Necrotombs (Xerberus)

Pubblicato il 25/03/2019 da in Interviste | 0 commenti


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Ritorniamo con piacere ad occuparci di underground e lo facciamo con una one man band italiana, i death metallers Necrotombs. Il leader Xerberus ci ha svelato tutti i segreti del suo progetto, a voi la lettura!

Ciao Xerberus e benvenuto sul nostro sito! Come nasce il progetto Necrotombs? Parliamo innanzitutto del nuovo album “Embalmed With Rotten Flesh”.

Necrotombs nasce nel 2015 da un idea tutta mia. Ho fatto parte di numerose band tutte sullo stile thrash/death/black, ma mi ero stancato di avere sempre a che fare con persone che in un modo o nell’altro rallentavano la mia voglia di suonare. A volte si discuteva per i live, a volte non c’eravamo tutti alle prove e spesso per motivi futili, c’era quello che non veniva all ultimo minuto perchè aveva litigato con la morosa, ecc. ecc. Così ho deciso di troncare tutto ed arrangiarmi da solo creando Necrotombs. Non devo rendere conto a nessuno, ci dedico il tempo che voglio/posso, investo i soldi miei senza dover aspettare gli altri e non ho più discussioni con nessuno sulla scelta delle cose da fare. Insomma chi fa da sè fa per tre. È difficile trovare componenti che la pensino come te e che abbiano la tua stessa voglia di fare. Non ho nulla contro chi fa parte di una band, anzi, ma nel mio caso sto bene da solo. Con Necrotombs all’attivo sono arrivato a far uscire un demo e due album. L’ultimo “Embalmed With Rotten Flesh” è quello che mi ha dato più soddisfazioni a livello di riscontro e critiche. La valutazione generale, sommando tutte le review, è un 8/10 e posso esserne più che contento a livello personale. Necrotombs non l’ho creato per “monetizzare”, anche perchè al giorno d’oggi non si vive facendo metal, specialmente se sei nell underground come me. Lo faccio perchè mi piace suonare, comporre e scambiare il Death Metal che creo con gente in Italia e non.

Come si è sviluppato il processo produttivo dello stesso?

Come tutti gli album che ho creato, parto da riffs di chitarra che negli anni ho creato ma mai utilizzato e li riarrangio nello studio che mi sono creato in casa. Per la batteria, al momento delle registrazioni, mi servo di un programma, uso Ezdrumner 2 della Toontrack, per me il migliore rispetto ad altri in commercio. Una volta composte le canzoni nelle loro parti di chitarra, basso e batteria “virtuale”, passo il tutto ad un mio caro amico, Matteo “Matless” Ventura, batterista degli Psychotomy e dei Dead Tongue. Lui ha uno studio molto più fornito del mio e lì registro le voci, mentre lui si occupa di riregistrare la batteria, stavolta suonata realmente da Matteo stesso. Infine si eseguono le ultime accortezze per portare l’album alla conclusione. Per ultimo ma non ultimo, mi affido ad un distributore internazionale che mi agevola nel caricare gli album su piattaforme come Spotify, iTunes, Google, Amazon ecc. in modo da rendere più visibile quello che creo.

L’opening track del nuovo album ricorda molto il death metal americano grezzo e puro di fine anni 80/90, mentre la title track (soprattutto la seconda parte) si rifà alle atmosfere deprimenti del doom metal, un album dunque abbastanza variegato. Un’idea che ritengo personalmente geniale, quella di virare sulle sonorità in uno stesso album. Come mai questa scelta?

Con Necrotombs faccio Metal, tendenzialmente Death Metal, ma non voglio essere etichettato come Brutal Death, Progressive Death od altro. Quindi in un cd si può trovare una canzone death old school, una black/death, una thrash/death e perchè no anche una lenta e pesante in stile death/doom. Ricordo che sul secondo album che ho fatto, “37th Parallel”, ho inserito anche una ballad oscura. Mi piace dare atmosfera alle canzoni oltre che il classico impatto che il Death Metal regala.

