19-22/06/2019 : Copenhell 2019 (Copenhagen, Danimarca)

Visualizzazioni post:132

19-22/06/2019 : Copenhell 2019 (Copenhagen, Danimarca)

DIECI ANNI DI COPEN-INFERNO

Dieci anni fa un nuovo festival metal nasceva nella capitale danese: una scommessa chiamata Copenhell. Durava un giorno e c’era solo un palco. Ma da subito nell’area portuale dismessa di Refsaløen un’energia speciale si è sprigionata.

Ora, Copenhell è senza ombra di dubbio riconosciuto come uno degli eventi piú importanti della scena metal a livello internazionale. Sold out da più di cinque mesi con un pubblico proveniente da ogni angolo del mondo.

Photo: Gaia Micatovich

Numericamente non è enorme, infatti non si superano le 25.000 presenze, tuttavia l’organizzazione e la line-up sono degne di un festival quattro volte più grande. Probabilmente possiamo parlare di un boutique-festival.

Dal momento che è l’organizzazione che dà ad un festival l’anima, quest’anno ho deciso di non concentrarmi sui concerti ma su gli altri dettagli che compongono il festival. Faccio questo per capire se ad un metallozzo italiano conviene veramente il prezzo del biglietto e del viaggio in Danimarca.

FUCK THE LINE-UP

Uno dei grandi errori che si fanno prima di intraprendere un viaggio per un festival é a mio parere l’ossessione per il programma. Come detto prima,  quest’anno – anziché fare le corse tra un palco all’altro come un vero rocknroll-nerd – ho deciso di perdermi qualche concerto e vivere quei momenti di contorno che fanno la differenza in un festival.

Un vero salto nel buio… ma devo dire che è stata una grande decisione. Il livello di divertimento è davvero alto attorno ai palchi e, comunque, anche quest’anno torno a casa con le gambe blu, le scarpe rotte e il fegato che fa pum pum.

Photo: Gaia Micatovich

Ora vi spiego perché…

DIVERTIMENTI VICHINGHI

Appena passato il cancello d’ingresso ed aver fatto le perquisizioni di rito da parte dei sempre sorridenti e disponibili volontari, un muro composto da speaker, posti come un arco di trionfo, dà il benvenuto suonando a volume violento e sostenuto i classici metal più amati. Insomma, attraversarlo sotto le note di “Holy Diver” dà una certa emozione.

Passato l’arco, sulla destra leggo inciso su un cartello di legno “Udgård”. Si tratta dell’ingresso al villaggio vichingo. Una vera oasi alberata che contrasta con i sassi e la sabbia che predominano l’area festival. Qui non solo si trova refrigerio, grazie all’organizzazione delle associazioni ricreative vichinghe danesi (sì, esistono davvero), ma si vive una vera e propria esperienza nel loro mondo. Se siete fan della serie “Vikings” non dovete davvero perdervelo. Costumi, armi, decorazioni in legno intagliato. Si beve il Mjød, il vino fermentato al miele, lo si fa dal corno e picchia in testa come una martellata di Thor. Una volta brillo cosa può esserci di meglio che sperimentare i giochi dell’epoca vichinga? Una mazzata qui e una spadata là. È quasi un sogno.

CIBO METAL

Tutto questo bere e picchiare mi hanno aperto lo stomaco… urge asciugare e ripigliarsi.

Il servizio catering è davvero curato, ogni angolo del festival offre diverse specialità. Ce n’è davvero per tutti i gusti, dalla carnazza grigliata, al giapponese, vegetariano o vegano per i palati sofisticati, persino la pizza è di qualità e supera di gran lunga gli standard nordici. I diversi stand hanno tutti nomi che richiamano alla cultura metal.

Personalmente il vero capolavoro è stato un sandwich fatto con un pane rotondo e morbido, farcito da una fetta di collo di maiale arrostita su letto di cavolo rosso, arricchito da una maionese fatta in casa ed arricchita da pelle di maiale fritta a pezzettini. Un’esperienza quasi mistica.

