DECAPITATED – The First Damned

Titolo: The First Damned
Autore: Decapitated
Nazione: Polonia
Genere: Technical Death Metal
Anno: 2021
Etichetta: Nuclear Blast

Formazione:

Vogg: Chitarra
Vitek (R.I.P. 2007): batteria
Sauron: voce
Martin: basso


Tracce:
  1. Intro
  2. The Eye of Horus
  3. Blessed
  4. The First Damned
  5. Nine Steps
  6. Danse Macabre
  7. Mandatory Suicide (Slayer cover)
  8. Intro
  9. Destiny
  10. Way of Salvation
  11. Ereshkigal
  12. Cemeteral Gardens

Voto del redattore HMW: SV
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Il voto è “senza voto”.

Mentre i nostri sono in sala prove a comporre i nuovi pezzi (o almeno queste sono le notizie che ci giungono), Nuclear Blast decide di ristampare una compilation del 2000 contenente i primi due demo della band polacca.

Torna quindi disponibile questa raccolta con cui ci viene mostrata la forma primigenia della band e sorprende quanto questi ragazzi fossero avanti. Se pensiamo che il compianto Vitek (vittima di uno sfortunato incidente automobilistico durante un trasferimento di un tour) avesse all’epoca 12 anni e suo fratello Vogg 15, ci rendiamo conto di quanto questa release sia stata centrale nella formazione di ciò che i Decapitated sono oggi.

La compilation consta della demo “The Eye Of Horus” (tracce 1 – 7) del 1998, comprensiva della cover degli Slayer, e della precedente “Cemeteral Gardens” (tracce 8 – 12) del 1997.

Il livello delle composizioni è estremo ed estremamente elevato.

Un concentrato di brutalità e tecnica, idee e furia adolescenziale, che prendeva a piene mani dai mostri sacri che, nei primi anni ’90, avevano già lanciato i loro tentacoli di death metal sul globo (Suffocation e, soprattutto, Deicide).

Influenze che hanno segnato questi ragazzi e che li hanno lanciati nell’olimpo di questo genere. Non si notano infatti troppe variazioni sul tema all’interno della tracklist, pur sapendo che si tratta di due uscite differenti. Ciò, in qualche modo, denota una personalità forte e una solidità che, negli anni successivi, sarà evidente a tutti. Nonostante qualche momento di confusione, forse dovuto alla foga e alla voglia di strafare tipica di quattro ragazzi alle prime uscite.

La bontà delle tracce è tale che molte siano finite poi sul debut del 2000 (e prima ancora nella originale release di questa stessa compilation) e qui si apprezza anche nella grezza registrazione che, fisiologicamente, potevano avere due demo di quegli anni.

Detto come va detto, un prodotto, ad oggi, utile ai “die hard fans” della band oppure a chi avesse voglia di scoprire il lato primordiale di una formazione che ha segnato gli anni zero del death metal.

Non mi sento di dare un voto in quanto nulla di nuovo è stato messo sul mercato dai Decapitated e queste canzoni avevano già avuto giusta (e ottima) valutazione quasi 25 anni fa.

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