Black Hawk – Destination Hell (2020)

Titolo: Destination Hell
Autore: Black Hawk
Genere: Heavy Metal
Anno: 2020
Voto: 7

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Il 2020 è un anno importante per i tedeschi Black Hawk: essendo nata nel 1981, la band taglia il ragguardevole traguardo dei quarant’anni d’esistenza, intervallati da una breve pausa tra fine anni novanta e l’inizio del nuovo millennio. Per celebrare a dovere l’ingresso negli “anta”, i Nostri hanno messo insieme una manciata di date live che li porterà in giro per la natìa Germania (previsto anche uno sconfinamento in Francia) e, soprattutto, pubblicano il nuovo album “Destination Hell”, il settimo della loro carriera ed il terzo con impresso il marchio di Pure Underground Records. Un disco che ci presenta una formazione ridotta a quattro elementi (il chitarrista Günny Kruse ha lasciato la band nel 2016 ed è tornato nei Paragon) in cui è rimasta immutata la devozione per l’heavy metal tradizionale: rispetto al precedente “The End Of The World”, su questo “Destination Hell” è più accentuata la componente metallica teutonica di primi Helloween e Running Wild, stabilmente poggiata su una base britannica che può far pensare ai Saxon ed ai Judas Priest. Competenza e passione non difettano certo ai Black Hawk, autori di un album che, come detto, si muove entro i ben definiti paletti sonori della tradizione metallica – sinceramente, dalla band non mi aspetto nulla di diverso – con una tracklist che si presenta abbastanza variegata, tra pezzi più ruvidi come la titletrack ed “Hate” (brano che si apre su un ritornello maggiormente melodico), la scoppiettante “Smoking Guns”, il sapore malinconico della robusta ballata “Bleeding Heart” (dove il cantante Udo Bethke duetta con sua moglie Conny), la solida “Time”, la diretta “Speed Ride” e la possente e più oscura “The Eyes Of The Beast”. Da segnalare, infine, l’heavy metal di “Masters Of Metal”, nel cui testo i Black Hawk celebrano i Maestri inserendo i titoli di pezzi che hanno fatto la storia del nostro genere. Un guitarworking vigoroso tanto quanto l’apporto della sezione ritmica, melodie dirette ed un cantante che assolve dignitosamente ai suoi doveri completano il quadro di un album dai brani qualitativamente omogenei ed, in generale, allineato con i suoi predecessori, soprattutto con il più recente “The End Of The World”. In conclusione, “Destination Hell” è un disco ben fatto e ricco di sostanza, complessivamente più che soddisfacente ma non essenziale: se già li conoscete, sapete bene che con i Black Hawk non correte il rischio di imbattervi in modernismi e contaminazioni, qui c’è solo heavy metal come tradizione comanda!

Tracce:
1. Hate
2. Destination Hell
3. Smoking Guns
4. Time
5. Voices From The Dark
6. The Eyes Of The Beast
7. Speed Ride
8. Bleeding Heart
9. Under Horizon
10. Masters Of Metal

Formazione:
Udo Bethke – voce
Wolfgang Tewes – chitarra
Michael “Zottel” Wiekenberg – basso
Matthias Meßfeldt – batteria

Ospiti:
Renato Angelo (Silent Saga) – tastiere
Conny Bethke (Bleeding Heart)- vocals
Carsten Meyer – backing vocals

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