11/12/2019 : Municipal Waste + Toxic Holocaust + Enforcer + Skeletal Remains (Slaughter Club – Paderno Dugnano)

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11/12/2019 : Municipal Waste + Toxic Holocaust + Enforcer + Skeletal Remains (Slaughter Club – Paderno Dugnano)

Tour davvero interessante per chi bazzica l’underground thrash ed heavy, come farsi scappare l’occasione per presenziare? Il big boss chiama a raccolta, gli sgherri rispondono immediatamente all’invito…

Devo dire che la mancanza di social non mi aiuta nell’essere aggiornato sui vari tour che passano anche per il nostro stivale, quindi scoprire casualmente la settimana precedente da una locandina all’ingresso dello Slughter Club di Paderno Dugnano (in occasione della performance degli Exciter) del carrozzone in arrivo in data 11 dicembre mi aveva già messo l’acquolina in bocca. A parte i Toxic Holocaust, per cui non ho mai provato grande attrattiva, seguo tutt’oggi con interesse le mosse delle altre tre band, quindi la possibilità di vederli all’opera in un colpo solo era troppo ghiotta per sprecarla.

Lo Slaughter Club non ha una buona nomea in quanto ad acustica, complice il luogo stesso che favorisce la dispersione dei suoni, ma c’è da dire che, pur non potendo gridare al miracolo, il locale sta lavorando per offrire ai propri clienti la miglior esperienza possibile. Ovvio che conoscere i brani di chi suona, in un contesto similare, è un aiuto in più, ma decisamente riduttivo per chi ha interesse nello scoprire band nuove.

Bando alle ciance, purtroppo (o per fortuna, sul piano della precisione) i concerti sono partiti come schedulati, quindi gli Skeletal Remains, gli unici mai visti live dal sottoscritto per i quali nutro un forte interesse, vista la passione comune per un certo modo di intendere il death metal, hanno attaccato alle 19:30 e finito poco prima che potessi varcare la soglia del locale, quindi persi in toto con sommo dispiacere. Speriamo ci sia modo di rivederli in futuro, magari non proprio in apertura di serata.

ENFORCER

Tocca ora agli svedesi Enforcer, con una formazione rimaneggiata, almeno a quanto è dato vedere: troviamo sempre la figura del mastermind Olof Wikstrand, voce, chitarra ritmica e solista, troviamo il nuovo acquisto alla chitarra e i suoi baffoni, Jonathan Nordwall, abbiamo un turnista dietro le pelli al posto dell’altro Wikstrand (Jonas), di cui ignoro il nome, infine l’ormai ex membro Joseph Toll al basso, a sostituire (parrebbe temporaneamente) Tobias Lindqvist. La band prende brani da tutti gli album escluso il debutto “Into The Night”, compreso l’ultimo e forse più criticato “Zenith”, per via di una millantata piega AOR che probabilmente è solo nella testa di chi non conosce il genere citato, e non ci sta con tempi e ritmiche più ragionate che la band ha introdotto nel proprio sound. D’altro canto, i Nostri usufruiscono di un solo brano da “Zenith”, probabilmente per via del poco tempo a disposizione, per cui in generale la setlist non è corposa, però la scelta è quantomeno particolare. Va detto che, se strumentalmente la prova è potente ed il quartetto è preciso e pulito, la voce di Wikstrand risente delle serate già trascorse in tour, e risulta parecchio sforzata e poco incline a raggiungere le note più alte, pur essendosi scaldato verso il finire della performance. La scaletta è un mix di brani veloci e mid tempos, ben dosata, con chiusura affidata a due due
brani più noti e riusciti, ovvero “Take Me Out Of This Nightmare” e “Midnight Vice”, che salutano un pubblico che ha partecipato e si è emozionato con loro. Ma una domanda resta: reggeranno alla prova del tempo? Lo scopriremo nei prossimi anni…

Setlist:
Destroyer (“From Beyond”)
Die For The Devil (“Zenith”)
Undying Evil (“From Beyond”)
From Beyond (“From Beyond”)
Death Rides This Night (“Death By Fire”)
Mesmerized By Fire (“Death By Fire”)
Take Me Out Of This Nightmare (“Diamonds”)
Midnight Vice (“Diamonds”)


foto di repertorio

TOXIC HOLOCAUST

Palla al trio dei Toxic Holocaust, sempre capitanati dal deus ex machina Joel Grind. Molta gente è lì per loro, alcuni esclusivamente per loro, e l’assembramento e la calca che ora più di prima si notano in sala lo dimostrano; i Nostri non perdono tempo in parole, ma passano immediatamente al sodo, e con uno show senza effetti funambolici caricano comunque i presenti in attesa del gran finale. Non so dire se il minutaggio del live del trio è usuale, ma gli 11 brani proposti stasera coprono giusto tre quarti d’ora (scarsi), forse un po’ poco per i fans della band, ma comunque in grado di scaldare i presenti al punto giusto; come detto, non c’è spazio per presentazioni ne’ per troppe parole, e il biondocrinito frontman, che in questo caso si cimenta con il basso oltre che con la voce, introduce sinteticamente i brani e si fa bastare qualche gest per aizzare la folla a far caciara sulle note dei suoi brani. Uno sguardo praticamente sull’intera discografia, che sembra aver soddisfatto i fans, pur restando penalizzati da suoni non del tutto definiti.

