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08/02/2018 : Pestilence + guest (Roma)

Pubblicato il 16/02/2018 da in Live report | 0 commenti


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08/02/2018 : Pestilence + Rebaelliun + Distillator + Sudden Death (Traffic Live Club, Roma)

Una doverosa puntualizzazione: il live report che leggerete qui di seguito non è stato scritto da me (Flavio Adducci) ma dal mio amico Luca Lottini, che di quando in quando mi aiuta con la mia ‘zine Timpani allo Spiedo (e qui ne approfitto per invitarvi tutti a darle un’occhiata attraverso il banner che trovate su questo fantastico portale). Il fatto è che, tramite il caporedattore in persona Alessio Torluccio (che, pochi giorni prima del concerto, ho sentito PER TELEFONO e A VOCE per la prima volta dopo 4 anni e mezzo che scribacchio qui!), ho delegato Luca perché io non ero sicuro di andarci (e infatti poi non ci sono andato a causa di impegni personali IMPROROGABILI!) ma, in questo modo, siamo riusciti perlomeno a coprire una importante data qui a Roma che ha visto i Pestilence in una setlist veramente rara accompagnati da tre gruppi uno più valido dell’altro. A quanto mi ha detto non solo Luca ma anche altri miei amici, è stata una serata fantastica nella quale tutti i gruppi hanno spaccato di brutto. Ma ciancio alle bande e bando alle ciance, ora leggete ciò che ha scritto Luca e alla prossima con un mio nuovo articolo!

Oggi vi parlerò del concerto dei Pestilence tenutosi qui a Roma al Traffic giovedì 8 febbraio, prima data italiana nell’ambito del tour europeo “Fight The Plague 2018”, che la band ha cominciato già a gennaio.
Si tratta di un evento di grande rilievo per la musica death metal. I Pestilence sono senz’altro un gruppo che non ha bisogno di presentazioni ma che dopo una carriera costellata di separazioni e cambi di line-up (bisogna sottolineare che il solo Patrick Mameli, cantante/chitarrista e mente del gruppo, è rimasto della formazione originaria) e dopo qualche anno di silenzio, ha deciso di ripresentarsi sulla scena con il nuovo album dal titolo “Hadeon”, uscito a fine Gennaio tramite l’etichetta loro connazionale Hammerheart Records.

Importante sottolineare che l’obiettivo dei Pestilence in questo tour è quello di presentare, in modo del tutto inusuale, una selezione di brani old school tratti dai loro primi quattro album. Il concerto è stato organizzato dalla No Sun Music, Time To Kill Records e Nihil Production oltre che dal Traffic.

Nel loro concerto romano i Pestilence sono stati accompagnati come main support band dai brasiliani Rebaelliun, oltre che dagli olandesi Distillator e dagli italiani Sudden Death.

I quattro gruppi si sono avvicendati su un palco nudo e crudo, senza fronzoli, “decorato” solo da strumenti, e non erano presenti neanche i classici teli sullo sfondo (solo i Distillator hanno impreziosito la loro esibizione con ausilio di due geysers posizionati nella parte anteriore del palco). Tutto lo spazio quindi è stato lasciato alla musica ma adesso entriamo più nel dettaglio.

L’apertura di questa serata tanto attesa è stata affidata ai Sudden Death, quintetto brutal death proveniente da Genzano in provincia di Roma. Il gruppo si è formato intorno al 1997 e con i suoi tre album all’attivo è una delle realtà più interessanti e di successo della musica estrema italiana. Dopo numerosi cambi di line-up la band sembra aver trovato una certa stabilità (speriamo) con il recentissimo arrivo di Pietro Sabato (Lectern) alla chitarra ed è al lavoro per un nuovo EP.
Il gruppo offre agli ascoltatori un sound brutale e violento che è comunque dotato di una certa qualità. Nella loro esibizione hanno presentato brani tratti da vari album nei quali si possono notare influenze provenienti dalla scena musicale Death/Brutal Death prevalentemente americana che vanno dai Suffocation a Cannibal Corpse.
I nostri hanno dato vita ad una esibizione feroce e senza compromessi eseguita in maniera più che convincente in special modo per quanto riguarda la batteria, magistralmente suonata da Andrea Pro. La loro esibizione ha lasciato senz’altro soddisfatto il pubblico accorso ad ascoltarli. Oltre alla batteria, di buon livello è stata anche la prova delle due chitarre. Tra le song più riuscite menzionerei “Dressed By Flesh To Cover The Darkness”. C’è da osservare però che la loro performance, come per altro quella dei gruppi successivi, è stata penalizzata da una qualità acustica non ottimale e forse, nel loro caso, anche dall’orario d’inizio dell’esibizione.

