Trick Or Treat – The Legend Of The XII Saints (2020)

The Legend Of The XII Saints
Titolo: The Legend Of The XII Saints
Autore: Trick Or Treat
Genere: Power Metal
Anno: 2020
Voto: 8,5

Visualizzazioni post:645

Per rendere completa questa recensione è impossibile evitare di snocciolare alcuni punti che devono essere ben chiari a voi lettori per capire fino in fondo questo nuovo album marchiato Trick Or Treat dal titolo emblematico “The Legend of the XII Saints”.

Primo: I Trick or Treat sono ormai una band più che affermata sia in ambito Italiano che Mondiale, freschi di un recente tour in Giappone e soprattutto della militanza del singer Alessandro Conti nelle band Luca Turilli’s Rhapsody, Lione / Conti e attualmente in forze agli svedesi Twilight Force.

Sono sempre stati portavoce di un power metal melodico che prende spesso ispirazione dagli Helloween, di cui erano tribute band ai loro albori, ma hanno sempre saputo tenere un proprio stile nelle loro produzioni e soprattutto si sono sempre contraddistinti per un tipo di immagine diversa dal classico “metal”. I cinque musicisti non hanno mai nascosto la loro passione per una certa cultura nerd che grazie a film Marvel (a partire da Iron Man del 2008) e la famosissima serie TV “The Big Bang Theory” si è diffusa in tutto il mondo diventando da nicchia per studenti del liceo a vero e proprio fenomeno di massa. E questa passione ha preso forma e musica nell’album “Re-Animated” disco prodotto in crowdfunding con i fan, dedicato a cover delle sigle dei cartoni animati italiani (e non solo) dell’epoca che fu costellato di chicche notevoli e di grandi ospiti (Giacomo Voli, Chiara Tricarico, Damnagoras ecc…) per variare ancora di più l’opera.
in questo album era presente la cover “Pegasus Fantasy”, prima memorabile sigla dei Cavalieri dello Zodiaco (all’epoca originariamente cantata dal compianto Massimo Dorati). Facile immaginare che Conti, Benedetti e Venturelli (sappiamo da alcune interviste che il batterista Luca Setti era digiuno dell’argomento e il bassista Leone Villani Conti non era appassionato come gli altri) fossero profondi conoscitori e amanti del manga e dell’anime.

Secondo: l’opera fumettistica Saint Seiya di Masami Kurumada è stata pubblicata inizialmente nel 1985 in Giappone come Manga (i fumetti giapponesi) mentre l’anno successivo è stata trasmessa l’anime; arriva, con il nome di “I Cavalieri Dello Zodiaco”, in Italia con la serie animata nel 1990 su alcune Tv private e poi grazie alla ormai defunta GrataPress arrivano anche le prime pubblicazioni dell’anime (ripreso a metà anni 2000 da Star Comics). Per dovere descrittivo cerco di riassumere la trama in breve poiché sarà utile all’analisi dei testi delle canzoni di questo album, sebbene l’opera sia molto vasta, quindi i conoscitori e i fan di Saint Seiya mi perdoneranno se non mi dilungo sui dettagli: circa ogni 250 anni la Dea Athena si reincarna sulla Terra per poter combattere la guerra santa contro Ade e impedire che altre divinità conquistino l’umanità, poiché Athena ne è la protettrice. La Dea ha al suo servizio una schiera di guerrieri detti “Santi di Athena” (Cavalieri dello Zodiaco, nel primo adattamento italiano e poi mantenuto), divisi in ranghi, bronzo, argento, oro. Ognuno di questo Santi dopo un allenamento brutale lungo anni viene investito di una cloth (armatura) che fa riferimento ad una costellazione celeste: pegaso, cigno, aspide, orsa, segugio, aquila, drago, ofiuco ecc. Di questi guerrieri 12 sono i Gold Saint, i dodici Santi con l’armatura d’oro dei dodici segni zodiacali sull’ellittica del sole, che sono i guerrieri più forti della Dea.

Nella nostra epoca al Santuario di Athena il cavaliere del Sagittario Aiolos (Micene) salva l’infante che è la reincarnazione di Athena, la cui vita viene attentata proprio dal Papa (Grande Sacerdote) del suo culto. Aiolos riesce a costo della propria vita a mettere in salvo la piccola Saori (Lady Isabel) nelle mani di un ricco magnate Giapponese lasciandogli la veste d’oro del Sagittario.

Tredici anni dopo la giovane si circonda dei suoi giovani Cavalieri per impedire al Grande Sacerdote di agire in suo nome e conquistare il potere. I cinque cavalieri di bronzo devoti alla vera Athena, Seiya di Pegasus, Shiryu di Dragon, Hyoga di Cygnus, Shun di Andromeda e Ikki di Phoenix  giungono con Saori ai piedi del Santuario di Athena, quando un nemico, Saint d’argento della Freccia, ferisce con una freccia d’oro la giovane Dea. Solo il Grande Sacerdote può estrarre la freccia e i 5 Santi dovranno attraversare le Dodici Case, presiedute dai dodici cavalieri d’oro entro dodici ore, scandite dalla meridiana dello zodiaco, che campeggia in bella mostra nell’artwork di “The Legend Of The XII Saints”.