SPACCA TUTTO

Dopo questa botta calorica, devo trovare un posto dove digerire in santa pace. Mi dirigo quindi verso Smadreland, dove è possibile sfogare la propria rabbia su automobili destinate alla rottamazione con mazze, martelli e pali di ferro di ogni peso e misura. Una tradizione di Copenhell che quest’anno è stata arrichita dalle gradinate dove è possibile godersi lo spettacolo. Poggio quindi le mie chiappe stanche e mi godo i campionati danesi di sfascio. Infatti ora è possibile iscriversi a squadre e i giudici decideranno chi spacca meglio e di più. Un torneo avvincente in una vera e propria arena post atomica degna di Mad Max, dove il tifo raggiunge livelli da partita di coppa.

PULIZIA e SOCIALE

E’ necessario pensare a come ridurre l’impatto ambientale durante gli eventi come i festival. Trovare il modo di ridurre il consumo di plastica diventa quindi una delle sfide alle quali stiamo assistendo. Per gli organizzatori di Copenhell, essendo Refsaløen un porto in un’area parecchio ventosa, diventa doveroso trovare il modo che meno plastica possibile raggiunga il mare.

Photo: Gaia Micatovich

Per fare questo la cauzione su ogni bicchiere di plastica è di ben 5 corone danesi (circa 80 centesimi di euro). Grazie alla collaborazione con “Hus Forbi”, la principale associazione danese che si occupa del reinserimento sociale dei senzatetto, molte persone bisognose e con tristi storie alle spalle partecipano al festival raccogliendo i vuoti. In questo modo Copenhell aiuta sia l’ambiente che il sociale. Respect!

…E BIRRA GRATIS!

Beh, col fatto che ogni bicchiere raccolto vale 5 corone e una birra ne costa 50 col mio amico ci rendiamo conto che, passando da un palco all’altro, senza nemmeno sforzarsi ci ritroviamo in mano più di 10 bicchieri a testa.

Non serve essere geni della matematica per capire che portandoli al primo bar avremo in cambio un birra fresca… sì fratelli di metal, birra gratis. Birra gratis e metallo… sicuri che questo sia l’inferno?

Ma ora parliano anche un po´di musica!

Giorno Zero… Il warm up

Per scaldare motori e fegati il warm up di questa edizione è davvero ghiotto.

Tuttavia siamo in pochi. Questo perché i Rammstein stanno suonando allo stadio nazionale Parken.

Arriveranno tutti domani.

Sul piccolo palco caldo del Pandemonium la line-up di oggi prevede i locali Like A Storm, i promettenti 1000Mods, e un tris leggendario: Eagles Of Death Metal, Immolation e Katatonia.

EAGLES OF DEATH METAL

Questa è una di quelle band che appena sale sul palco riesce a mettere tutti d’accordo.

photo: Jacob Dinesen

Eclettici e precisi forniscono a libbre un sound caldo e preciso. Sotto questo piacevole sole estivo è proprio quello che ci vuole. Riff sporchi e carisma trasudano dalle dita di Jesse Hughes che già dalle prime note conquista il pubblico coi suoi modi schietti e diretti. Al basso per il tour è stata assunta la canadese Jennie Vee, gia vista a fianco di Courtney Love. Questa donna incarna precisione e creatività per un cocktail esplosivo come una molotov lanciata in pieno cuore… che dire, ottima scelta.
A sorpresa si chiude con “Overkill” dei Motorhead. Una prova solida per loro ed un’esperienza fantastica per noi.
Dopo il concerto sono appagato e finisco al Biergarden. Come si può intuire dal nome è una grande festa della birra, una sagra del metallo. Mentre si tracannano shot e birrogeni i DJ si cimentano offrendo la compilation definitiva per una festa come si deve.
Si balla, anche sui tavoli, sulle note dei classiconi di Slayer, Iron Maiden, Megadeth ma anche Prodigy, Franz Ferdinand e Depeche Mode. Preso dalle danze e dalle birranze perdo la concezione del tempo e mi perdo Katatonia (che pare siano stati fantastici) e Immolation. Non si può essere ovunque.

