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02/12/2017 : Il Segno Del Comando + Witchwood (Firenze)

Pubblicato il 16/01/2018 da in Live report | 0 commenti


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02/12/2017 : 45 And Still Rockin’ On – Il Segno Del Comando + Witchwood + Juglans Regia – Circus Club (Firenze)

Non è da tutti organizzare una festa di compleanno che ormai è diventata un minifestival a tutti gli effetti, di quelli da segnarsi con il pennarello rosso in un calendario concertistico che non è mai stato così pieno zeppo di eventi in questo periodo dell’anno. Il compleanno è quello per i 45 anni di Claudio Pino, amico vero ma soprattutto, per chi legge, uno di quei ragazzi che più si sono sbattuti per la diffusione della musica hard & heavy nel nostro paese. Claudio, insieme all’amico fraterno Luca Guiotto, altra “sagoma” e personaggio più unico che raro, sono i co-conduttori della trasmissione radiofonica Loud’n’Proud, che da più di trent’anni porta la nostra musica preferita nelle case di molti italiani e non solo nella nativa regione Toscana.
Negli ultimi anni Claudio si è un po’ allargato (e non intendo “fisicamente”) dilettandosi nella veste di curatore di due dischi tributo alla Strana Officina, la cult metal band italiana per eccellenza, nonché nella co-organizzazione del Rock On Fest (sempre insieme all’inseparabile Kit “Guiottson”), un festival metal estivo realizzato insieme a Qua’ Rock, l’associazione socio-culturale nata su iniziativa del chitarrista Gabriele Bellini. Insomma, per farla breve (e come sapete la cosa non è proprio il mio forte..) il buon Claudio è davvero uno di quei pochi metallari che ha fatto dello spargimento di san…o metallo una ragione di vita.

Quest’anno il “45 And Still Rockin’on!” aveva, come spesso accade con Claudio, un forte fil “rouge” ad unire i tre gruppi impegnati sul palco. L’elemento comune di questa edizione 2017 è stata la passione per il prog, un genere musicale ricercato e dalle tante facce, celebrato questa sera al pari degli anni del nostro “Pino” preferito.

I Juglans Regia sono una piccola band di culto da queste parti (si sono formati a Sesto Fiorentino) e bastano poche note dell’intro e dell’opener del loro concerto, “L’Ultimo Respiro”, per rendersi conto della curiosità e dell’eccitazione presente tra le prime file di spettatori arrivati al Circus Club di Firenze (zona Scandicci) soprattutto per loro. Quella dei Juglans Regia è una vera e propria piccola reunion per questa formazione che ha mosso i primi passi addirittura a metà degli anni ’90. L’atmosfera è di quelle familiari, accorate, e le emozioni dei presenti, sia degli amici della band che dei loro estimatori di lunga data sono palpabili. Brani come “Respira” e “Pioniere”, che il sottoscritto non conosceva minimamente, riescono comunque a piacere anche ad un primo ascolto. Il cantato di Alessandro Parigi, a sentire i presenti sicuramente maturato negli anni dal punto di vista vocale, ricorda ora l’impostazione di alcuni dei classici vocalist della scena prog rock italiana, come l’immenso Francesco Di Giacomo ma comprensibilmente con meno potenza ed una timbrica meno peculiare. C’è un bello sforzo compositivo dietro ai brani e buoni doti tecniche da parte di musicisti che si entusiasmano risuonando insieme i pezzi del repertorio del gruppo. In scaletta ci sono anche pezzi come “Giochi Di luce” e “Colori Nell’Aria” così come il piccolo classico “Ombra”. Davvero una bella prova quella dei Juglans Regia. La speranza è che l’occasione abbia rappresentato un’ulteriore scintilla per continuare a regalarci e regalarsi la gioia di sprigionare la propria passione per la musica e lo stare insieme. Il sottoscritto, convinto da questi disponibilissimi ragazzi ha pure acquistato “Visioni Parallele” ed il precedente EP. Musica che fa bene al cuore.

I Witchwood sono ormai per la scena heavy italiana più di un fiore all’occhiello. Da band rivelazione alla quinta edizione dell’Acciaio Italiano nel 2015, i Witchwood, che incidono per la label modenese Jolly Roger Records, hanno continuato a seminare alacremente, raccogliendo i frutti del loro raccolto sotta forma di recensioni entusiastiche ovunque, anche fuori dai nostri confini. Da quest’anno si sono resi protagonisti di show apprezzatissimi anche all’estero, come al recente Hammer Of Doom Festival ed al Malta Doom Metal Fest, dove sono sono stati considerati da molti come una delle migliori band dell’intera rassegna. Non è un caso che anche la scena doom, che sta vivendo anni di incredibile fermento creativo, si sia interessata ad una band che ha anche un lato più malinconico e profondo tra le tante facce del proprio poliedrico sound. Un sound, quello dei Witchwood, che ha sempre il suo elemento predominante in un heavy rock settantiano che omaggia gruppi come Uriah Heep (la loro cover di “Gypsy” la ricordano in molti) Blue Oyster Cult (questa sera abbiamo ascoltato la loro versione di “Flaming Telepaths”) e tanti altri.
La caratteristica principale dei Witchwood, oltre a possedere solidissime doti tecniche e saper scrivere eccellenti melodie, è la capacità di musicarle in funzione di un’esecuzione d’insieme davvero mirabile. La parola magica in questi casi è “arrangiamenti”, quelli della compagine faentina sono davvero di squisita fattura tanto che questi giovani musicisti suonano heavy rock anni ’70 dalle forti tinte prog a tratti come se fossero degli orchestrali. Ti ritrovi ad ascoltarli e ti compiaci tanto della qualità intrinseca di brani come “Like A Giant In The Cage”, “A Grave Is The River” ed “A Place For The Sun”, sciorinati con classe anche in questa esibizione fiorentina e cantati alla grande dal frontman Ricky Dal Pane nonostante la febbre, ma ti esaltano soprattutto perché ogni strumento musicale riesce a trovare la sua armonia ed il suo sentiero diverso per scendere da monte a valle, e fluire, tutti insieme, al momento opportuno.
Lo show, reso possibile grazie al bravissimo drummer che ha saputo sostituire quello della band con un paio di ore di prove (trattasi di Ivano Zanotti dei Markonee), termina sulle note stupende di “Handful Of Rain”, quasi una suite dai sentori doomy e dagli assoli psichedelici, uno degli apici creativi di un gruppo che attendiamo con quello che, ci scommetteremmo, sarà il disco della consacrazione. Loro se lo meritano. Nella musica dei Witchwood tutto scorre, e lo fa dannatamente bene.