Setlist Sudden Death:

Intro / A New Strategy of Terror
Blood Wings
The Right to Kill
Cancer of a World Condemned to Die
Flood the Ground with Their Blood
Dressed by Flesh to Cover the Darkness
Stillborn
Toxic Devourment
Too Dead to Fuck

Il quintetto di brutallers italiani ha poi lasciato il palco ai Distillator, giovane trio thrash metal olandese proveniente da Enschede, che è fra l’altro la stessa città dei Pestilence.
I Distillator nascono nel 2013 e hanno all’attivo solo due album ma hanno già una notevole personalità ed una ottima presenza scenica. Hanno proposto un thrash metal violento e veloce, che si ispira alla “old school” europea, in particolar modo a quella di matrice tedesca. Il gruppo è estremamente energetico e coinvolgente ed è anche dotato di buona tecnica in tutti i suoi componenti. Durante l’esibizione il cantante/chitarrista Desecrator si è mosso di continuo sul palco dispensando assoli a raffica e ricercando spesso il supporto del pubblico. Come lui anche il barbuto bassista Frankie Suim, che ha fomentato ripetutamente il pubblico supportando talvolta lo stesso Desecrator alle parti vocali. Dalla sua postazione Marco Prij, il batterista, non ha sbaglia un colpo, rendendo così lo spettacolo ancora più travolgente.
Il trio olandese ci ha presentato brani tratti da entrambi i suoi album. Nella loro esibizione, davvero efficace, tra i brani proposti sono sicuramente degne di una particolare menzione le canzoni “Summoning The Malicious” (cioè la titletrack del loro ultimo disco, di cui è stato girato anche un intenso video promozionale) e la velocissima “Swarm Intelligence”, altro brano tratto dall’ultima fatica, uscita a Maggio 2017.
In conclusione i Distillator, che in questa loro esibizione hanno strappato non pochi applausi, sono di sicuro una band da seguire con molta attenzione, peccato forse per la brevità del loro concerto, poco più di mezz’ora, e per questo mi piacerebbe ascoltarli in esibizioni più impegnative.

Distillator

Setlist Distillator:

Intro / Perceiving Presence
Guerrilla Insurgency
Shiver in Fear
Summoning the Malicious
Revolutionary Cells
Swarm Intelligence
Megalomania

È ora la volta della main support band: i brasiliani Rebaelliun, un terzetto proveniente da Porto Alegre. I Rebaelliun si sono formati nel 1998, ma, a causa di una lunga pausa tra il 2002 ed il 2015, hanno all’attivo solo tre album e un paio di EP.
Sul palco hanno presentato un death metal legato in modo particolare al sound proposto dai loro connazionali Krisiun e a quello di matrice americana, suonando canzoni tratte praticamente dalla loro intera discografia.
Dopo una lugubre intro, si parte con “War Cult Anthem” ma è con la seconda canzone “Spawning The Rebellion” che inizia a scatenarsi la voce cavernosa del cantante e bassista Lohy Fabiano, che in alcune canzoni è supportata dagli urlacci del chitarrista Fabiano Penna. Notevole l’impatto della batteria (per quanto non particolarmente originale) di Sandro Moreira per tutta la durata del concerto. Tra le canzoni di particolare efficacia spiccano la potentissima “Affronting The Gods” mentre è stato particolarmente emozionante il riferimento che Lohy Fabiano ha fatto alla famiglia del metal introducendo la canzone “Legion”.
Verso la fine del concerto lo stesso Fabiano si rivolge nuovamente al pubblico (lo fa numerose volte durante tutto lo show) chiedendo “…ARE YOU READY FOR THE WAR?!?!?! E’ qui che il trio brasiliano raggiunge l’apice della sua esibizione e il massimo del coinvolgimento del pubblico con l’ultima canzone “At War” tratta dal loro primo EP.
Complessivamente però la band non mi è sembrata a suo agio sul palco del Traffic e Lohy Fabiano mi è parso contratto, non in grado di esprimersi al 100% e di conseguenza lo spettacolo è sembrato un po’ piatto. Nonostante ciò, il pubblico ha risposto in maniera convincente ed ha accompagnato l’esibizione dei Rebaelliun con partecipazione dall’inizio alla fine anche se, come nel caso dei Sudden Death, anche per i Rebaelliun dobbiamo riscontrare un’acustica non ottimale che di sicuro non ha aiutato le loro esibizioni.

Rebaelliun

Setlist Rebaelliun:

War Cult Anthem
Spawning the Rebellion
Affronting the Gods
Legion
The Path of the Wolf
Dawn of Mayhem
The Last Stand
The Legacy of Eternal Wrath
At War