Terzo: L’album! Finalmente il cappello introduttivo si conclude. Dodici canzoni per dodici cavalieri d’oro (più un intro e un outro), una carrellata di power metal vario ed elegante, a tratti malinconico, a tratti violento, a tratti epico. La produzione è avvenuta in vari mesi ad opera di Eddy Cavazza, mentre le tastiere vedono ospite Alessio Lucatti (Vision Divine). E’ impossibile in questo frangente scindere la musica dal testo, poiché le canzoni sono costruite sulla base dei Gold Saints, quindi anche l’approccio musicale è dettato da ciò che il cantato dice. Inoltre apprezzo molto che il titolo della canzone richiami il colpo segreto del Cavaliere.
Muovo subito un applauso ad Alessandro Conti, non solo per la prova vocale, quanto per l’abilità nella stesura dei testi, poiché non si è limitato a raccontare cosa succede ripercorrendo pedissequamente la storia narrata nel manga/anime, ma in ogni canzone ha voluto addentrarsi nella psicologia del singolo guardiano della casa, raggiungendo notevoli picchi.
Non sono un grande amante delle recensioni Track By Track, ma non vedo alternative in questo caso.

ARIES – “Stardust Revolution” è un opener perfetta, doppia cassa guida e melodia efficace introducono esattamente come Mu di Aries ebbe guidato i Santi di bronzo alla scoperta del settimo senso e verso chi sta manovrando i Cavalieri d’oro nell’ombra.

TAURUS – “Great Horn”, è massiccia, come il Saint del Toro, un bestione brasiliano colossale, tant’è che anche il riffing di chitarra si fa aggressivo, richiamando a tratti in djent americano mischiato un approccio prog, esplodendo in un ritornello meno memorabile del precedente ma calato perfettamente nella canzone. Gran prova del batterista Luca Setti che anche su tempi non sempre lineari si dimostra a suo agio

GEMINI – “Another Dimension” mostra perfettamente la dualità del segno dei gemelli grazie all’ospite Yannis Papadopoulos (in forze ai Beast in Black) che in coppia con Conti sfornano una prestazione da manuale del power metal. E proprio su lidi tipicamente Power Metal i torna con questo brano, con un up tempo decisamente epico, che vede nei testi la dualità e il conflitto fra le due anime, buona e malvagia, di Saga (Arles) di Gemini, che scopriremo poi essere il vero nemico, colui che attentò alla vita della giovane Athena e che incriminò per tradimento Aiolos (micene) di Sagitter (questa informazione ci servirà a breve).

CANCER – “Underworld Wave” descrive la cattiveria del cavaliere del Cancro, custode della quarta casa costellata dei volti dei nemici defunti del cavaliere che sussurrano e piangono all’interno della casa, destinati a vagare nell’oltretomba, alle porte di Ade. Finalmente spicca anche il basso di Leone Villani Conti, nell’intro e sebbene la canzone resti molto armonica e melodica, formando un mid tempo a volte molto frizzante, la parte centrale più cadenzata, con il coro che richiama il nome del cavaliere DeathMask, offre uno stupendo assolo di chitarra di Venturelli e Benedetti.

LEO – “Lightining Plasma”, il vero capolavoro dell’album, un inno power metal al cavaliere del Leone. Up tempo diretto, a volte molto canonico ma che grazie all’interpretazione di Alessandro Conti diventa una botta melodica di primo livello. Notevole anche il testo che lascia trasparire il dubbio di Ioria, fratello di Aiolos, destinato per sempre ad essere marchiato come fratello del traditore, in cui si chiede se davvero il sacrificio del fratello sia servito a salvare la Dea. Mi aspetto che dal vivo questa canzone sia un mezzo capolavoro.

VIRGO – “Tembu Horin”, segna un passo verso lidi strettamente più progressive, in cui le tastiere di Lucatti si fanno più presenti, mentre il ritornello richiama sonorità più Rhapsodiane proprie del singer Conti. Liriche incentrate sulla vicinanza del Cavaliere al concetto di Divinità.

LIBRA – “One Hundred Dragon Force”, un mid tempo potente in cui le chitarre ripercorrono armonie di maideniana memoria, miscelate a vaghe sonorità di stampo orientale, a richiamare i cinque picchi di cui il vecchio maestro Dohko, maestro di Sirio, è custode e una spinta morale verso il ritornello in pieno stile Trick Or Treat.