GIORNO UNO

Si aprono i cancelli e ora tutta l’area è aperta. Il menù di oggi promette bene. Abbiamo in programma: Konvent, Demons & Wizards, Skindred, Stone Temple Pilots, Refused, Terror, Slash, Fever 333, Halestorm, Tool, Vltimas, Fiend.

KONVENT

Le quattro ragazze copenaghesi alla loro prima performance su un palco importante. Le ho viste per la prima volta lo scorso anno. Devo dire che l’evoluzione artistica di questa band è davvero notevole. Sono la scommessa del futuro prossimo e in molti sono in attesa del loro primo album. Conquistano il pubblico con naturalezza e nonostante l’orario brutale (sono le 13) l’area sotto il palco Pandemonium è gremita.

Ben riuscito il duetto con il cantante dei Morild (altra band danese da tenere d’occhio) Penso che la loro convincente performance sia stata uno dei migliori live di Copenhell 2019. La storia del doom e del metal danese farà di sicuro tappa qui.

DEMONS AND WIZARDS

E’ per loro che oggi ho preso ferie dal lavoro, suonano infatti già alle 14. Il golem epico creato da Iced Earth e Blind Guardian si risveglia in tutta la sua furia.

Photo: Peter Troest

La loro prestazione è epica come i loro inni, la voce di Hansi Kürsch si rivela estremamente versatile anche quando canta “Burning Times” degli Iced Earth, seguita dall’energica “Welcome To Dying” dei Blind Guardian. Il climax viene raggiunto con “Fiddler On The Green”. Meritavano di suonare più tardi. Vista l’ora l’area non è ancora piena, questa performance meritava sicuramente un pubblico più caldo.

SLASH

Photo: Jacob Dinesen

Forse non il migliore, ma di sicuro il più figo. Chi come me è cresciuto con l’appetito per la distruzione avrà sempre un posto nel cuore per Slash. Un piacere vederlo, ascoltarlo e godere di ogni assolo. Lui è un vera star. Purtroppo la performance è rovinata da un suono decisamente scadente. Per i primi 40 minuti la voce di Myles Kennedy si sente a malapena. Il tecnico del suono si sveglia per gli ultimi pezzi e grazie a “Nightrain” si salvano capra e cavoli.

HALESTORM

Ecco quella che per me è stata la sorpresa della giornata. Avevo dato una superficiale ascoltata ai loro lavori senza rimanerne convinto. Per puro caso sono in coda per prendermi una bella birra. Mi trovo proprio davanti al loro show.

photo: Hasan Jensen instagram.com/homage_photography

La forza scorre forte nella famiglia Hale. Lzzy è una front-woman di grandissimo talento, canta divinamente e suona la chitarra come pochi sanno fare e il fratello Arejay, alla batteria, è un pazzo di rara bravura. Questa è una band da vedere. In autunno gli Halestorm saranno di ritorno in Europa. Accattatevi il biglietto.

TOOL

In tanti aspettano questo momento: il ritorno dei Tool dopo 13 anni in Danimarca. Il Palco principale Helviti è gremito ma…. diciamolo pure, offrono uno dei concerti più noiosi e distaccati che abbia mai visto. Grandi schermi e scene surrealiste fanno da colonna sonora a brani che a mio parere sono pure invecchiati male. Durante l’intera performance non vi è il minimo cenno di contatto con il pubblico. Un comportamento davvero poco “metal”. A mio parere il risultato è un panino al tedio farcito alla noia.

VLTIMAS

Finalmente ci si rifà la bocca. Un concerto fatto di energia pura. Questo combo di vecchi lupi di mare death metal capitanati dal buon Dave Vincent mostra come si fa una performance solida spazzando via l’apatia della quale sono stato testimone poco tempo prima.

photo: Kent Kirkegaard Jensen

Prendono il loro maestoso “Something Wicked Marches In”, a mio parere uno dei dischi più belli del 2019 e lo suonano tutto dall’inizio alla fine, concludendo con “Black Sabbath”. Grazie di esistere.

