06/12/2018 : Ghost Bath + Nordsind (Copenaghen – DK)

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06/12/2018 : Ghost Bath + Nordsind – Stengade, Copenaghen (Danimarca)

Siamo allo Stengade, un piccolo club indipendente nel cuore del quartiere di Nørrebro, a Copenhagen. E’ lunedì ma di gente ce ne è abbastanza per riempire il locale mantenendo tuttavia un’aria esclusiva.

foto Gaia Micatovich
foto Gaia Micatovich

La serata comincia con i Nordsind, che vengono chiamati all’ultimo secondo per sostituire i MØL che per motivi di salute hanno dovuto cancellare proprio la data in casa. Sono davvero una piacevole sorpresa.
Gli amanti del metal di atmosfera non devono perdersi assolutamente questa band. Sono al loro debutto con un EP fresco di stampa chiamato “Efterår” (autunno in danese). Questa è una band che unisce tecnica e sentimento. I loro brani, tutti strumentali, sono come dei disegni capaci di descrivere paesaggi nella mente dell’ascoltatore. Nel loro modo di suonare spicca quella precisione scandinava che non lascia spazio a sbavature nemmeno quando i riff epici si trasformano in brutali, grazie soprattutto ad una batteria mai scontata e davvero creativa.
Insomma, i Nordsind sono da tenere d’occhio e supportare, io mi sono comperato il loro EP in formato musicassetta.

https://nordsind.bandcamp.com/releases

foto Gaia Micatovich

Non credo che a questa band interessi appartenere o meno ad una scena, non cercano una definizione. I Ghost Bath vogliono la vostra anima. Lo fanno puntando al cuore di chi li ascolta con precisione chirurgica. Il loro suono, così particolare e carico di spiritualità, li rende in grado di trascinare il pubblico in una sorta di trance collettiva.

foto Gaia Micatovich
foto Gaia Micatovich

I Ghost Bath non sono una band che ha bisogno di coreografie, a loro basta salire sul palco e suonare per poter colpire ed ipnotizzare il pubblico.
Aprono lo show con la trascendentale “Ambrosial”: una dolce discesa in un abisso che si conclude con quel giro di basso che lascia l’ascoltatore in un piacevole limbo. Un finale che si sposa perfettamente con quello che forse è il loro brano più rappresentativo, “Magic Number”.

foto Gaia Micatovich
foto Gaia Micatovich

Lo spettacolo continua alternando brani da “Starmouner” e “Moonlover”, non posso non pensare a chi all’uscita dell’ultimo disco denunciava una spaccatura di genere con i lavori precedenti. I brani infatti si alternano in un equilibro quasi simmetrico.
La misteriosa band del Nord Dakota offre uno spettacolo intenso, dove si avverte un seducente contrasto caldo e freddo. Ogni riff penetra il cuore e le urla di Dennis Mikula arrivano intense allo stomaco.
Per godersi la loro performance basta semplicemente lasciarsi andare, in una spirale tra sogno e incubo.
Una caduta in verticale dove su cupi giri di basso si posano urla di disperazione come foglie morte. Un precipizio oscuro dove solamente a pochi millimetri dall’impatto si viene salvati dalla quella rassicurante melodia, da quei riff che ci illuminano e con gioia ci riportano al sicuro.
Più che ad un concerto penso di aver assistito ad una cerimonia ipnotica. Favolosi.

foto Gaia Micatovich
foto Gaia Micatovich
foto Gaia Micatovich

Setlist:

Ambrosial
Golden number
Seraphic
Happyhouse
Luminescence
Death and the maiden
Thrones

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