EPICA – Omega

Epica
Titolo: Omega
Autore: Epica
Genere: Symphonic Metal
Anno: 2021
Voto: 7,5

Visualizzazioni post:114

Si chiama “Omega” il nuovo album degli olandesi Epica, uscito a quasi cinque anni di distanza dal precedente acclamato “The Holographic Principle”.

Cinque anni che hanno visto uno stop programmato per i sei componenti della band, servito a riposarsi dopo il lungo tour e a ritrovare le energie e le idee necessarie per bissare il successo dei precedenti lavori e soprattutto mantenere alta l’asticella qualitativa della proposta musicale.

Prima della musica però spezzo una lancia a favore di Stefan Heilemann, che firma di nuovo la grafica di copertina per gli Epica (suoi i lavori anche per band com Kamelot e Dimmu Borgir, fra gli altri) che con il suo stile lega subito la presenza femminile alle radici di un labirinto intricato. Mentre dal punto di vista sonoro è di nuovo Joost van den Broek cui dobbiamo la perfetta amalgama dei numerosi livelli di strumenti presenti nelle composizioni.

Non è facile riuscire a rendere organico un lavoro con orchestra cori e metal, ma come su “The Holographic Principle” il mix risulta perfettamente bilanciato e dona sia la potenza che richiede la nostra musica metallica, sia la profondità per apprezzare tutte le sfumature delle composizioni degli Epica.

Composizioni che iniziano con un classico intro orchestrale atmosferico (Alpha – Anteludium) che conduce al primo singolo uscito già ad ottobre: Abyss Of Time – Countdown To Singularity.
i fan della prima ora della band olandese potranno gioire di questo attacco, poichè le influenze power si fanno preponderanti con un chorus orecchiabile e molto catchy governato dalla sempre brava (e bella) Simone Simons. Contraltare alle sonorità melodiche è l’inciso centrale con un groove mutuato quasi dal death metal stavolta cantato in growl dal chitarrista Mark Jansen.
Diventa protagonista l’orchestra nell’ultimo singolo uscito insieme a tutto l’album, “The Skeleton Key” (citazione ad una quest di Skyrim?) in cui l’attacco brutale è mitigato da un chorus rallentato ed epico.

Degna di nota l’interpretazione vocale di Simone Simons, molto teatrale nelle strofe e nell’inciso solo voce e piano accompagnata dal coro di bambini (che ritroveremo più in la su “Rivers”). La seguente “Seal Of Solomon” spiazza subito con un cambio di atmosfere netto, spostandosi su scale arabe e di nuovo il growl di Jansen torna a dominare, mai così cattivo ed aggressivo nella discografia degli Epica. Il ritornello epico affidato al coro ci porta “Gaia”, che riprende in parte l’idea del primo singolo e ci ritroviamo su sonorità sinfoniche che sposano il power metal, sebbene lo stile degli Epica sia sempre riconoscibile, anche grazie alla voce di Simone.

In “Code Of Life” si vede la presenza dell’ospite Zaher Zograti, vocalist dei tunisini Myrath, miscelando di nuovo l’appeal arabo con un mid-tempo sinfonico, in cui i tanti livelli strumentali creano un’atmosfera eterea su cui Simone Simons può cantare su tonalità alte a lei congeniali. Nonostante la particolarità del sound questa risulta una delle canzoni più equilibrate del disco. “Freedom – The Wolves Within”, secondo singolo accompagnato da un videoclip in computer grafica”, ha tematiche ambientaliste che si riallacciano alla precedente “Gaia”

La lunghissima “Kingdom of Heaven pt. 3 – The Antediluvian Universe” è una suite in cui tutti gli elementi degli Epica fanno capo, rendendo al massimo l’epicità (scusate il gioco di parole obbligato) della musica, la singer Simone perfettamente a suo agio, e una lunga parte orchestrale intermedia fanno di nuovo da contraltare alla parte più ritmicamente metal. Personalmente trovo piuttosto ridondanti le canzoni così lunghe, poiché non offrono nessuno spunto particolare, non avendo un appeal tipicamente progressive, che si presterebbe di più a minutaggi così sostenuti.

Trovo invece che il connubio perfetto siano canzoni di durata classica, come i singoli. Ed è proprio “Rivers” il terzo singolo scelto per Omega, una dolce ma estremamente triste ballata in cui il pianoforte di Coen Janssen fa da tappeto alla suadente voce di Simone, vera regina della canzone. L’esplosione elettrica nel coro di bambini risulta stavolta estremamente azzeccata e l’atmosfera decadente e gotica viene espressa alla perfezione.

Synergize e Twilight Reverie richiamano un po’ gli Epica degli ultimi album, sebbene il livello non raggiunga i picchi di canzoni come “Universal Death Squad”, di nuovo si palesano alcune influenze dei primi periodi con bordate di batteria al limite del power, contrastate ad un ritornello mid-tempo e rapide sfuriate in blastbeat.

Chiude la solenne e strumentale Omega, titolo banale ma azzeccato.

Tirando le somme, gli Epica con Omega hanno sicuramente fatto un ulteriore centro nella loro discografia, nessun fan può rimanere scontento dopo l’ascolto di un lavoro così denso e sebbene sia un po’ meno complesso e particolareggiato rispetto ai due predecessori, il disco scorre via discretamente fluido. Le canzoni hanno alti e meno alti (non si può parlare di bassi) e il connubio epico sinfonico è ancora un volta ai suoi apici nel genere.

Tracce:
01. Alpha – Anteludium
02. Abyss Of Time – Countdown To Singularity
03. The Skeleton Key
04. Seal of Solomon
05. Gaia
06. Code Of Life
07. Freedom – The Wolves Within
08. Kingdom Of Heaven, Part 3 – The Antediluvian Universe
09. Rivers
10. Synergize – Manic Manifest
11. Twilight Reverie – The Hypnagogic State
12. Omega – Sovereign Of The Sun Spheres

Formazione:
Simone Simons – voce principale
Mark Jansen – chitarra e voce
Isaac Delahaye – chitarra e voce
Coen Janssen – tastiere / piano
Rob van der Loo – basso
Ariën van Weesenbeek – batteria e voce

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