THE BLACK – Ars Metal Mentis

The Black
Titolo: Ars Metal Mentis
Autore: The Black
Genere: Heavy, Doom
Anno: 2020
Voto del redattore HMW: 8
Voto dei lettori: 10.0/10
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Nella storia della musica mondiale ci sono stati degli artisti che, oltre ad essere stati degli autentici pionieri, sono diventate delle autentiche icone. E mai come nel caso degli abruzzesi The Black, trio nato nel 1988 da un’idea del geniale ed istrionico cantante, chitarrista e pittore Mario “The Black” Di Donato, un’autentica pietra miliare del Metal Italiano che, lungi dal “dormire sugli allori” del suo inestimabile successo e della sua fama, ci regala Ars Metal Mentis, la sua nona fatica discografica che, con immenso piacere ed onore, mi accingo a recensire.

Siamo dinanzi ad un capolavoro che interseca, come una vera opera pittorica di inestimabile valore, l’arte, la musica ed il misticismo che, sin dagli esordi, rappresentano la quintessenza della sua onorata carriera. Sin dalle prime note di “Praesagium” l’ascoltatore viene traghettato in un viaggio allucinante tra atmosfere cupe, sinistre e sulfuree ma al tempo stesso sacrali, condite da riff di chitarra potentissimi, granitici e taglienti e da una sezione ritmica a dir poco titanica.

Il tutto magnificamente condito e completato dall’immancabile cantato in latino che ormai è un vero marchio di fabbrica dei The Black. Le dieci tracce che compongono questo capolavoro musicale scorrono via lisce come l’olio impreziosite, nell’intro e nell’epilogo, dall’illustre presenza come special guest del tastierista della storica band Le Orme, Tony Pagliuca. Per farsene una chiara idea basta ascoltare “Marius Donati”, “Ars Metal Mentis”,“F.P. Tosti”, “Lupis Fortes” e “Decameron”, delle autentiche mazzate che alternano ritmiche heavy e doom senza disdegnare di toccare i lidi dell’epic. Una citazione a parte meritano sicuramente la splendida e velocissima “Museum”, caratterizzata dall’enorme lavoro della sezione ritmica, “Mala Tempora”, splendida traccia caratterizzata da dei repentini cambi di ritmo molto potenti ed energici, l’atmosferica e tenebrosa “Immota Manet” e la classicissima “Cerbero”, uno splendido brano che incarna la quintessenza dell’heavy metal.

Sin dagli esordi lo stile musicale del “maestro” Di Donato è classico e sebbene da molti venga erroneamente considerato “superato”, il nostro genio continua sempre a regalarci qualcosa di estremamente interessante e mai scontato, né tantomeno noioso: è proprio in questo che risiede la sua genialità e che lo rende unico, insostituibile ed inarrivabile. Dato che, in occasione della sua indimenticabile esibizione all’Agglutination in quel di Chiaromonte, al fianco di mostri sacri del calibro di Strana Officina e Napalm Death, ho avuto l’onore ed il piacere di intervistarlo, gli avevo promesso di recensire, se ne avessi avuto l’occasione, la sua nuova fatica discografica: sono estremamente contento di aver mantenuto la promessa!

Tracce:
01 – Praesagium
02 – Marius Donati
03 – Ars Metal Mentis
04 – F.P. Tosti
05 – Museum
06 – Lupi Fortes
07 – Mala Tempora
08 – Decameron
09 – Castrum Pesculum
10 – Immota Manet
11 – Cerbero
12 – Aternum

Formazione:
Cristiano Lo Medico – Bass
Gianluca Bracciale – Drums
Mario “The Black” Di Donato – Vocals, Guitars

Sito Internet: http://www.mariotheblack.com
Facebook: https://www.facebook.com/theblackatratus

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