Ancillotti – Hell On Earth (2020)

Ancillotti
Titolo: Hell On Earth
Autore: Ancillotti
Genere: Heavy Metal
Anno: 2020
Voto: 7

Visualizzazioni post:171

Capita di trovare band a “conduzione familiare” nel mondo dell’heavy metal, e gli Ancillotti ne sono esempio perfetto; ai fratelli Daniele “Bud” (voce) e Sandro “Bid” (basso) si affianca il figlio del primo, Brian (batteria), con l’aggiunta di Luciano “Ciano” Toscani (chitarra), per dare vita al quartetto, con una formazione rimasta inalterata dall’esordio che arriva al traguardo del terzo album col qui recensito “Hell On Earth“, ancora una volta edito dalla tedesca Pure Steel Records. Stiamo comunque gravitando intorno al mondo creato negli anni ’80 dai mitici e compianti fratelli Cappanera, e non risulta quindi così strano presentarsi sul mercato in questo modo.
Se i Bud Tribe non mi sono sconosciuti, non ho mai approfondito questa band, vista dal vivo giusto una volta ma in “wishlist” ormai dal debut album “The Chain Goes On”. Penso possa essere buona cosa il fatto di non essere in qualche modo influenzati da quanto proposto in passato, e scelgo di adottare il dialogo in prima persona, al posto della classica recensione in terza persona (mi perdonerà chi apprezza pareri più “asettici”, fra cui il sottoscritto), per fornire una panoramica comunque il più possibile oggettiva della nuova fatica. Potrebbe sembrare una generalizzazione o peggio ancora una banalizzazione, e probabilmente non piacere alla band stessa, ma si sente a distanza che il tutto ruota intorno a gente che in un modo o nell’altro è indissolubilmente legata alla Strana Officina, alla sua storia ed al suo stile, ma detto da un fan credo possa rientrare nella categoria dei complimenti.
Non conoscendo le due uscite precedenti se non per sporadici ascolti in rete, non posso fare confronti a livello di qualità di registrazione, che è stata per il qui recensito “Hell On Earth” affidata al Fear Studio: ne consegue un prodotto che, pur suonando classico, non perde nulla in termini di sonorità attuali e certamente ne guadagna in potenza. Discorso differente per l’artwork, visto che per “The Chain Goes On” e “Strike Back”, gli Ancillotti si erano rivolti all’arte di Dimitar Nikolov (pur non avendo sentito gli album, i due splendidi dipinti erano ben impressi in mente), mentre il presente, ad opera di Augusto Peixoto, per quanto d’impatto, non li eguaglia, non tanto per il concetto che vuole esprimere, quanto proprio per la modalità di realizzazione.
L’album parte in maniera piuttosto classica, con due brani da manuale quali “Fighting Man” e il singolo estratto “Revolution” (scelta quantomeno discutibile visto che nel complesso ci sono brani decisamente superiori), che già mettono in chiaro di cosa si sta parlando.
“Firewind” vince prepotentemente quale miglior brano dell’intero lotto, dinamico e ottimamente arrangiato, con un sentore di NWOBHM che non si percepisce così chiaramente altrove, oltre a qualche vaga reminiscenza di Strana Officina (la melodia appena prima dell’assolo ricorda da lontano “Gamblin’ Man”… e se è un tributo, non ne sono consapevole, nda), mentre “We Are Coming” è una sorta di inno à la Accept e metal teutonico tutto, per amanti del mid tempo senza compromessi.
Il successivo trittico di brani (“Blessed By Fire”, “Broken Arrow” e “Another World”) scorre piacevole senza lasciare davvero traccia di sé, ma ci pensano le successive e conclusive “Frankenstein” e “Till The End” a risollevare le sorti, anche tornando ad insistere sul pedale dell’acceleratore, che si era allentato un minimo nella parte centrale dell’album.
Ritmiche quadrate, devozione ai tratti distintivi del genere, un occhio perennemente puntato all’hard rock ed alle sue melodie, oltre alla costante ricerca di ritornelli e cori vincenti fanno degli Ancillotti una band sicuramente valida, ciò non toglie che li confina anche nel calderone del già sentito in quanto a originalità della proposta; la classe e la personalità maturate in anni di “servizio alla causa”, o meglio, di “difesa della fede” per chi ama l’Officina, affiancate al probabile disinteresse del quartetto nell’inventare qualcosa di nuovo, ci portano senza indugio al macigno Heavy Metal che porta il nome di “Hell On Earth”.
Se amate quanto ultimamente (e non) realizzato dalle già citate formazioni che hanno preceduto l’avvento della band, oltre alla tradizione heavy classica di stampo europeo (c’è giusto un pizzico di US Power, o US Metal se preferite, nella proposta dei Nostri), non faticherete ad apprezzare il terzo capitolo della saga degli Ancillotti, che accompagnati da un Ciano Toscani sempre in forma e capace di far urlare la sua chitarra, confezionano il classico disco da appassionati per appassionati. Se le premesse sono queste, anche da parte di chi come il sottoscritto non ha ancora rivolto la propria attenzione ai primi due album (lacuna da colmare al più presto), sembra un nuovo centro oltre che un gradito ritorno, supporto!

Tracce:
01. Fighting Man
02. Revolution
03. Firewind
04. We Are Coming
05. Blessed By Fire
06. Broken Arrow
07. Another World
08. Frankenstein
09. Till The End

Formazione:
Sandro “Bid” Ancillotti – Basso
Brian Ancillotti – Batteria
Luciano “Ciano” Toscani – Chitarra
Daniele “Bud” Ancillotti – Voce

Sito ufficiale: http://www.ancillottiband.com/
Facebook: https://www.facebook.com/AncillottiBand
Etichetta Pure Steel Records: https://www.puresteel-records.com/

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