Tornano i concerti, il decreto delude ma la musica dal vivo deve ripartire!

la musica deve ripartire
Titolo: Tornano i concerti, il decreto delude ma la musica deve ripartire!
Autore: Max Moon
Genere: Editoriale
Anno: 2020

Visualizzazioni post:973

La musica dal vivo deve ripartire. Più di un mese fa, nel bel mezzo della quarantena, mi sono messo a scrivere un articolo basato su quel semplice concetto. Ho immaginato che gli spettacoli dal vivo e a teatro potessero tornare, anche in questa fase di transizione e in presenza del COVID-19, grazie a un regolamento e limitazioni ragionevoli e comprensibili, per scongiurare un’ulteriore diffusione del virus. Ho pensato a concerti con una capienza dei locali lievemente ridotta per evitare assembramenti eccessivi, con il controllo della febbre all’ingresso dei locali con un termoscanner, ho pure fantasticato su nuove mascherine riutilizzabili e visori a prova di qualsiasi contagio. Ho riflettuto inoltre sui successi dell’uomo nel corso dei secoli, capace di erigere le piramidi migliaia di anni fa (ma a un prezzo disumano), atterrato sulla Luna mezzo secolo fa, in grado di costruire gli Shuttle e di inventare un device tecnologico spesso un solo cm che sa fare quasi tutto e che abbiamo sempre con noi. Ma lo stesso uomo non è riuscito a contenere un piccolo virus. Ed è una cosa che fa pensare. In quei giorni di lockdown, con quasi tutta la popolazione costretta a stare a casa, ricordo pure un esperto lanciare una nefasta previsione di ripresa dei concerti ad autunno del 2021. Mi sembrava che fosse troppo presto per pubblicare quel pezzo, anche perchè i numeri dei contagi erano ancora allarmanti, e non ne siamo ancora fuori ora (io un po’ di timore fondato che i contagi aumentino ce l’ho). E allora quell’editoriale l’ho scritto ma l’ho solo mandato via mail a buoni amici e colleghi.
Dopo pochi giorni, hanno cominciato a circolare voci e bozze (vere o finte) di previsioni di date di ripartenza, che vedevano i concerti tornare intorno al mese di novembre se non addirittura all’inizio del prossimo anno. Fast forward di qualche giorno ed entriamo nella fase 2, i contagi calano, da più parti un po’ tutti chiedono a gran voce una spinta per ogni attività produttiva e con un discreto “coup de théâtre”, il Presidente Conte decide che anche i concerti dal vivo, i teatri e i cinema possono ripartire a partire dal prossimo 15 giugno. Chapeau. Sì però il Dpcm del 17/05/2020 va anche letto, incluso l’allegato 9 con le regole specifiche proprio per l’organizzazione degli spettacoli dal vivo e le riaperture dei cinema. Ed è qui che cominciano le dolenti note. Tanto per sgombrare subito il campo dai possibili equivoci o dai pensieri più maliziosi, a heavymetalwebzine.it non facciamo politica, non ci schieriamo a favore di alcun partito, movimento o coalizione, qui siamo solo dalla parte della musica e pertanto sentiamo di avere ogni diritto di esprimere un’opinione, in questo caso quella del sottoscritto, che è il primo ad ammettere che non dev’essere facile riempire centinaia di pagine di decreti e loro allegati senza fare qualche strafalcione, cercando di dare risposte gradite a tutti. Però certe cose gridano vendetta.
Cominciamo della prima limitazione, concerti, teatri e cinema possono riaprire ma con un limite di 200 persone nei locali chiusi e 1000 per le esibizioni all’aperto, ci dovrà essere un distanziamento sociale di almeno 1 metro tra gli spettatori e gli unici spettacoli consentiti saranno quelli  con posti a sedere pre-assegnati. E’ un primo punto molto penalizzante per gli organizzatori, qualche promoter ha già parlato della possibilità di aumentare in modo considerevole il prezzo nominale del biglietto per poter far quadrare i conti, coprire i costi di gestione dei locali e il cachet degli artisti. Un discorso di questo tipo porterebbe certi show di artisti importanti a diventare eventi sempre più elitari e per pochi, dopo anni in cui molti appassionati si sono già lamentati dei rincari dei biglietti. Pensate a un concerto di un gruppo di culto in un club da 1000 posti in cui è possibile far entrare solo 200 spettatori, è evidente che i contratti per l’utilizzo di un locale a queste condizioni andrebbero rinegoziati sia con i gestori dei club o dei teatri così come sarebbero da rinegoziare gli accordi per i cachet degli artisti o le compagnie teatrali chiamati/e a esibirsi. Si tratta di un nuovo scenario, ovviamente al ribasso, in cui le aspettative di tutti sono destinate a un ridimensionamento inevitabile e in cui lo spettatore finale, quello senza il quale lo spettacolo morirebbe, non dovrebbe essere chiamato a mettere la differenza, a salvare capra e cavoli. Limitare a un numero massimo di 1000 spettatori gli spettacoli all’aperto ha già ottenuto il risultato di unire, per una volta, molti dei più grandi promoter italiani che, insieme ad Assomusica, hanno annunciato il loro stop a ogni grande evento estivo per la stagione 2020 dando appuntamento ai summer festival del 2021.
