Hell Bent – Apocalyptic Lamentations (2019)

Titolo: Apocalyptic Lamentations
Autore: Hell Bent
Genere: Thrash / Death Metal
Anno: 2019
Voto: 7,5

Visualizzazioni post:430

Il quintetto di Providence (USA) approda all’album dopo un demo (2016) ed un EP su cassetta (2018) con un iter di uscite da vecchia scuola, senza sparare subito un disco intero dopo appena tre prove, quattro post su Facebook e tot di “mi piace” sulla loro pagina ufficiale.
Venticinque minuti scarsi senza poter prendere fiato per otto brani ed una doppia cover degli Znowhite “Sledgehammer/Hell Bent”, grande amore dei nostri dimostrato sin dal loro stesso nome, sviscerato con questo sentitissimo omaggio per la leggenda thrash di Chicago.
Tutto l’album oscilla tra brani più marcatamente speed thrash della vecchia scuola statunitense ed una spiccata matrice hardcore, maleducatissimi assoli di chitarra e nessun momento di noia, gli Hell Bent non ce ne danno il tempo.
L’album parte subito senza compromessi e non ne concederanno alcuno sino alla fine, pezzi veloci, corti e feroci, un violento thrash in bilico tra accenni di tanti altri estremismi musicali, volgare e sguaiato, contrappuntato da una voce acida e disperata.
L’apertura “Welcome To The Dirt” suona come una dichiarazione d’intenti: una breve intro, una partenza a razzo con un tesissimo tempo medio/andante ai confini tra il thrash più marcio ed il black, ed un gustoso rallentamento da mosh assassino!
L’amalgama è tale che non sento il bisogno di elencare brani in particolare: è un disco che, complice la breve durata, si assimila facilmente nella sua interezza, fluido e scorrevole con un livello di tensione sempre altissimo.
Magari non siamo davanti all’album del secolo e non brilla certo per originalità – e neanche credo la cerchino – ma se ne percepiscono l’urgenza e la genuinità.
Non ho tante informazioni in mio possesso, solo una foto di questi ceffi nordamericani che certo non sono alle prime armi e comunque vedere una maglia dei Nihilist di fianco ad una dei Tank può quasi far immaginare cosa possa venire fuori!
Una produzione da inchino, una miscela perfettamente impastata, una registrazione slabbrata, grezza, che fa pensare ad un live in studio da quanto è genuina e potente.
Un mio personale grazie agli Hell Bent che non hanno paura di mostrare qualche imprecisione, segno che non siamo di fronte ad un manipolo di nerd che perde tempo a sistemare sul pc qualche colpo di cassa fuori griglia, ma ad un rodato gruppo che ha macinato ore di sala prove, concerti e tante, tante birre.
Prova superatissima.

Tracklist:

1.Welcome to the Dirt
2.Oppression, Enslavement, Coersion
3.Ichthyosis
4.Pandemic
5.Cerberus Unbound
6.The Season Begins
7.Prey for War
8.Scythian Horde
9.Sledgehammer/Hell Bent (Znowhite)

Line-up:

Shawn: Bass, Guitars
Brian: Drums
John: Guitars
Sam: Bass
Badger: Vocals

Link
https://www.facebook.com/hellbentri/

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