Setlist:
Nuke The Cross (“An Overdose Of Death…”)
Death Brings Death (“Conjure And Command”)
In The Name Of Science (“An Overdose Of Death…”)
Silence (“Chemistry Of Consciousness”)
Gravelord (“An Overdose Of Death…”)
Acid Fuzz (“Chemistry Of Consciousness”)
The Lord Of The Wasteland (“An Overdose Of Death…”)
War Is Hell (“Evil Never Dies”)
666 (“Evil Never Dies”)
Awaken The Serpent (“Chemistry Of Consciousness”)
Bitch (“Conjure And Command”)


foto di repertorio

MUNICIPAL WASTE

Seppur tanti li denigrino, seppur altrettanti non li considerino niente più che un fenomeno da baraccone, va detto che i Municipal Waste solcano i più disparati palchi da quasi vent’anni, ed hanno raggiunto fama mondiale continuando ad insistere con la loro semplice e diretta formula a base di birra, erba (quella bbbuona), feste e thrash metal. Aggiungete che la formazione è praticamente inalterata dal secondo “Hazardous Mutation” del 2005, eccezion fatta per l’ingresso di una seconda chitarra nella persona di Nick Poulos (già nei Volture di Ryan Waste), e
il gioco è fatto: la calda e numerosa affluenza che li ha accolti in quel dello Slaughter è tutta guadagnata, alla faccia dei detrattori.Già visti in azione con la nuova formazione in occasione di un loro precedente passaggio italico, sono in Europa per presentare il nuovo EP “The Last Rager”, di cui hanno eseguito un solo brano, per poi lasciare spazio a tutti quelli che ormai sono diventati dei classici, dal vivo e non. Non disdegnano nemmeno un brano dalla loro prima demo, e devo dire che per me è stata proprio una sorpresa.
Un’ora e poco più basta al quintetto per radere al suolo lo Slaughter Club, con una massa di scalmanati che ci hanno messo del loro per rendere la festa interessante, tra pogo piuttosto furioso in certi momenti e crowd surfing di rito, che in concerti del genere non manca mai. Visto dalle retrovie, dove mi trovavo in tutta tranquillità, non ho fatto caso a quanto invece commentato da un ragazzo che ha assistito allo show dalla transenna, ovvero che la security a fronte palco non era particolarmente abituata alla situazione in atto ed era impreparata a gestirla (per non dire altro), la classica situazione in cui è più facile che qualcuno si faccia male. A parte tutto ciò, con una staffilata dietro l’altra, un Tony Foresta sempre su di giri ad un certo punto ha raccontato come qualcuno del management gli avesse prospettato che quella dell’11 dicembre a Paderno Dugnano sarebbe stata la peggiore serata del tour, ma la risposta del pubblico diceva esattamente il contrario: classica paraculata? Chi può saperlo, ma c’è da dire che fa comunque piacere sentire commenti simili.
Tra draghetti e bambole gonfiabili, gentilmente dati in pasto agli astanti da qualche buontempone (ricordo di aver visto una scena simile la volta precedente, ma essendo estate c’era un materassino gonfiabile a volare sul pubblico), giovani e vecchi fans della band hanno urlato e sudato con loro, riempiendo il locale di adrenalina; la band è davvero precisa nell’esecuzione, Dave Witte e Land Phil (quando si sentiva abbastanza distintamente) sono decisamente un motore ritmico stupefacente, e l’innesto del nuovo chitarrista, sicuramente meglio del buon Ryan Waste in fase solista, ha apportato nuova linfa vitale alla band. I brani sono quelli che leggete nella setlist qui di seguito, se amate la band non hanno bisogno di troppe presentazioni e sono garanzia di un’ottima riuscita della serata!
Una nota di demerito per le luci, già notata in altre serate; per tutti i primi concerti sono state piuttosto fastidiose, sono migliorate solo a seguito dell’esplicita richiesta dei Municipal Waste, a concerto già iniziato, di impostarle in maniera diversa. Non resta che attendere una nuova calata italica, speriamo a breve e per la promozione di un nuovo album!

Setlist:
Unleash The Bastards (“Hazardous Mutation”)
Mind Eraser (“Hazardous Mutation”)
You’re Cut Off (“The Fatal Feast (Waste In Space)”)
The Thrashin’ Of The Christ (“Hazardous Mutation”)
Poison The Preacher (“Slime And Punishment”)
Shrednecks (“Slime And Punishment”)
Beer Pressure (“The Art Of Partying”)
Thrashing’s My Business… And Business Is Good (“Municipal Waste”)
Wave Of Death (“The Last Rager”)
Headbanger Face Rip / Intro / Slime And Punishment (“The Art Of Partying” / “Slime And Punishment”)
Breathe Grease (“Slime And Punishment”)
Wrong Answer (“Massive Aggressive”)
Under The Waste Command (“Slime And Punishment”)
Sadistic Magician (“The Art Of Partying”)
Think Fast (“Slime And Punishment”)
Substitute Creature (“Waste ‘Em All”)
Bangover (“Hazardous Mutation”)
Born To Party (“The Art Of Partying”)

Encore:
Switch 625 (Def Leppard cover)
The Art Of Partying (“The Art Of Partying”)


foto di repertorio

La fine delle danze era segnalata per la 1:30, ma già alle 23:40 scarse, io e compare Chris siamo in macchina di ritorno a casa…
Per quest’anno e per il sottoscritto, stagione concertistica chiusa, si riparte il prossimo 2020 col botto, già il 18 gennaio (e sempre allo Slaughter Club) coi Candlemass, arrivederci a chi sarà della partita!

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