Ma queste limitazioni, ancorchè già sufficienti a scoraggiare la stragrande maggioranza dei promoter dalla voglia di portare dalle nostre parti artisti di livello, non sono di certo le uniche. L’allegato 9 al Dpcm del 17/06/2020 è riuscito nell’impresa di mettere d’accordo quasi tutti, che è una cosa che capita assai di rado, soprattutto nel mondo della musica. In fondo a questo articolo lo trovate in versione intergale ma ci tengo a commentarne qualche punto.
1. Ve lo immaginate un cantante che non può avvicinarsi al suo chitarrista durante l’assolo del brano più epico dello show perchè on stage vige la regola del distanziamento sociale tra artisti anche se poi i componenti dello stesso gruppo vivono tutto il giorno sul bus insieme? Vi prefigurate  un bel duetto tra il cantante e la cantante a distanza di sicurezza di un paio di metri l’uno dall’altra (magari pure marito e moglie), con “rischioso” saluto con il gomito al termine della struggente ballata?
3. Perchè è possibile andare al ristorante e al bar, riaperti giusto ieri, e quindi in locali in cui si beve e si mangia, ovviamente non facendo uso di mascherina, mentre a un concerto dove tutti devono stare seduti e con posti vuoti tra uno spettatore e l’altro, devono tutti essere OBBLIGATORIAMENTE bardati con mascherine nonostante le distanze di sicurezza? Badate bene, io non sono contro l’uso delle mascherine, anzi, io stesso, in questo momento, se dovessi andare in un locale dove non si mangia e non si beve, ne terrei una per sicurezza (la mia e quella degli altri), ma imporne l’uso a tutti quando esistono locali dove si parla, si mangia e si beve e non si usano non mi sembra coerente.
8. Questo è un totale punto della discordia, ve lo immaginate un concerto estivo a luglio o agosto. con un’afa insopportabile, e con un bel divieto di vendere bevande? Cosa ne pensate di un concerto rock/metal in cui sia proibita la vendita della birra o di qualsiasi altra bevanda o genere alimentare? Non sono un amante dei popcorn ma che male c’è a mangiarsi delle patatine o una liquirizia durante la visione di un film al cinema? E tutto questo, senza dimenticare che i bar e i ristoranti, come abbiamo già ricordato, da ieri, hanno potuto riaprire. Torno per un attimo al mio editoriale mai pubblicato di più di un mese fa per un un breve copia/incolla di un mio passaggio:
“…immagino che si potrebbe bere qualcosa in un’area apposita (ovviamente senza mascherina) e disciplinata con le regole che saranno previste per le birrerie.”
Ci voleva tanto? La mia impressione è che, anche quando c’è l’intenzione di fare qualcosa per il settore degli spettacoli, non si pensi minimamente all’idea di chiedere una consulenza a qualcuno che capisca le esigenze di questo comparto, a qualcuno che le viva sulla propria pelle, gente che comprenda che un concerto NON è solo l’ascolto e la visione di musica dal vivo ma anche altro, e che c’è modo e modo di scrivere un decreto che possa davvero consentire la ripartenza di un settore. Certe decisioni sembrano quasi un invito a non organizzare concerti, con tutte le conseguenze che ne conseguono. Quanti club sono attrezzati per fornire un’adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria ovunque all’interno di un locale?
Se oltre ad ascoltare il Comitato Scientifico si ascoltasse anche chi lavora da sempre nei rispettivi settori, forse certi grossolani errori, certe regole dai contorni quasi farseschi si sarebbero evitate. Poi magari, grazie al fatto che molti promoter passeranno la mano, ci sarà anche qualche opportunità per qualche collega più coraggioso e intraprendente, o per artisti e gruppi che, umilmente e senza troppe pretese, riusciranno a farsi conoscere e far parlare di sè. In ogni situazione, anche nelle più penalizzanti, c’è sempre qualcuno che riesce a intuire che questa può essere una grande possibilità, anche suonare gratis o a rimborso spese ma davanti a piccolo pubblico d’intenditori che vada ben oltre i soliti parenti e amici potrebbe essere una piccola svolta. Molti artisti underground sognano di avere una chance da una vita (almeno quelli che hanno capito quanto sia una chimera vivere di musica e fare soldi in questo music biz) , e forse, a voler guardare il bicchiere mezzo pieno (teoria molto cara anche al nostro caporedattore Ivan Gaudenzi), per qualcuno andrà proprio così. Io so solo che questo non è il ritorno dei concerti che tutti noi aspettiamo, questo Dpcm mi ricorda quei “consentiamo” sentiti un mesetto fa che mi avevano fatto tornare alla mente il vassallaggio medievale studiato sui banchi di scuola e poi ripreso in qualche lettura, con il piccolo particolare che io non ho prestato alcun giuramento di fedeltà al “Conte” di turno. L’unico vero “voto” solenne l’ho fatto nei confronti della grande arte sonora che mi riempie la vita. La musica dal vivo deve ripartire. Bisogna fare di necessità virtù  (in pochi nel settore possono permettersi di non lavorare per molti mesi) con creatività e adattarsi. E’ qualcosa in cui noi italiani, quando ci mettiamo d’impegno, non siamo secondi a nessuno.
Allegato 9

