuto un tuffo al cuore. Molto solido anche l’apporto del resto del gruppo, ma non avevamo molti dubbi avendo letteralmente divorato il primo platter di questi eccellenti Vuur. Speriamo di rivederli presto.

Tra gli Epica e l’Italia c’è un bel feeling. Li abbiamo visti dal vivo dalle nostre parti un sacco di volte, li abbiamo intervistati, ci abbiamo parlato dopo alcuni show, ormai ci sembra quasi di conoscerli un po’. Gli Epica non sono per tutti. Il loro sound è probabilmente troppo pomposo ed artefatto per piacere a chi adora una maggiore immediatezza e forse la vena lirica della voce di Simone Simons non convincerà mai fino in fondo alcuni ascoltatori ma dal vivo la band olandese suona bene come poche altre del genere.
Con l’ultimo album “The Holographic Principle” il gruppo capitanato dal chitarrista/vocalist Mark Jansen ha cercato di spostare il tiro verso un sound più heavy e meno dipendente delle parti preregistrate. L’intento era chiaro ed il disco è uscito davvero bene, soprattutto nei suoi episodi più efficaci come “Ascension – Dream State Armageddon”, nella catchy “Edge Of The Blade” e nella cantatissima “Beyond The Matrix”.
In questa serata la band ci ha presentato, a sorpresa, anche la titletrack del nuovo album, una lunghissima ed affascinante suite che spinge al massimo sul lato symphonic. Spazio ovviamente anche per alcuni dei classici del gruppo, come “Unleashed” e “Sancta Terra”.
Come dicevamo nella premessa, gli Epica, visti una o dieci volte, non deludono mai, sono macchine rodatissime on stage, cercano sempre di più il supporto del pubblico e vantano una delle migliori coppie di chitarristi della scena symphonic metal.
C’è stato spazio anche per un attesissimo duetto tra Anneke e Simone, nella splendida “Storm The Sorrow”. Dove Simone rende sempre meglio è nei pezzi graziati da linee vocali ispiratissime come nella morbida “Dancing In The Hurricane” o nella conclusione epica di “Consign To Oblivion”. La curiosità ora sta tutta nel vedere se il futuro degli Epica, come crediamo, ci riserverà qualche variazione o ulteriore cambiamento. L’impressione è che gioverebbe alla formazione non ripetersi, avendo fatto così bene negli album di studio (l’ultimo EP francamente non ci è parso all’altezza degli LP). Qui in Italia troveranno sempre un buon numero di supporter ad attendere ogni loro futura mossa. Noi compresi.

Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate dalla nostra Sabina Baron.

Myrath:

Vuur:

Epica:

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