Enemynside – Dead Nation Army (2018)

Titolo: Dead Nation Army
Autore: Enemynside
Genere: Thrash Metal
Anno: 2018
Voto: 7

Visualizzazioni post:216

A distanza di sei anni dall’ultimo full length dal titolo “Whatever Comes”, dopo vari cambi di line-up, abbandoni, ritorni di fiamma e chi più ne ha più ne metta, si riaffacciano sul mercato discografico i capitolini Enemynside, band ormai longeva che affonda le proprie radici negli anni ’90. La presente recensione è decisamente (e mi sento di dire colpevolmente, N.d.A.) in ritardo, considerato che “Dead Nation Army“, ovvero la demo in questione, è stata prodotta e distribuita dalla band a fine 2017, e mi è stata consegnata brevi manu dallo storico chitarrista Matteo “Thrasher” Bellezza ormai quasi due anni or sono.
Chi ha seguito negli scorsi anni la scena thrash underground del nostro Stivale, non può non aver almeno sentito nominare la band romana, che si è sempre fatta in quattro per promuovere la propria musica, suonando in ogni dove; dopo una “sbandata” stilistica (i ragazzi della band mi consentano il termine) di fine anni 2000, sembrano aver ripreso la strada interrotta e debitrice di quel thrash di matrice americana che aveva contraddistinto gli esordi del combo. Per chi vi scrive un sospiro di sollievo, anche perché si sente che i Nostri (quantomeno i vecchietti del quartetto) hanno vissuto parte degli anni ’90 seguendo una scena vitale, forse in quel periodo posizionata nelle retrovie, ma rigogliosa e capace di offrire tanti spunti sonori.
Il target è americano, si ritorna a parlare lo stesso linguaggio del primo album “Let The Madness Begin”, e ancora una volta gli Enemynside rivelano la propria matrice thrash e nel contempo devota alla melodia, con le due chitarre di Francesco e Matteo che non mancano mai di elargire linee armoniche a incastro di indubbio pregio.
Diciamo che quanto detto sinora vale in particolare per i due brani che aprono la demo, mentre una certa vena che oserei definire moderna (mi sovvengono paragoni con band thrash di ultima generazione, sulla falsa riga di Trivium e compagnia cantante, per intenderci) fuoriesce in “Buried Past”, mentre in “Involution (R)evolution” gli Enemynside sembrano quasi mischiare gli stili.
“For All The Jerks” e “Devil In Disguise” sono invece maledettamente old school, come piace ai revivalisti puri ma anche a chi semplicemente apprezza gli sforzi delle band che seguono il filone nato negli anni ottanta; difficile non sentire echi e rimandi a Testament (in primis, con intarsi chitarristici dal sapore orientale a farla da padrone), Forbidden ed Exodus. Sia chiaro, quanto detto va preso come un complimento, perché come tale si configura.
Un prodotto genuino e personale, niente di originale certamente, ma si nota che il quartetto ha voglia e passione, e vuole ricalcare le amate sonorità spingendosi a fondo nella cura dei particolari; un prodotto che sazierà i thrashers sempre alla ricerca di volti nuovi, più che di nuove sonorità.
È nel frattempo ufficialmente uscito il nuovo album “Chaos Machine” per Rockshots Records, la formazione è ormai stabile dal 2016, anno in cui i Nostri sono ripartiti dopo tre anni di pausa : gli Enemynside hanno ancora molto da dire e si spera lo facciano ancora per parecchi anni! Supporto!

Tracklist:

01. For All The Jerks
02. Devil In Disguise
03. Buried Past
04. Involution (R)evolution

Line-up:

Francesco “Frallinsane” Cremisini – Chitarra, voce
Matteo “Thrasher” Bellezza – Chitarra
Andrea Pistone – Basso
Fabio Migliori – Batteria

Website: http://www.enemynside.com

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