VICIOUS RUMORS – Celebration Decay

Titolo: Celebration Decay
Autore: Vicious Rumors
Genere: US Metal
Anno: 2020
Voto: 7

Visualizzazioni post:238

L’espressione “non vi libererete facilmente di me” calza a pennello a Mr. Geoff Thorpe, infaticabile esponente e zoccolo duro della scena US Metal, che eccezion fatta per il fido Larry Howe timone della sezione ritmica, non si è fatto scrupoli nel variare la formazione dei suoi Vicious Rumors più e più volte nel corso degli anni, creando non poca meraviglia (e arrivando a scatenare anche ilarità) nei suoi sostenitori più accaniti, che ancora oggi offrono alla band il proprio appoggio. Il solito caro, buon vecchio Geoff Thorpe, che mentre questa recensione viene redatta presenta una formazione con l’ennesimo nuovo bassista (Greg Christian, ex Testament, è solo accreditato come ospite speciale al basso), con una presentazione alla stampa che recita a chiare lettere come sia affiatata e ben oliata; possibile che dopo tutti questi anni non abbia ancora appreso la lezione? Così pare…

La dovuta premessa ai fan della band: “Celebration Decay” è un album più lento dei soliti canoni, nel vero senso del termine. Scorre piano, non vuole assolutamente colpire con classiche bordate US Metal che la band ha (quasi) sempre inserito a piè sospinto nei suoi lavori, ma preferisce assestarsi sulla ricerca di melodie stucchevoli; diciamo che l’ormai parecchio corpulento Larry Howe non ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie come suo solito, ma ha tirato il freno a mano forse come mai prima d’ora (dimenticate certe deviazioni imbarazzanti, nemmeno da contemplarsi), eccezion fatta per la iniziale titletrack e per la doppietta finale, dove anche le melodie e le armonizzazioni usuali del buon Geoff Thorpe fanno comunque capolino tra le righe. Un album incentrato su mid tempos, che rimangono comunque un amore mai sfiorito in tutta la carriera dei Nostri.

Seppur corposo, l’album non risulta prolisso: 46 minuti non sono pochi, ma c’è da dire che i Vicious Rumors non hanno mai voluto esagerare con il minutaggio, rimanendo sempre entro determinati standard (e senza tediare con troppi riempitivi) e dimostrando d’aver le idee molto più chiare di tanti loro coevi. Se i primi due brani, utilizzati come singoli di lancio dai Nostri, hanno dimostrato ancora una volta che la scelta di un brano apripista è delicata e non sempre ragionata sull’utente finale, con la successiva “Arrival Of Desolation” si respirano certe atmosfere dei Vicious Rumors più amati, un brano godibilissimo pur senza gridare al miracolo, mentre “Asylum Of Blood” è un ispirato mid tempo, tanto semplice quanto vincente, anche se non si pecca di malizia dicendo che il metallico arpeggio introduttivo suona già noto. Segue “Darkness Divine”, altro mid tempo semi-acustico ed altro ritornello che rimane impresso nella sua immediatezza, come la hard-rockeggiante “Long Way Home”, mentre non cambiano troppo le carte in tavola “Cold Blooded” e “Death Eternal”, meno ispirate delle precedenti e delle successive “Collision Course Disaster” e “Masquerade Of Good Intentions”, che vanno a chiudere in bellezza “Celebration Decay” con tiro ed epicità tipica del songwriting di Thorpe.

Se già non è noto, la formazione vede l’ennesimo nuovo cantante alla corte del nostro leader, il giovane Nick Courtney, quadrato e anche potente, soprattutto quando le tonalità salgono, ma per i nostalgici della formazione storica, nella produzione post Albert rimarrà ancora il precedente Holleman la punta di diamante delle voci succedutesi. La qualità della registrazione è di gran lunga eccellente, in un mix bilanciato di suoni moderni ma al contempo legati alla tradizione Vicious Rumors, un particolare non da poco, considerata la tendenza di tante vecchie glorie a buttarsi nella mischia con prodotti che non rispecchiano assolutamente lo stile della band, ma cavalcano l’onda del suono pompato per garantirsi qualche giovane ascoltatore in più, a scapito della coerenza col proprio stile.

In tutta franchezza, il disco scorre senza mai risultare pesante all’ascolto, con certi passaggi che riportano la mente agli anni d’oro della band, però risulta difficile consigliare “Celebration Decay” agli “estremisti US” e soprattutto agli estremisti di un certo modo di intendere non tanto il power metal americano, ma il power metal tipico dei Vicious Rumors: insomma, chi non può fare a meno di un “Digital Dictator” o un “Welcome To The Ball” e continua a prenderli come esempio, di certo troverà parecchio da ridire su un album che non sarà certamente l’apice artistico di Thorpe, Howe & co., ma trasuda comunque voglia di riprendere un discorso stilistico ancorato agli anni d’oro, ancor più dei precedenti “Electric Punishment” e “Concussion Protocol”.

Difficile dire al momento se l’album resisterà o meno alla prova del tempo o verrà dimenticato nell’arco di qualche mese, ma tutto sommato il suo essere scevro dalle deviazioni stilistiche che hanno negli anni interessato il “modaiolo” Geoff Thorpe è un buon punto di partenza, oltre ad essere quanto i sostenitori hanno bramato negli anni… ai posteri l’ardua sentenza!

Tracce:
01. Celebration Decay
02. Pulse Of The Dead
03. Arrival Of Desolation
04. Any Last Words
05. Asylum Of Blood
06. Darkness Divine
07. Long Way Home
08. Cold Blooded
09. Death Eternal
10. Collision Course Disaster
11. Masquerade Of Good Intentions

Formazione:
Nick Courtney – Voce
Geoff Thorpe – Chitarra
Gunnar Dügrey – Chitarra
Robin Utbult – Casso
Larry Howe – Batteria

Website: http://www.viciousrumors.com/
Facebook: https://www.facebook.com/ViciousRumorsThisIsMetal
Etichetta: http://www.spv.de/, https://www.facebook.com/steamhammerofficial

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