11/07/2019 : KISS (02 Arena – London)

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Immaginate di essere nel centro nevralgico europeo della musica che amate più d’ogni altra.

Immaginatevi consapevoli di essere dentro quella bolla di ossigeno che è la O2 Arena, Londra, e calpestare il groundfloor della storia del rock. TUTTI i grandi sono passati da qui.

E da qui sono passati loro, i Kiss, per quella che dicono essere l’ultima volta.

Non resto che un ultimo sussulto e … Boom! Siamo subito travolti da “Detroit Rock City” e anche il cuore del pallido scozzese settantenne al mio fianco re-incontra una speranza perduta nel cassetto delle buone occasioni.

E questo perché loro, la band più bollente al mondo, dimostrano di saper ancora usare la propria “Love Gun”, mettendo a novanta la propria anagrafica a suon di rock n roll.

Il Folle Circo (“Psycho Circus”), però, non si ferma di certo qui, volando tanto in alto da mandare a Fuoco il Paradiso (“Heaven’s On Fire”) con l’alito infuocato di Gene Simmons, il quale, dall’alto del cielo londinese, scaglia sangue e fiamme come solo il Dio del Tuono fa (“God Of Thunder”).

E se a trenta metri dal suolo il cielo diventa un inferno, la terra trema per via di quel dio del Tempo che è Peter Criss, felina mitologica creatura che, ad un certo punto, dichiara guerra al pop rubando le scene a Lady Gaga grazie ad una “Beth” con tanto di pianoforte a coda luccicante di argentei diademi brillanti.

È tutto inutile, ormai ogni terrestre presente alla scena resta attonito come davanti ad un’invasione aliena imminente, riponendo come sempre le proprie speranze di salvezza nelle mani di un vero supereroe. Per fortuna Ace Frehley passa da quelle parti. È lui con il suo bazooka a sei corde a disintegrare l’invasione in milioni di scintille dorate (“Cold Gin”) dove, tra illusione e magia, assistiamo increduli al miracolo del primo uomo volante, ma d’altra parte sarebbe stato folle non aspettarselo da quella cometa dal volto umano di nome Paul Stanley, un semidio generato per farci sentire amati, speciali ed unici (“I Was Made For Lovin’ You”).

Molto ancora si dirà e molto ancora si potrebbe dire, ma le quattro Leggende scelgono che questa sia la fine del viaggio e allora chi siamo noi, mortali tra i mortali, a dover aggiungere altro verbo al miracolo della perfezione?

Non ci resta che il silenzio, dopo il carnevale del rock in festa, a ristorare le nostre membra stanche e lo scintillio di noi fortunati che, occhi negli occhi, abbiamo avuto l’onore di vedere i Kiss a Londra.

Un’ultima volta.

 

Setlist:

Rock and Roll
Detroit Rock City
Shout It Out Loud
Deuce
Say Yeah
I Love It Loud
Heaven’s on Fire
War Machine
Lick It Up
Calling Dr. Love
100,000 Years
Cold Gin
God of Thunder
Psycho Circus
Let Me Go, Rock ‘N’ Roll
Love Gun
I Was Made for Lovin’ You
Black Diamond

Encore:

Beth
Crazy Crazy Nights
Rock and Roll All Nite
God Gave Rock ‘n’ Roll to You II

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