The Stone Garden – Black Magic (2019)

The Stone Garden
Titolo: Black Magic
Autore: The Stone Garden
Genere: Hard rock
Anno: 2019
Voto: 7,5

Visualizzazioni post:254

Secondo album per il quintetto bergamasco formatosi nel 2015 ma composto da rodati musicisti con tanto palco sotto i piedi, e si sente decisamente.
Il suono di un didgeridoo ci introduce all’ascolto per poi fiondarci immediatamente negli anni settanta con “Black magic” il brano che dà il titolo all’intero disco, un hard rock diretto ed energico, costante che si manterrà per l’intera durata di questo lavoro. Segue “Shout and roll”, una fucilata hard da poco più di due minuti. Non si smorza la tensione neanche proseguendo con “What I’ve got to give” e “Mother’s pray”, dove fa capolino anche una splendida armonica (già sentita in “Shout and roll”) a sporcare ulteriormente il tutto con del sano blues.

Un album che, anche se i ritmi si fanno di tanto in tanto più cadenzati, non molla mai la presa e ci mostra un gruppo con la completa padronanza dei propri strumenti e le idee ben chiare.
“Hold on” anticipa “Better than you” che ci illude per un attimo di essere la ballata dell’album ma si traduce in un articolato, se pur breve, brano con richiami agli Zeppelin dell’ultimo periodo.
La semi-ballata arriva dopo, con “By my side”, arpeggi puliti che si infiammano in stacchi hard, per un finale sempre in salita, che ci lascia con la voglia di continuare questo viaggio.
Ci avviciniamo alla fine e si ritorna a mordere con gli ultimi due pezzi, sempre di alto livello e senza respiro.

Una produzione calda che sa di fumo e whiskey, riff entusiasmanti macinati da due chitarre che sembrano quasi riprodurre la violenza dei vecchi Hammond.
Le coordinate sono precise e non ci sono dubbi, scomodiamo pure i mostri sacri dell’hard rock anglosassone più aggressivo della decade che ne ha visto la nascita, qui respiriamo i settanta ma non si sente per nulla odore di vecchio.

Un album di 9 brani per poco più di mezz’ora, una combinazione insolita per un disco hard rock che non perde tempo in fronzoli ma che spara tutto subito e ti lascia con la voglia di ricominciare.
E’ innegabile che i The Stone Garden si rifacciano ai grandi nomi e se ogni tanto tornano in mente i Led Zeppelin, i Deep Purple, i Whitesnake …la lista è lunga, non lo vedo certo un punto a sfavore.

Sicuramente un gruppo che dal vivo non risparmia nessuno e che magari, per far spallate con i milioni di gruppi tributo che infestano i palchi della nostra penisola, avrà in saccoccia anche una manciata di cover mozzafiato.
Disco molto piacevole, fresco e suonato con passione e cognizione di causa.

I The Stone Garden non hanno bisogno di scimmiottare i grupponi rock del passato come fanno nomi già blasonatissimi usciti negli ultimi anni, citano, omaggiano e frullano tutto.
Pur navigando in un mare dove è difficile trovare una propria identità, riescono decisamente a conservare la propria personalità.
P.S.: Chiedo scusa al gruppo per il ritardo accumulato nella pubblicazione di questa recensione.

Formazione:
Claudio “Klod” Brolis: voce
Marco Mazzucotelli: chitarra Carlo Lancini: chitarra
Francesco Bertini: batteria
Daniele Togni: basso

Tracce:
1. Black magic
2. Shout and roll
3. What I’ve got to give
4. Mother’s prayer
5. Hold on
6. Better than you
7. By my side
8. Rock damnation
9. I should believe in you

Facebook: https://www.facebook.com/stonegardenband
YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCOec1Ci0MsYOXNFXBVfQweQ

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