Tanith – In Another Time (2019)

Titolo: In Another Time
Autore: Tanith
Genere: Heavy Metal
Anno: 2019
Voto: 8

Visualizzazioni post:100

La descrizione che meglio si accosta ai Tanith è un soggettivo quanto doveroso “sorpresa davvero piacevole”. Nati da un’idea di Russ Tippins, che per i meno avvezzi al panorama hard ‘n heavy è fondatore, attualmente in forza e principale compositore dei Satan, storica formazione britannica che viene da sempre inclusa fra i principali portabandiera della NWOBHM (scomodando impropriamente l’acronimo per indicare un genere e non il movimento), dopo un singolo nel 2017 ed uno split nel 2019, arrivano al debutto con “In Another Time“. Completano la band 3 “perfetti sconosciuti”, quantomeno stando alle fonti archivistiche più note nell’universo metallico (leggasi Encyclopædia Metallum), che rispondono al nome di Cindy Maynard, basso e voce, Charles Newton, chitarra e Keith Robinson, batteria. Chi non apprezza le voci femminili nella nostra amata musica, non fugga; anche lo scrivente non le tiene in grande considerazione, ma la qui recensita Cindy sa il fatto suo, oltre ad essere comunque pesantemente affiancata dallo stesso Tippins, che si rivela essere vocalmente dotato (ma chi ha visto dal vivo i Satan, ne era già al corrente). Una voce calda e suadente, per nulla aggressiva, ma dannatamente a suo agio e perfetta per narrare le trame dei racconti sonori dei Tanith, niente a che spartire con le frontwoman dei supergruppi power molto di moda oggi.
Non ci si discosta particolarmente dai territori della band madre di Tippins, anche se con i Tanith non fuoriesce la stessa furia dei Satan ed i ritmi sono più rilassati, prediligendo maggiormente il lato “hard” piuttosto che quello “heavy”. Certo è che quest’album scorre via che è un piacere, e non sarà difficile ritrovarsi a premere nuovamente il tasto “play” una volta concluso il primo (o l’ennesimo) ascolto. Sarebbe quindi un azzardo non accostare i Tanith ai Satan, ma non crediate di ritrovare la stessa band con persone differenti: se invece pensate a tutte le giovani formazioni dal sapore retrò che sono uscite negli ultimi anni, non andate lontano dalla realtà, se riuscite a non pensare al fatto che il fondatore sia un’istituzione del genere.
L’album si presenta corposo, nove brani per quasi tre quarti d’ora di musica; senza una descrizione “traccia per traccia”, volendosi focalizzare sugli episodi più riusciti, è d’obbligo citare il brano usato come singolo al lancio dell’album lo scorso anno, “Citadel (Galantia Pt. 1)“, insieme a “Wing Of The Owl (Galantia Pt. 3)” (dove sia la Pt. 2 non è al momento dato saperlo), senza mancare di menzionare “Under The Stars” e soprattutto “Mountain“, che tra ritornelli che rimangono in testa, melodie vincenti e intensi scambi chitarristici, si candida a miglior brano di un album che comunque lascia il segno nella sua interezza.
La dimensione sonora è completamente calata negli anni ’80, e la band tiene a far sapere di aver registrato e missato in modo analogico. Il suono è caldo, dal sapore fortemente retrò; se ascoltate attentamente, sentirete piccole imprecisioni, chitarre “non tagliate”, niente a che vedere con le produzione iperpompate a cui cercano di abituarci, evidentemente con risultati tangibili vista la mole di pubblico che le apprezza. Ecco che una batteria acustica accompagna le due chitarre dal suono “mite” e molto hard rock, al limite del crunch, e voci senza effetti che non siano un lieve riverbero ricamano e narrano le storie fantastiche contenute in “In Another Time”, senza grandi sovraincisioni che non possano essere riprodotte nella dimensione live.
Un disco genuino, che riavvolge il nastro e ci catapulta indietro nel tempo, heavy metal nella sua forma primigenia che spinge tutto sulle melodie di chitarra e sull’immediatezza dei brani. Non ci sono mezze misure, un disco votato al classico “prendere o lasciare”, che non verrà sicuramente apprezzato da chi è costantemente alla ricerca di nuovi spunti e velleità artistiche in continuo mutamento, ma che saprà prendere quanti ancora non riescono ad abbandonare l’amore per la nostra musica preferita nella sua forma primitiva (per quanto ricercata). Attendiamo con ansia un nuovo capitolo dei Tanith!

Tracce:
01. Citadel (Galantia Pt. 1)
02. Book Of Changes
03. Wing Of The Owl (Galantia Pt. 3)
04. Cassini’s Deadly Plunge
05. Under The Stars
06. Mountain
07. Eleven Years
08. Dionysus
09. Under The Stars (Reprise)

Formazione:
Cindy Maynard – Voce, Basso
Russ Tippins – Voce, Chitarre
Charles Newton – Chitarre
Keith Robinson – Batteria

Facebook: https://www.facebook.com/TanithNYC/
BandCamp: https://tanithnyc.bandcamp.com/
Etichetta Metal Blade: https://www.metalblade.com/us/

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.