Spettacoli dal vivo e cinema

1. Mantenimento del distanziamento interpersonale, anche tra gli artisti.

2. Misurazione della temperatura corporea agli spettatori, agli artisti, alle maestranze e a ogni altro lavoratore nel luogo dove si tiene lo spettacolo impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C.
3. Utilizzo obbligatorio di mascherine anche di comunità per gli spettatori.
4. Utilizzo di idonei dispositivi di protezione individuale da parte dei lavoratori che operano in spazi condivisi e/o a contatto con il pubblico.
5. Garanzia di adeguata periodica pulizia e igienizzazione degli ambienti chiusi e dei servizi igienici di tutti i luoghi interessati dall’evento, anche tra i diversi spettacoli svolti nella medesima giornata.
6. Adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria e rispetto delle raccomandazioni concernenti sistemi di ventilazione e di condizionamento.
7. Ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, detti sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento.
8. Divieto del consumo di cibo e bevande e della vendita al dettaglio di bevande e generi alimentari in occasione degli eventi e durante lo svolgimento degli spettacoli.
9. Utilizzo della segnaletica per far rispettare la distanza fisica di almeno 1 metro anche presso le biglietterie e gli sportelli informativi, nonché all’esterno dei luoghi dove si svolgono gli spettacoli.
10. Regolamentazione dell’utilizzo dei servizi igienici in maniera tale da prevedere sempre il distanziamento sociale nell’accesso.
11. Limitazione dell’utilizzo di pagamenti in contanti, ove possibile.
12. Vendita dei biglietti e controllo dell’accesso, ove possibile, con modalità telematiche, anche al fine di evitare aggregazioni presso le biglietterie e gli spazi di accesso alle strutture.
13. Comunicazione agli utenti, anche tramite l’utilizzo di video, delle misure di sicurezza e di prevenzione del rischio da seguire nei luoghi dove si svolge lo spettacolo.

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