Ibridoma – City Of Ruins (2018)

Titolo: City Of Ruins
Autore: Ibridoma
Genere: Heavy Metal
Anno: 2018
Voto: 6,5

Visualizzazioni post:436

Molta gente è dell’idea che certa musica richieda, anzi, esiga a gran voce una certa tipologia di sonorità (senza dover chiamare in causa l’attitudine, che in quel caso porta invece a rinchiudersi in cerchi elitari, dove chiunque non risulta nei canoni viene messo alla porta); chi scrive appartiene a questa cerchia, senza sapere se definirla ristretta o meno, perché ritiene che l’heavy metal sia una musica che chiami a gran voce suoni ruvidi e sporchi, o quantomeno il più naturali possibile. I prodotti patinati che le grandi etichette ci propongono oggigiorno sono specchietti per le allodole, dove dietro a tanta pomposità si nasconde una tremenda carenza di idee e tonnellate di banalità fatta a riff. Non è il caso degli Ibridoma, capiamoci; stiamo parlando di una band di appassionati, lo si sente trasudare dalle note del nuovo “City Of Ruins“, oltre che di ottimi musicisti e di discreti songwriter, ma i suoni che hanno ritenuto ottimali e certi arrangiamenti decisamente moderni diminuiscono l’interesse per il prodotto, almeno per chi l’heavy lo vuole sporco e ruvido, vedi sopra.
Conosciuti con il primo ed omonimo album, uscito per la ormai defunta SG Records 9 anni fa, persi un po’ di vista con i due successivi lavori e ripescati con il nuovo album, uscito ormai più di un anno fa nell’ottobre 2018 per Punishment 18 Records. Il target è rimasto piuttosto similare, un heavy metal “vecchio” nelle intenzioni, nuovo nella presentazione, ma ora inframezzato da soluzioni più accessibili; la durata non è eccessiva, sono 10 brani per 36 minuti di musica, il che lo rende molto gradevole e non dispersivo ed alla lunga pesante da digerire.
Provate ad ascoltare il terzo brano del lotto, “T.F.U.”, e immaginatelo con un suono alla Angel Witch, giusto per citare un nome noto: il risultato potrebbe cambiare completamente e già così la canzone ha spessore; per contro, un brano come “Di Nuovo Inverno”, per il quale i Nostri hanno anche realizzato un videoclip, ha un flavour decisamente più “contemporaneo”, ma non riesce a catturare come il precedente. La titletrack, incentrata sugli eventi sismici che hanno sconquassato le zone di provenienza degli Ibridoma, ascoltata con lo spirito che alimenta musica e testo, rende in toto nella sua vena “tragica” ma al contempo di speranza e voglia di ripartire. Anche un brano come “Angel Of War”, che ha tiro e “attitudine”, avrebbe forse reso maggiormente con quella vena grezza tipica dell’heavy metal ottantiano. I suoni moderni snaturano quello che potrebbe essere il vero “mood” degli Ibridoma, perché si percepisce quanto il loro sound sia comunque legato alla tradizione (perdonate l’abuso di terminologia anglosassone).
Intendiamoci ancora, la proposta degli Ibridoma è certamente ben inquadrata, ben eseguita e ben studiata, il problema sta più nell’attenzione alla ricerca del riff catchy piuttosto che alla scrittura di cazzuto heavy metal, che quando fuoriesce dal coro brilla per autenticità, anche se può sembrare un controsenso.
Sarà, ma nel 2019 le mie vecchie orecchie continuano a preferire heavy metal riproposto col cuore pur se poco originale, mentre l’ibrido tra classico e moderno appare una forzatura, ma è un giudizio talmente soggettivo che va decisamente preso con le pinze. Ciò non toglie il valore degli Ibridoma e nella fattispecie di “City Of Ruins”, dategli più di una chance e comunque non ve ne pentirete, supporto!

Tracce:

01. Sadness Comes
02. Evil Wind
03. T.F.U.
04. Di nuovo Inverno
05. City Of Ruins
06. Angel Of War
07. My Nightmares
08. Fragile
09. Terminator
10. I’m Broken

Formazione:

Christian Bartolacci – Voce
Marco Vitali – Chitarra
Sebastiano Ciccalè – Chitarra
Leonardo Ciccarelli – Basso
Alessandro Morroni – Batteria

http://www.ibridoma.com
http://www.punishment18records.com

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