DRAKKAR – Chaos Lord

Drakkar - Chaos Lord
Titolo: Chaos Lord
Autore: Drakkar
Genere: Power Metal
Anno: 2021
Voto: 8

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Ritornano i Drakkar, antesignani del power metal italiano, cinque anni dopo l’ultimo album e sotto l’ala protettiva della Punishment 18, presentano il nuovo Chaos Lord.

In questo anno pandemico si è fatto tanto parlare di resilienza (che io ho sempre associato ad una delle discipline di Vampire – The Masquerade, ma lasciamo perdere), i Drakkar sono l’esempio vivente di metal band italiana che ha fatto della resilienza la sua forza e nonostante le difficoltà affrontate negli anni è ormai un quarto di secolo che calca le scene proponendo il suo power, epic, true, fantasy, sci fi metal. No, non è una presa in giro, le tematiche della band meneghina sono sempre state su queste coordinate mai nascondendo le proprie passioni per Star Trek, Warhammer e la letteratura fantasy e facendone anzi un vero emblema. In più rendendosi fieri portavoce della scena nord italiana e vivendo l’anima metal. Si potrebbe riassumere con il chorus della canzone

“Horns Up”:
We believe in this music
In the power of rock
Scream and shout
Make it louder
It runs in our blood

There are no compromises
Only passion and soul
Raise your hand
Hold the horns up!
Metal is our law
Welcome to the show!

Un vero inno a ciò che noi tutti metallari incalliti siamo e viviamo.

Musicalmente l’album prosegue sulla scia classica dei Drakkar, un power di stampo heavy a cavallo del teutonico degli UDO e dei Rage, con qualche spruzzata di melodia più allegra qua e la. Si badi però che non si tratta di semplice sound simile, ma solo un inquadramento a chi disgraziatamente non conosce la band capitanata da Dario “Darian” Beretta. I riff restano pesanti per tutta la durata dell’album, occasionalmente anche la batteria sfocia in sfuriate più vicine al power, come nella già citata “Horns Up!” o in “Firebird”. Come nei precedenti EP del 2018 e del 2020 il cantante Davide Dell’Orto esegue una performance eccezionale, sempre a suo agio sia nelle parti grezze e aggressive che negli acuti più graffianti. Degna di nota è “Through The Horsehead Nebula”, che ha un sentore di epico nel suo incedere e in un certo riffing richiama quasi i primi due lavori dei Drakkar (Quest for Glory, Gemini).

Confermato di nuovo Mattia Stanciou (ex Labyrinth) come produttore nei suoi Elnor Studios, rendono giustizia alle composizioni. É un tipo di produzione diversa da quello cui siamo abituati a sentire oggi, meno patinato, meno digitale, forse più grezzo ma sicuramente più autentico. Una scelta artistica che hanno sempre fatto diversi gli ultimi album dei Drakkar e che distinguono chiaramente la band dal resto della massa.

Se mi devo togliere un piccolo sassolino posso dire che forse i suoni degli archi nelle tastiere suonano troppo posticci, ma sarebbe davvero andare a cercare il classico ago nel pagliaio. Peraltro il sound delle tastiere spesso è accompagnato dall’organo hammond, trademark della band già dal terzo “Razorblade God”.

Chiude l’antemica “True To The End”, dal sapore quasi “manowariano”, mid tempo con cadenza quasi marziale e grande riff di basso del sempre ottimo Simone Pesenti Gritti.
Rusconi e Beretta sono ormai una coppia di chitarre affiatata merito anche della appartenenza ai Crimson Dawn, band dedita ad un epic doom molto oscuro.
Decisamente un ritorno gradito questo dei Drakkar con Chaos Lord, una delle band storiche italiane! Da non perdere!

Tracce:
01. The Dreaming City
02. Lord Of A Dying Race
03. Horns Up!
04. Chaos Lord
05. Through The Horsehead Nebula
06. The Battle (Death From The Depths – Part II)
07. And He Will Rise Again
08. Firebird
09. The Pages Of My Life
10. True To The End

Formazione:
Dario Beretta: chitarra
Davide Dell’Orto: voce
Marco Rusconi: chitarra
Simone Pesenti Gritti: basso
Daniele Ferru: batteria

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