DARK ARENA – Alien Factor

Titolo: Alien Factor
Autore: Dark Arena
Genere: Prog/Thrash Metal
Anno: 2020
Voto: 7/8

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Siamo nel 2020 e la Pure Steel Records, sempre attenta a fornire ottima musica e ristampare dischi di band underground, pubblica “Alien Factor”, disco del 2006 degli statunitensi Dark Arena. Un disco molto strano per i tempi, che mescolava progressive metal al thrash, grazie alle idee di Paul Konjicija, già negli Antithesis, scomparso prematuramente nel 2019. Alla musica di Paul si aggiunge un cantato molto particolare, quello di Juan Ricardo (RITUAL, SUNLESS SKY, WRETCH).

Unire due generi solitamente distanti non è facile, ma sembra che la band avesse le idee chiare; scordatevi però il thrash cattivo ed ignorante e pensate in grande, come se Dave Mustaine suonasse nei Fates Warning con Geoff Tate alla voce. Soprattutto nella parti più melodiche l’impressione è proprio questa, di ascoltare due dischi in contemporanea. Bastano pochi secondi della traccia di apertura “Freedom” per intuire cosa ci si può aspettare da questo lavoro, dopo qualche secondo di introduzione che ha più di power/speed metal ecco il primo riff thrash con la voce che segue abbastanza aggressiva (ma ci sono le prime avvisaglie di qualcosa di strano). Juan resta sempre su tonalità alte, fino ad arrivare al primo acuto…da brividi. Ma non solo le linee vocali portano alla parte più progressiva di questi brani, il fatto di non avere un secondo chitarrista ma un tastierista sposta l’ago della bilancia verso qualcosa di particolare. La tastiera è protagonista in “Fear of the Night” con il suo intro di organo che lascia spazio ai riff di Paul ad un altro brano esagerato. I nostri erano capaci a scrivere brani elaborati ma al tempo stesso accattivanti per un pubblico che, soprattutto negli Stati Uniti, si è abituato alle band con numerose contaminazioni.

Il disco scorre bene ed i pezzi sono equilibrati tra loro, in quanto tutto il livello del disco è molto alto, “Vicious Circle”, “Alien World”, “The Sight” mantengono l’ascoltatore incollato alle casse. Per “Subterranen Man” si parte con il basso, non lasciato come protagonista secondario ma parte fondamentale, insieme alle grandiosi parti di batteria di Emery Ceo, per la riuscita di questo album; il groove che la sezione ritmica riesce a dare a questi pezzi è esagerato, sempre al servizio della musica di Paul e mai banali od invadenti. L’alternanza di parti più ispirate a vere botte in faccia di puro thrash è una cosa presente quasi dappertutto, “Somewhere” forse è il brano dove si sente maggiormente questo fattore; dalle sezioni iniziali intro/strofa, alla parte centrale con assolo di hammond, alle linee vocali quasi dissonanti stile Ivanhoe (band progressive metal tedesca, nda). Un attimo di dolcezza con la chitarra acustica di “Dark Sorrow”, delicatissima ed intricata allo stesso tempo apre la strada all’ulitma “Crystallized”, particolarissima ed evocativa nel lungo intro con acustica/tastiere quanto decisa e cattiva appena la chitarra passa al riff distorto.

Riassumendo il tutto in una parola, questa sarebbe “inaspettato”. Un disco che lascia a bocca aperta, creato da musicisti con capacità sopraffine che riescono nell’intento di scrivere dei brani che forse troppo pochi apprezzeranno. Registrazione un po’ figlia del suo tempo, ci sarebbero da sistemare due cosette sul sound e sul mixaggio, ma anche in questa forma grezza si riesce ad apprezzare, ed anzi, risulta particolarmente immediata. Un disco da ri-scoprire, ed assaporare a piccole dosi, per carpire ogni piccolo segreto di questo bravissimo chitarrista.

Grazie Paul, ci hai lasciato qualcosa di grande.

Tracce:
01. Freedom
02. Fear of the Night
03. Alien World
04. The Sight
05. Vicious Circle
06. Subterranean Man
07. Somewhere
08. Dark Sorrow
09. Crystallized

Formazione:
Juan Ricardo – Voce
Paul Konjicija – Chitarra
Chris Thomas – Basso
Rhiannon Wisniewski – Tastiere
Emery Ceo – Batteria

Facebook: http://www.facebook.com/Dark-Arena-316678735693/
Etichetta: Pure Steel Records http://www.puresteel-records.com

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