Quali sono i temi che ispirano il tuo processo artistico, per la creazione dei brani?

I temi che affronto sono vari, a parte su “37th Parallel” nel quale ho voluto affrontare un concept sugli alieni. Tendenzialmente seguo la linea classica del Death Metal, ovvero morte, cadaveri, sangue, zombie e splatter vario. Mi piace però anche affrontare temi reali come sull ultimo “Embalmed With Rotten Flesh” nella canzone “Emptiness Of Solitude”, dove racconto la solitudine umana dei giorni nostri.

Cosa ne pensi della scena metal in Italia e in Europa?

La scena metal in Italia la vedo molto scadente e tra le altre cose è stato uno dei motivi per cui ho creato Necrotombs. Con band passate ho suonato varie volte live, ma ti limiti ai soliti locali della tua regione, dove chi viene a vederti sono per lo più i tuoi amici e qualche faccia nuova che dopo due canzoni esce a fumare. A meno che non fai parte di qualche nome grosso, se sei nell underground la soddisfazione resta personale in quello che fai, ma a volte è difficile raggiungere anche quella. Siamo al punto che, per suonare live, i locali ti chiedono quante persone porti. Se hai pochi amici vengono poche persone, se hai una cerchia piu ampia, invece, hai più possibilità di suonare. Non si danno incentivi nè si invoglia la gente a suonare. In Europa, piu o meno idem. Se vuoi suonare fuori di spalla a qualcuno di grosso devi pagare per le date che fai, e non poco. Ricordo a proposito una canzone dei Dead Tongue chiamata “550 Feet Under” che parla appunto del pagare per suonare.

Essendo i Necrotombs una formazione One Man Band hai mai pensato di esibirti in un tour live?

Non nego che di domande per live ne ho ricevute, estere soprattutto. Mi hanno contattato per Nepal, Indonesia, Messico, Cina, Filippine ecc. Al momento resto in studio, ma non nego che in futuro Necrotombs possa uscire dal vivo. Sono comunque in contatto con persone di un certo calibro, ma altro al momento non posso dire.

Ti va di parlarci dei lavori precedenti all’ultima release?

Prima di “Embalmed With Rotten Flesh” ho realizzato il demo “From Birth To Death”, fatto tanto per vedere come ingranava il discorso Necrotombs e devo dire che già il demo è girato parecchio. Il secondo “37th Parallel” l’ho composto perchè era da tempo che evevo in cantiere un album con tematiche aliene, cosi ho deciso di dare termine al tutto a nome Necrotombs.

Quali progetti hai in mente, per il futuro?

Per il futuro ho in mente un po’ di cose. Innanzitutto sto già buttando giù il quarto album, sono già a circa 6 canzoni complete, ma il titolo non lo dico ancora. Ho già in mente una copertina splatter ed anche questo artwork lo farò fare al mio amico Dedy della Dedy Badic Arts, artista e disegnatore che lavora con altre band come Master, Impetigo, Entrails ecc. Una persona molto professionale e per me uno dei più bravi che conosca a livello di disegno. Tutti gli artworks di Necrotombs li ha fatti lui, logo compreso. A breve farò anche delle foto per Necrotombs, così darò un volto “scenico” a chi sta dietro a tutto. Quest’anno ho intenzione di girare un video grazie all’aiuto del maestro e regista Francesco Longo, lo stesso che ha dato vita al lyric video della canzone “Embalmed With Rotten Flesh – Part 2”. Avendo già visto altri suoi lavori come “After Midnight” so già che il video sarà una bomba. Resto in attesa di vedere il suo ultimo lavoro “Clara” appena disponibile. Sicuramente collaborerò ancora con Matteo Ventura per la produzione del disco e la batteria e mi affiderò alla sua esperienza di studio per rendere il prossimo Necrotombs una “sberla sonora” per chi lo ascolta. Infine ringrazio tutti per il tempo dedicatomi e spero che i miei lavori, passati e futuri, possano piacervi. Grazie del supporto.

Facebook: http://www.facebook.com/necrotombs

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