Nemesis Inferi (Mattia Caruso)

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I Nemesis Inferi sono una band molto conosciuta nell’underground nostrano. Attivi da oltre vent’anni, i bergamaschi hanno mutato nel corso del tempo la loro proposta dal symphonic black fino all’attuale groove metal ruvido ed intenso, ben espresso nel loro disco “A Bad Mess” uscito ad inizio 2018. Con il batterista Matteo Caruso abbiamo parlato dell’attuale momento della band e del nuovissimo video appena uscito..

Ciao ragazzi e benvenuti sul nostro sito! Direi di partire dal vostro ultimo album “A Bad Mess”, uscito giusto un anno fa. Come è stato accolto dai fan e come sono andate le recensioni?

Ciao a tutti, possiamo dire che le recensioni mediamente sono state molto buone e anche i fans hanno apprezzato, e non poco, le canzoni e la nuova direzione stilistica intrapresa dalla band con “A Bad Mess”. Siamo molto contenti di questo visto che abbiamo investito molto tempo nella cura dei dettagli di ogni singolo pezzo affinché il risultato fosse quello desiderato.

Cosa deve aspettarsi chi sta per ascoltare la prima volta “A Bad Mess”?

Sicuramente può aspettarsi un sound autentico e profondo, che potrebbe risultare in controtendenza con le produzioni digitali odierne. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di proporre un suono che avesse un impatto molto “Live”, proprio perché il disco è interamente suonato senza lʼutilizzo di effetti elettronici o campionature.

Proprio in questi giorni avete pubblicato il nuovo video “Never On Your Mouth”. Questo video racconta una storia particolare, lontana dai classici canoni metal, ce ne volete parlare?

“Never on your mouth” è una canzone rock con un testo hard, dove raccontiamo di una ragazza che ha perso la testa per un tipo al quale della ragazza in questione poco interessa e che la usa solo per sfogare le sue voglie sessuali. Un argomento che può sembrare divertente, ma che in realtà vuole trasmettere un messaggio molto triste. Per quanto riguarda il video, dato che la tematica del testo può riassumersi con la sottomissione di una persona verso unʼaltra, abbiamo deciso di utilizzare delle scene di “Bondage” per rappresentare la situazione.

Nel vostro ultimo album “A Bad Mess” avete lavorato con il produttore Jaime Gomez Arellano (Paradise Lost, Angel Witch, Cathedral, Primordial, Sólstafir). Pensate che sia riuscito a dare quel “qualcosa in più” al vostro disco?

Certamente lavorare con Jaime Gomez per noi ha rappresentato uno stimolo, ma anche un traguardo vista la sua enorme esperienza con band di livello mondiale. Sicuramente il suo tocco è molto presente nella produzione, sia per quanto riguarda il sound, ma anche per come è stato organizzato il lavoro in studio. Grazie a lui abbiamo imparato molti trucchi del mestiere e abbiamo arricchito il nostro bagaglio tecnico/musicale.

Leggo che avete un passato ormai lontano legato al symphonic black metal. Come mai questo cambio di genere?

Nel corso degli anni la band si è evoluta, è cresciuta ed ha avuto la capacità e la voglia di esplorare nuove forme e generi musicali. La struttura delle canzoni si è sempre più trasformata, i cambi di line up hanno inciso notevolmente per quanto riguarda le influenze sui vari generi e stili, di conseguenza ognuno ha portato il proprio background. Così facendo, continuare a proporre Symphonic/Black Metal sarebbe stata una sorta di forzatura artistica poco sincera.

A tal proposito siete una band che ha già un lungo passato alle spalle, siete attivi da oltre vent’anni, cosa ricordate dei vostri esordi?

I nostri ricordi degli esordi sono ormai offuscati da fiumi di birra, pizze lievitate male e tante cipolle! Diciamo che quei tempi sono ricordati solamente dai nostri vecchi fans come scomode e crude leggende.

Siete più legati al metal classico degli anni ’80 o vi piacciono le influenze dei gruppi più moderni?

Non vogliamo etichettarci come una band anni 70-80 e nemmeno moderna o avanguardista, ma semplicemente cerchiamo di raccogliere tutto ciò di positivo che ha la musica in generale e che a noi sembra coerente con quello che proponiamo.

Voi dei Nemesis Inferi siete impegnati anche con altre band?

Per quanto riguarda Matteo, il batterista, suona con vari progetti Metal e non, tra cui: Anymore, The Crimson Ghost e The Dorianʼs Grave Project, mentre gli altri componenti sono impegnati esclusivamente con il progetto Nemesis Inferi.

Come vanno le cose dal punto di vista live? Riuscite a suonare con continuità?

Purtroppo ci sono sempre meno locali che danno spazio alla musica live inedita, per questo motivo abbiamo pensato di proporci come Tributo ai Nemesis Inferi, perché pare che questa cosa funzioni.. scherzi a parte, ci si impegna sempre per suonare dal vivo il più possibile, aiutandosi a vicenda tra le band della scena underground locale e non solo. Avremo appunto un incremento di date in questo 2019.

Cosa pensate del pay to play? Se vi offrissero un tour europeo con una grossa band a pagamento accettereste? (N.B. “a pagamento” intendo che, oltre alle vostre spese, dovreste anche versare una ulteriore quota).

Non siamo mai stati a favore del “Pay to play”, poiché secondo noi è un modo disonesto per apparire, scavalcando magari tante band che faticano e si impegnano per portare avanti la propria musica. Abbiamo avuto molte proposte del genere ma preferiamo cercare altre soluzioni.

Data la vostra lunga esperienza volete dare qualche consiglio alle giovani band?

Fare il musicista è un lavoro duro, iniziate col volervi divertire e portare avanti una forte passione, non ponetevi alcun limite ma siate sempre umili e non montatevi la testa, toglietevi le vostre soddisfazioni e godetevela.

L’intervista è finita, grazie per il vostro tempo e a voi l’ultima parola per i saluti!

Grazie mille a voi per lo spazio concessoci, non dimenticatevi di guardare il nostro ultimo video “Never on your mouth” e ci vediamo ai prossimi live!

https://www.facebook.com/N.Inferi/
https://nemesisinferi.bandcamp.com

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