Sickening Horror – Chaos Revamped (2020)

Titolo: Chaos Revamped
Autore: Sickening Horror
Genere: technical death metal
Anno: 2020
Voto: 5

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A cinque anni di distanza dall’ultimo album “Overflow”, i Sickening Horror tornano con “Chaos Revamped”, ma questo “caos rinnovato” non ha soddisfatto le aspettative. Il trio greco sembra tentare di ammorbidirsi per avvicinarsi a melodie più moderne, lasciando da parte troppo spesso il loro genere originario: il technical death metal. Questo album è molto simile al precedente, ma la vena tecnica e articolata dei brani stavolta non è la protagonista in nessuna delle 10 tracce (come invece dovrebbe essere ed è stato in tutti i lavori precedenti). Nonostante questo, è comunque evidente la base death a livello stilistico, data da cambi repentini di tempo, blast beat, riff veloci, armonizzazioni della chitarra che rimandano un po’ allo stile dei Death, e qualche assolo di mille note, ma purtroppo c’è ben poco di technical.

Forse anche la scelta di mix&mastering rende i suoni un po’ spenti e sottotono, aspetto subito percettibile dal primo brano “Outburst”: l’inizio è melodico e diretto, ma lascia presto spazio a riff molto più cadenzati e stranamente vicini al thrash metal vecchia scuola. Questo accade nella maggior parte delle canzoni, con inizi energici che fanno ben sperare in un fiero ritorno ad un technical affascinante e studiato; invece, proprio quando la testa inizia a ciondolare tenendo il tempo di un riff finalmente degno dei Sickening Horror, arriva la parte lenta e melodica del tutto inattesa e per niente in linea con il genere di metal che la band vuole proporre. Ovviamente ci sono dei casi in cui torna il sorriso: “Transmutation” ne è la prova in quanto si ritorna sui vecchi passi, le melodie sono potenti, la batteria la fa da padrona e le sonorità sono scure e cupe. Lo stesso vale per “211219 02 – Chaos Revamped”, che offre all’ascoltatore un intro dissonante di chitarra, immediatamente spezzato da un potente blast beat; stavolta gli arpeggi tetri creano quelle sinistre ambientazioni sonore tanto attese dalle prime tracce. Anche “Glacial Warfare” non delude, qui la band sembra riprendere le caratteristiche del primo album del 2007: armonie studiate e per nulla scontate, groove potenti di batteria in accoppiata con arpeggi e intervalli di tritono, e le parti di basso presenti allo stesso livello degli altri strumenti. Tuttavia le eccezioni son poche, all’opposto dei brani che, purtroppo, non presentano nulla di nuovo ed innovativo, anzi, rivedono i cliché del metal presentando strutture armoniche ma soprattutto ritmiche ormai superate. Un esempio lampante è “Monarch”, dove non passa inosservato di nuovo lo stile thrash, oltre ad una struttura “strofa/ritornello/strofa/ritornello/bridge/assolo/ritornello” vista e rivista. Nessuna novità anche in tracce come, ad esempio, Dawn Of The Sick e Loophole, entrambe lente e con linee prevedibili. Arrivati alla fine dell’ascolto, si spera in una buona chiusura, invece, nonostante l’intenzione iniziale, “Fire Imploded” tocca i bpm più bassi dell’intero album, risultando a tratti noiosa e banale.

Forse l’aspettativa troppo alta, forse il sogno di ritrovare i Sickening Horror ai tempi di “When Landscapes Bled Backwards” (nonostante la line up fosse diversa e forse più azzeccata per il genere, dato che fu il gruppo di G. Kollias prima dei Nile), ma il risultato è un album thrash/death dalle sonorità tipiche dei Testament, che non ha nulla di nuovo. Per concludere, negli ultimi anni, la tecnica strumentale nel panorama metal ha fatto passi da gigante; non sarebbe veritiero, quindi, promuovere questo album come technical death metal, in quanto gli amanti del genere ricercano determinate complessità compositive tipiche di questo stile, che qui, purtroppo, non sono affatto presenti.

Tracce:
1 – Outburst
2 – Fragments Of Time
3 – Transmutation
4 – Cubical Void
5 – Monarch
6 – 211219 02 – Chaos Revamped
7 – Dawn Of The Sick
8 – Glacial Warfare
9 – Loophole
10 – Fire Imploded

Formazione:
George Antipatis – voce, chitarra
Vasilis Antipatis – batteria
Orestis Ntomis – basso

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