BRAINSTORM – Wall Of Skulls

Titolo: Wall Of Skulls
Autore: Brainstorm
Nazione: Germania
Genere: Heavy/Power metal
Anno: 2021
Etichetta: AFM Records

Formazione:

Andy B. Franck: voce
Torsten Ihlenfeld: chitarra
Milan Loncaric: chitarra
Antonio Ieva: bass0
Dieter Bernert: batteria


Tracce:

01. Chamber Thirteen
02. Where The Ravens Fly
03. Solitude
04. Escape The Silence  –  feat. Peavy
05. Turn Of The Lights  –  feat. Seeb
06. Glory Dissappears
07. My Dystopia
08. End Of My Innocence
09. Stigmatized (Shadows Fall)
10. Holding On
11. I, The Deceiver
12. Cold Embrace  –  bonus
Durata totale: 49:50


Voto del redattore HMW: 7,5/10
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Nati nel 1989 ma rimasti relativamente nell’ombra per il successivo decennio prima di pubblicare il debutto Hungry nel 1997, i tedeschi Brainstorm danno alle stampe oggi, nell’anno di grazia 2021, il tredicesimo album di una carriera lunghissima che li rende a pieno merito dei veterani del power metal e dell’heavy metal in generale, anche se mai a livelli di fama di altre band più celebri provenienti dalla stessa nazione.

È inevitabile accostare la loro madrepatria ad alcuni caratteristici elementi come l’acciaio e il ferro, l’egemonia calcistica e più di tutti (per noi si intende) il power metal, originario di lì e da lì sempre esportato senza perdite di qualità made in Germany da svariati anni. Wall Of Skulls in questo senso è l’ennesimo ottimo prodotto.

Va detto che in questo disco non si trovano solo chitarre armonizzate a velocità supersoniche e cantati con estensioni di tre ottave e oltre, giacché le undici tracce (più una extra) vivono di una buona alternanza tra episodi rapidi e intensi come il singolo “Where Ravens Fly”, “Stigmatized (Shadows fall)”“Turn off the Light”, per citarne solamente tre dei preferiti di chi scrive e altri più moderati e quasi intimi ma sempre rocciosi e funzionanti, come nel caso di “Solitude”, della piacevole “Glory Disappears” e di “End of my Innocence”, con quest’ultima che un po’ ricorda l’approccio malinconico e orecchiabile dei Sentenced.

I punti di forza che rendono i brani particolarmente riusciti risiedono negli ottimi cori e ritornelli, oltre che nei riff davvero gustosi, figli di un approccio molto heavy metal alle ritmiche power. Il discorso vale anche per Holding On e I, The Deceiver, che però reputo i meno riusciti della lista.

Wall Pf Skulls è un’opera assolutamente gradevole nel complesso e che aggiunge effettivamente qualcosa di importante alla discografia di questi adulti ragazzi, riuscendo a farsi ascoltare senza problemi più volte e senza annoiare mai, risultato meritevole di un voto alto. Evviva il made in Germany!

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