MadHour – Hell Hotel (2019)

Titolo: Hell Hotel
Autore: MadHour
Genere: Heavy Thrash
Anno: 2019
Voto: 6.5

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Nuovo album per i varesotti MadHour, formazione nata dalla volontà del Teo (ex bassista dei Longobardeath) di dedicarsi prima ad un heavy metal canonico, poi imbastardito da una sempre più corposa dose di thrash, che sfocia nelle composizioni che compongono la seconda fatica della band, che risponde al nome di “Hell Hotel“. Prosegue l’usanza di usare il titolo dell’album/demo precedente per uno dei nuovi brani, ed infatti troviamo al terzo posto “Ghost Town”, dal precedente e primo lavoro datato 2014; sono quindi cinque gli anni trascorsi dall’ultima release, che hanno visto almeno tre defezioni, causa di continui ritardi nell’uscita di “Hell Hotel”, che nei piani della band doveva essere già disponibile da almeno un anno e mezzo abbondante. Laura e Sara, rispettivamente voce e chitarra nel primo “Ghost Town”, hanno già da qualche tempo ceduto il proprio posto, preso oggi sempre rispettivamente da Francesca e da Albe; prosegue quindi la “tradizione” di avere una figura femminile dietro al microfono, con la differenza sostanziale che l’attuale cantante fa uso in primis di scream vocals e solo a corredo del tutto di una voce pulita, che non regge decisamente il confronto con l’altra faccia della medaglia, in quanto poco incisiva e poco “heavy”, se paragonata alle voci di rocciose donne che hanno plasmato il sound di certe band. Non ci si riferisce assolutamente a note formazioni alla Nightwish e compagnia cantante, che sembrano spopolare da ormai troppi… molti anni a questa parte, ma a complessi “minori” che hanno potuto vantare donne fenomenali come Leather Leone, Dawn Crosby, Ann Boleyn, Nicole Lee, Melanie Bock e molte altre.
Come anticipato, la proposta consta ancora di una massiccia dose di classico heavy metal, ma l’ombra di un thrash canonico fa capolino in molti dei brani presentati; la pecca di “Hell Hotel” non è tanto l’originalità (non un problema se la dose di personalità è forte), ma la varietà fra i brani. Molti riff, o meglio molte soluzioni sonore, riecheggiano durante l’ascolto, finendo per dare una sensazione di déjà-vu se non si è più che attenti a coglierne le differenze; per fare un esempio, non è difficile che ascoltando “King Of The Night” e “The Way Of The Damned” notiate nel ritornello la stessa progressione ritmica e songwriting e lo stesso vale per alcune strofe.
L’album parte con un ottimo terzetto: le variegate “Voice Of Destruction”, “Nameless” e “Ghost Town” filano via che è un piacere e mostrano una band che sa mutare in continuo senza perdere l’identità e che ha trovato una sua dimensione, rimanendo di proposito nei modelli già tracciati del genere. Una maggiore eterogeneità nel prosieguo avrebbe fatto di “Hell Hotel” un centro pieno. La durata del disco, poco più di 35 minuti, fa comunque sì che il tutto scorra piacevolmente: un’altra realtà che si unisce alle tante che non tartassano più l’audience con minutaggi ciclopici, ma va dritta al sodo con brani che non si perdono in troppi orpelli o in autocompiacimenti vari.
Un appunto decisamente soggettivo è rivolto alle scelte in sede di registrazione, che alle orecchie di chi scrive risulta fin troppo “moderna” per i Nostri; un suono più grezzo (ma comunque curato, s’intende) favorirebbe una riuscita sonora più consona ai MadHour, ma come segnalato è un mero parere che ha poco a che vedere con una visione oggettiva della situazione in atto e non toglie la qualità e la cura nei suoni ad opera dell’Elnor Studio, oltre alla bravura nell’esecuzione.
Il consiglio è assistere ad una prova live dei MadHour, dove il quintetto offre il massimo e diverte il pubblico; speriamo di non dover attendere altri cinque anni per una nuova fatica in studio, che sarà sicuramente l’ennesimo passo avanti per una band che non sembra intenzionata a fermarsi nè a scendere a compromessi. Supporto!

Tracce:

01. Voice Of Destruction
02. Nameless
03. Ghost Town
04. Condemned To Reality
05. From My Ashes
06. King Of The Night
07. The Way Of The Damned
08. Mother Of All Lies
09. Buy Your Glory
10. Drink From Your Skull

Formazione:

Matteo “Ul Teo” Lavazza – Basso
Paolo Tanasi – Chitarra solista
Michele Ercolano – Batteria
Albe – Chitarra ritmica
Francesca Tosi – Voce

https://www.facebook.com/MadHour-102521671536/

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