Finalmente, qualche minuto dopo le 23.00 si arriva al momento dei Pestilence! La tensione è palpabile già durante il suondcheck. Nel frattempo numerosi fans sono arrivati al Traffic.
La possibilità di ascoltare una scaletta storica della band centrata sui loro primi quattro album è senz’altro un’opportunità da non perdere, per lo meno per gli amanti del genere.
Degno di nota a mio avviso è che Patrick Mameli è l’unico membro sopravvissuto della formazione originaria. Sul palco insieme a Patrick troviamo il talentuoso bassista sloveno Tilen Hudrap, il batterista romeno Septimiu Harsan e il chitarrista romeno Calin Paraschiv, arrivato di recente in sostituzione di Santiago Dobles (entrambi compagni nel gruppo death metal Necrovile).
Dopo alcuni minuti di preparativi Patrick Mameli (come gli altri componenti del gruppo), è già sul palco e alleggerisce la tensione scambiando qualche battuta con gli spettatori della prima fila a proposito della sua maglietta visto che ne indossa una dei Goblin dell’epoca di “Dawn Of The Dead” aka “Zombi”, film horror del 1978 girato da George Romero e musicato, per l’appunto, dai Goblin.
Qualche altro minuto e finalmente l’attesa è finita, quindi si dà finalmente inizio alle ostilità. Le canzoni sono scandite in ordine cronologico perché si comincia con quelle tratte dal primo album “Malleus Maleficarum” con la doppia traccia “Malleus Maleficarum/Antropomorphia” a cui segue subito come un pugno nello stomaco “Parricide” e la notevole “Subordinate To The Domination”, seguita quasi senza interruzione dalla suadente intro della canzone “Commandments”.
Dopo una breve pausa si cambia album ed è la volta di “Consuming Impulse”, dal quale si parte subito con “Dehydrated” e qui sale la tensione anche se a dire la verità la voce è un po’ bassa di volume ma, in compenso, Septimiu Harsan continua a martellare le orecchie degli ascoltatori con il suo drumming potente e preciso. E a questo punto Patrick Mameli dichiara il suo affetto per la città eterna con “…I love ROMA”, dopodichè i nostri suonano “Chronic Infection”.
Altra breve pausa ed è la volta di “Testimony Of The Ancient” (il mio album preferito), suonando così la scatenata “The Secrecies Of Horror”, eseguita alla perfezione, con il pubblico che segue cantando ma, purtroppo, la musica è altissima e si sente appena. Ed ecco quindi “Twisted Truth”, preceduta dalla sua intro, e “Land Of Tears”, con le chitarre che sono davvero indiavolate mentre il pogo è inarrestabile, anche se la tensione e stemperata dal bellissimo assolo di quest’ultima canzone. E poi tocca a segue “Prophetic Revelations” preceduta anche questa volta dalla intro (“Free Us From Temptation”).
Ora si passa alla presentazione dei componenti, e dopo averli presentati Patrick annuncia “and I am…the presence of the dead…”. E’ il delirio, in questa canzone tecnica e potenza la fanno da padrone, e il pubblico risponde come sempre esaltato al massimo. Una canzone davvero affascinante, con i suoi bestiali cambi di ritmo, tutta da vivere.
Segue poi “Mind Reflection” l’unica song tratta dall’album “Spheres” (l’album preferito e di maggior successo del gruppo), e alla fine la band lascia il palco. Ma il pubblico non è ancora soddisfatto e inneggia a gran voce chiedendo almeno un’altra canzone. E così che dopo una brevissima uscita, i Pestilence, acclamati dal pubblico, tornano sul palco offrendo a tutti un’altra canzone, la bellissima “Out Of The Body”.
A questo punto il concerto è davvero finito dopo un’ora e 10 minuti di metal che non esito a definire sontuoso e di grande impatto emotivo.

In conclusione, mi sembra interessante una nota sul look (di cui non si parla praticamente mai in questo tipo di contesti) di Patrick Mameli. Infatti, per quanto riguarda l’acconciatura, ne sfoggia una bionda con capelli cortissimi assolutamente inedita in questo ambiente e indossa, come ho già accennato, non solo una maglietta dei Goblin (un gruppo che lui stesso dichiara di apprezzare e conoscere), ma anche dei classici pantaloni da tuta molto di moda tra gli anni ’80-’90 con in verticale il nome del gruppo. Per finire, le sue scarpe sono della BMW Motorsport… proprio così, avete letto correttamente! Durante qualche breve pausa tra una canzone e l’altra, Patrick beve qualcosa da un brick che sembrerebbe latte, o succo di frutta… non la solita birretta! Ma, a parte questi dettagli, Patrick Mameli, a 50 anni suonati, ha dimostrato ancora una volta di essere in grado di fornire prestazioni di livello assoluto e anche una presenza scenica e un carisma invidiabili.

Il pubblico si è (giustamente) esaltato dall’inizio alla fine e confesso che anche io che di solito sono piuttosto tranquillo ho fatto la mia parte. Il pogo è stato praticamente continuo, un ragazzo è finito più volte sul palco dal quale si è lanciato ripetutamente sul pubblico. I Pestilence hanno lasciato il palco fornendo una prestazione maiuscola con batteria incalzante e precisa, melodie ipnotiche ed una quantità industriale di assoli sempre eseguiti alla perfezione.

Insomma, la serata è stata caldissima ed estremamente emozionante, una di quelle che non si dimenticano facilmente. Seppure qualche dettaglio poteva essere migliorabile, tutti i gruppi hanno risposto presente, ed hanno sicuramente lasciato il segno sul pubblico che è venuto a supportarli.

Pestilence

Setlist Pestilence:

Malleus Maleficarum/Antropomorphia
Parricide
Subordinate to the Domination
Commandments
Dehydrated
Chronic Infection
The Secrecies of Horror
Twisted Truth
Land of Tears
Prophetic Revelations
Presence of the Dead
Mind Reflections
Out of the Body

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