SCORPIO – “Scarlet Needle”, la cuspide scarlatta dello scorpione riporta subito alta l’asticella con un Up tempo cupo e veloce, forse il più veloce di tutta l’opera, in cui però il ritornello rallenta il tutto mostrando sia in musica che liricamente il dubbio del cavaliere di Scorpio sulla sua lealtà verso il Grande Sacerdote. Che le sue azioni non fossero indirizzate nel verso giusto? Solo il tempo lo dirà.

Nel mentre le quindici punture dello scorpione colpiscono nel segno.

SAGITTARIUS – “Golden Arrow”. Se siete fan dei Cavalieri dello Zodiaco sapevate già che questa sarebbe stata la Power ballad, e così è. Struggente, ma potente pur rimanendo su tempi lenti non rinuncia alla distorsione sulle chitarre e costruisce uno stupendo coro sul ritornello. La grande conoscenza della band li porta a inserire addirittura un sample del doppiaggio italiano dell’anime in cui lo spirito del cavaliere enuncia il suo testamento ai nuovi eroi: “Cavalieri che qui siete giunti, dono a voi la cura e la salvezza di Atena… dono a voi la cura e la salvezza di Athena”. Lacrimuccia nostalgica obbligatoria. Un plauso ai Trick Or Treat.

CAPRICORN – “Excalibur”, di nuovo un up tempo classicamente power in cui il cavaliere del Capricorno è benedetto dalla dea Athena con la spada Excalibur. Purtroppo risulta il brano più debole dell’intero lavoro, che non spicca mai e anzi, resta soffocato dagli altri brani nettamente superiori.

AQUARIUS – “Diamond Dust”, è un mid tempo che spesso spinge sull’acceleratore ma che rispetto alla canzone precedente ha un pathos notevole e il ritornello è molto coinvolgente, richiamando sonorità affini agli Stratovarius dell’epoca Infinite (che il freddo finnico si abbini bene allo zero assoluto che il cavaliere dell’acquario evoca?). Liricamente funziona benissimo l’ipotetico dialogo con il cavaliere di Cygnus, protetto del Gold Saint e la lotta dello stesso per far superare all’allievo, il maestro.

PISCES – “Bloody Rose”, un brano potenzialmente pericoloso, sul guerriero dotato di straordinaria bellezza, che si affida alle sue rose per risucchiare l’energia dai nemici. La canzone è un tempo medio abbastanza rallentato, in cui di nuovo torna Lucatti a riempire con le tastiere. Sonorità quasi pop rock velate di metal portano alla scalinata finale verso il tempio di Athena.

Conclusione

Abbiamo ultimato la scalata, resta solo Last Hour, l’outro acustico governato dalle chitarre e dal coro in latino finale.

Un progetto davvero epocale questo dei Trick Or Treat, che oltre alla campagna crowdfunding ha visto anche presentare da Marzo 2019 ogni mese una canzone nuova nel mese del segno, partendo da Ariete, pubblicata su Youtube come lyric video, tenendo attivo il nome della band per più di un anno. Operazione di marketing musicale moderno e intelligente.
Aggiungiamo che la band abbia sfruttato appieno le capacità artistiche di Conti (che di mestiere fa il tatuatore fra l’altro), sfornando un artwork originale per ogni Cavaliere, dimostrando una dedizione al progetto imprescindibile.

Quindi, riassumendo, “The Legend Of The XII Saints” è una grande opera di power metal classico, con molte varianti che qua e la fra le canzoni dell’album fanno capolino e donano freschezza a tutto il lavoro. Indiscutibili le parti musicali e vocali, proposte da una band formata da musicisti di altissimo livello.
Si nota confrontando con il precedente “Re-animated” la produzione un pochino meno lucida e potente, ma sono dettagli che passano in secondo piano.
Non risulta difficile pensare che la Scarlet Records sia riuscita ad acchiapparsi l’edizione di questo lavoro!

Se siete anche fan della saga di Saint Seiya / Cavalieri dello Zodiaco, potete aggiungere un punto al voto, perché testi alla mano vi gusterete ancor di più questo lavoro.
Ora bruciate il vostro cosmo.

Tracce:
1.   Ave Athena (intro)
2.   ARIES Stardust Revolution
3.   TAURUS Great Horn
4.   GEMINI Another Dimension (con Yannis Papadopoulos dei Beast in Black alla voce)
5.   CANCER Underworld Wave
6.   LEO Lightning Plasma
7.   VIRGO Tenbu Horin
8.   LIBRA One Hundred Dragon Force
9.   SCORPIO Scarlet Needle
10. SAGITTER Golden Arrow
11. CAPRICORN Excalibur
12. AQUARIUS Diamond Dust
13. PISCES Bloody Rose
14. Last Hour (The Redemption)

Formazione:
Alessandro Conti (Voce)
Guido Benedetti (Chitarra)
Luca Venturelli (Chitarra)
Leone Villani Conti (Basso)
Luca Setti (Batteria)

Ospiti:
Alessio Lucatti (Tastiere)
Yannis Papadopoulos (Voce)

https://www.facebook.com/pg/trickortreatband/
https://scarletrecords.it/

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