INTERLOPER – Search Party

Titolo: Search Party
Autore: Interloper
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Melodic Progressive Metalcore
Anno: 2021
Etichetta: Nuclear Blast

Formazione:

Andrew Virrueta: voce, chitarra
Aaron Stechauner: batteria
Miles Baker: chitarra


Tracce:

1 – Pathkeeper             05:20
2 – Bound to Fall         04:09
3 – Moonlight               04:29
4 – Dreamlands           04:36
5 – Drift                         03:54
6 – Search Party          04:55
7 – The Wishing Well 05:09
8 – Idle Years               04:43
9 – Cheshire                 06:30
10 – Baring Teeth          04:15
11 – Rio (Duran Duran cover) 06:02


Voto del redattore HMW: 7,5/10
Voto dei lettori: 6.5/10
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Visualizzazioni post:134

Per chi, come me, il nome Interloper non dicesse nulla, beh, tranquilli. Tutto normale.

In effetti, andato alla ricerca di informazioni sull’internet anche io, mi trovo davanti un album di una band di cui non conoscevo l’esistenza e che viene fuori dal cilindro dell’inaspettato.

I nostri si formano nel 2014, da un incrocio tra membri live dei The Faceless e membri dei Rings Of Saturn, con il batterista Aaron Stechauner a fare da anello di congiunzione e dichiarano candidamente “di voler portare avanti un nuovo stile musicale in cui fans di ogni genere possano ritrovarsi e divertirsi”.

Beh, già solo per questo, mi verrebbe da promuoverli per coraggio e quella giusta dose di presunzione che un artista deve sfoggiare. Dopo aver messo su il loro primo lavoro (secondo se contiamo un EP uscito ad inizio anno e contenente le tracce composte dal 2018), posso dire che la prima impressione è abbastanza corretta.

Il genere in cui inquadrare questo album è sicuramente “progressivo”, ma i confini sono veramente difficili da delineare. Spesso il crossover tra metalcore, speed, djent, approcci death e vari altri è estremo, nel senso che l’amalgama è molto ben riuscita, per cui si sente un’impronta molto ben definita da parte degli autori, pur non riuscendo ad identificarne nessuno in particolare.

Trovo la cosa accattivante. Ammetto che non ho trovato picchi particolari, questo perché il livello delle composizioni è sempre molto elevato e il livello di attenzione non cala mai, coinvolgendo sempre l’ascoltatore con parti anche inaspettate, melodie sempre di livello alternate a momenti più violenti.

Alle volte i richiami ad altre realtà internazionali si sentono, quasi a pagare dazio, ma in più momenti mi è sembrato che questi ragazzi potessero colmare, almeno in parte, il vuoto che gli Scar Symmetry hanno lasciato in questi ultimi anni, o anche i Nevermore o anche…

Insomma, il potenziale c’è. Devono solo riuscire a trovare una dimensione ancor più personale per poter uscire da quell’aura di derivazione in cui rischiano di infilarsi.

Come debut album un sicuro ottimo lavoro.

Menzione d’onore per una cover oggettivamente ben riuscita.

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