Il Segno Del Comando è una formazione di prog rock un po’ sui generis, che ha dipinto pagine importanti per gli amanti della musica hard più ricercata, con atmosfere spesso oscure, gotiche ed esoteriche. Da ormai molti anni a questa parte la band, che si è formata a Genova a metà anni ’90, si è dedicata a musicare alcuni romanzi di Gustav Meyrink (come il celebre “Der Golem”) giungendo con “Il Volto Verde” al traguardo del terzo album. Poche altre band hanno avuto il coraggio di abbracciare testi tanto impegnativi, con il rischio di alienare o non invogliare all’ascolto una fetta degli ascoltatori più interessati a brani immediati e di facile fruizione. Ecco, il Segno Del Comando è il classico gruppo che può riservare grandi emozioni, che può far schiudere all’ascoltatore un piccolo nuovo mondo creativo ma solo a patto che questi mostri la disponibilità richiesta per farsi largo nella musica e nelle lyrics di questi abilissimi strumentisti liguri con un minimo di cognizione.
Le soddisfazioni regalate da perle come “Dal Diario Di Un Tagliatore Di Pietre”, “Golem”, dalla nuova “Usibepu” o da “La Taverna Dell’Angelo” sono davvero notevoli. Dal punto di vista esecutivo il Segno Del Comando è una band che vanta musicisti dall’eccellente tasso tecnico, così come notevole è anche la voce di Riccardo Morello, che si piega e si stira per adattarsi perfettamente a linee di canto per nulla semplici. La discografia della band consta di poche release ma è piena zeppa di tante grandi composizioni e questo show da headliner ce ne fornisce un esauriente spaccato con materiale tratto da ogni platter.
Quello del Segno del Comando è un prog rock dai tratti jazzati in grado di ricreare atmosfere dark molto interessanti e cangianti, che si giova peraltro di uno spiccato senso della teatralità oltre che di eccellenti parti soliste. E’ il bassista Diego Banchero ad annunciare quasi tutti i i brani, spesso introducendoli con qualche parola che ci consente di contestualizzarli meglio all’interno della storia della band. E’ un piccolo dettaglio ma francamente uno che ho sempre adorato e che mi ha personalmente fatto carpire informazioni utili nel corso degli anni, o più semplicemente anche solo invogliato all’acquisto del disco giusto, quello con i pezzi che più mi erano piaciuti dal vivo.
Il set “regolare” del Segno Del Comando arriva al termine con un’esecuzione splendida della clamorosa “Il Segno Del Comando”, titletrack del primo album, e come il disco di debutto omonimo ispirata all’indimenticato romanzo del 1970 di Giuseppe D’Agata, che fu portato sul piccolo schermo l’anno successivo in un’epocale show televisivo che viene ancora ricordato come uno dei più momenti più alti della televisione italiana. In un tripudio di applausi, che peraltro avevano anche accolto gli show precedenti, arriva con “Il Messaggero Di Pietra” anche l’auspicata coda dello show, con un bis suonato con entusiasmo dalla formazione ligure, la perfetta conclusione per un’altra edizione memorabile del ..And Still Rockin’ On! Festival.

Una menzione particolare, prima di salutarci, va a Dario Caroli ed allo staff del suo Circus Club ma la merita anche Franky Andrea, con il suo chiostro dei panini, il “Food’n’Roll”, dove il rinomato lampredotto toscano, “piatto povero” ma insostituibile della cucina locale, viene anche servito nella sua versione più piccante, una vera prelibatezza.

Messaggio finale per Claudio Pino: “Claudio, in tutti questi anni hai invitato alla tua festa cult band nostrane come i Dark Quarterer, i Sabotage, la Bud Tribe i Crying Steel e gli Hyaena, ci hai fatto tirare in testa peni di pane (dai simpaticissimi Tossic) e ci hai pure portato apprezzate formazioni straniere come gli Holocaust, gli Avenger ed i Savage. Ci hai viziato ed ormai ci aspettiamo sempre di più. Ora, a 45 anni suonati, più vicino al mezzo secolo che ai 40, è cominciato ufficialmente il countdown quinquennale all’edizione epica per i tuoi 50 anni. Le aspettative sono altissime ma sappiamo che non ci deluderai. Un abbraccio.”

Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate dal nostro Massimo “Max Moon” Guidotti, anche lui vicino al traguardo dei 45 anni con immutato fascino.. 😉

Juglans Regia:

Witchwood:

Il Segno Del Comando:

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