GIORNO DUE

Oggi suonano: Cabal, Manticora, Unleashed, Trivium, Tesseract, Alien Weaponry, Pretty Maids, Bæst, Slægt, Lamb of God, Clutch, Whitehapel, Slipknot, Heilung, Belphegor.

BÆST’

Photo: Jacob Dinesen

Sinceramente mi aspettavo meglio da loro, solitamente quando suonano nei piccoli club locali sono divertenti. Forse con più esperienza riusciranno a conquistare anche i palchi più importanti.

LAMB OF GOD

Wall of death, circle pit e pogo massacro. Coi Lamb of God si alzano nuvoloni di polvere e sabbia. Senza dubbio sono la band che di più ha coinvolto il pubblico. Sotto al palco c’è un delirio. Sulle note di “Walk Me To Hell” la polvere accumulata per via del caldo secco di questi giorni sale fino al cielo.

Photo: Jacob Dinesen

Prima di finire Randy Blythe ci ricorda il suo amore per Copenhell, Copenaghen e sopratutto per Christiania, la cittadella hippy che si trova a pochi passi dal festival. Poi attacca “Redneck” e cosí sia.

CLUTCH

Che dire, cazzo che band! Uno dei gruppi che più mi aspettavo di vedere. Neil Fallon e compagni ci portano la più grande festa energetica bluesrock che ci si possa immaginare. Suonano a mille come delle turbine impazzite trasmettendo genuina euforia contagiosa.

SLIPKNOT

Probabilmente sono a mio parere la migliore live band in circolazione. I loro concerti sono leggendari ormai da anni ma ora possiamo dire che il livello della loro performance ha probabilmente raggiunto il picco.

photo: Jacob Dinesen

Un drappo gigante col loro logo in rosa cade, si parte a bomba con “People=Shit” ed è subito il caos. Ma un caos coordinato magistralmente dalla band di Les Moines. Questo è forse il miglior concerto di sempre a Copenhell.

GIORNO TRE

Nel programma Demon Head, Candlebox, Eluvetie, While She Sleeps, Living Colour, Glenn Hughes, Orange Goblin, Amon Amarth, Ten Years In Hell, Rob Zombie, Municipal Waste, Dimmu Borgir, The Psyke Projekt, Scorpions, Kvelertak, Uada.

GLENN HUGHES

Fantastico e leggendario solo come lui sa essere, sale sul palco e grazie al supporto del guitar hero Soren Andersen, Glenn Hughes snocciola il repertorio Deep Purple dal 74 al 76: “Stormbringer”, “Might Just Take Your Life”, “Sail Away”, “Mistreated”, “Smoke On The Water”… una cover (“Georgia On My Mind”)… detto nulla e si riparte con “Burn” e “Highway Star”. Amen.

AMON AMARTH

Questi birrosi vichinghi svedesi scatenano la bolgia. Probabilmente il concerto più bello della giornata, di sicuro quello più intenso.

Photo: Gaia Micatovich

D’altronde quanto prendi dal repertorio “The Pursuit Of Vikings”, “First Kill”, “The Way Of Vikings” e “Raven’s Flight” e spari fiamme vulcaniche sul palco non puoi che ottenere un successo. La forza di questa band sta nel modo in cui sul palco riescono ad essere divertenti, bilanciando magistralmente empatia e determinazione.

ROB ZOMBIE

“Ma il sole non tramonta mai qui?” questo chiede Rob al pubblico prima di farlo ballare e cantare. Travolge e coinvolge, un vero maestro dell’intrattenimento. Oltre ai suoi classici aggiunge cover di Beatles, Ramones e Metallica. Sugli schermi appaiono i testi delle canzoni in modo che tutti siano invitati a cantare. Semplicemente fantastico esserci.

Photo: Jacob Dinesen

Anche per quest’anno questo Copenhell è andato… ora ci tocca solo aspettare il prossimo anno!

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.