MANDRAGORA SCREAM – Nothing But The Best

Titolo: Nothing But The Best
Autore: Mandragora Scream
Nazione: Italy
Genere: Pop Rock - Gothic Rock
Anno: 2021
Etichetta: Music For The Masses

Formazione:

Morgan Lacroix – Vocals

Terry Horn – Guitars, Keyboards, Vocals

Max Rivers – Bass

Furyo – Drums


Tracce:
  1. Nightwish (Single 2018)
  2. Jeanne D’Arc (Single 2007 – Previously Unreleased?)
  3. Time Of the Spell ( From “Fairy Tales From Hell’s Cave”)
  4. Cryin’ Clouds ( From “Fairy Tales From Hell’s Cave”)
  5. Rainbow Seeker (From “A Whisper of Dew”)
  6. Dark Lantern (From “Madhouse”)
  7. Ghost of Swan (From “Madhouse”)
  8. Blight Thrills (From “Madhouse”)
  9. The Circus (From “Volturna”)
  10. Breakin’ Down (From “Volturna”)
  11. Lamia (From “Luciferland”)
  12. Hekate en Erebos Phos (From “Luciferland”)
  13. Medusa (From “Luciferland”)
  14. The Devils Owns My Heart – New Song
  15. In the Dark (Single 2020)
  16. Baby Blue – New Song
  17. Spiritual Leadin’ (From ”Dragonfly” 2008)

Voto del redattore HMW: 5,5/10
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Dopo praticamente dieci anni di silenzio, ci troviamo tra le mani una nuova uscita targata Mandragora Scream, band della gothic goddess italiana Morgan Lacroix.

Partiamo col dire che questa è un’operazione commerciale per ricordare al mondo che il gruppo è ancora attivo e che ha in canna qualcosa per il popolo goth del pianeta. Ci troviamo infatti di fronte ad una raccolta che ripercorre tutta la loro discografia, tira fuori qualche chicca e ci propone un paio di brani inediti che andranno poi a far parte della nuova release, in uscita nel 2022.

Visto il nome, mi ci sono buttato a pesce; peccato che il sottoscritto aveva lasciato i nostri nell’ormai (ahimè) lontanissimo 2003, con l’uscita A Whisper Of Dew e non si era soffermato sul titolo, abbastanza eloquente (e quanto mai scontato). Recensire una compilation è compito assai complicato, poiché si vanno ad incrociare destini, storie e parecchia acqua sotto i ponti.

Di fatto, il progetto è incentrato sulla voce della “vampira” Morgan e le tracce di questo best of… rispecchiano in toto la proposta del gruppo che, di fatto, rimane invariata negli anni, con pezzi che si muovono tra il gothic rock, qualche spruzzata industrial e una certa dose di rallentamenti doom, ma che in fondo si può riassumere con un “pop rock a tinte gothic”.

Di metal ci rimangono, lato estetico e iconografico a parte, qualche bella schitarrata iper distorta e alcuni stilemi di base. Ciò nonostante, i pezzi sono abbastanza orecchiabili e con il giusto atteggiamento per parlare di vampiri e annessi e connessi senza risultare stucchevoli o faciloni.

Personalmente noto due difetti abbastanza marcati.

Il primo è relativo alla batteria e ai suoni. Per quanto sia accreditato un batterista ad ogni release, mi sento di azzardare che si senta, in maniera inequivocabile, la plasticosità della batteria elettronica programmata. Se così non fosse, che cambino i suoni perché, che sia l’una o l’altra, il risultato è difficilmente digeribile. Così come anche i suoni in generale. Trovo le chitarre sempre un po’ “indietro” rispetto al resto e i livelli dei canali meno bilanciati di quanto mi aspetterei, ed è una caratteristica trasversale a tutte le tracce. Azzarderei pure che qualcosa sentito qui pare arrivare direttamente da una traccia demo e non da uno studio di registrazione.

Il secondo aspetto è legato alla grafica. Sarò diretto: che qualcuno si offra come grafico per le copertine e quant’altro. Nel 2021, dove anche le band emergenti e autoprodotte sono in grado di far uscire delle copertine e dei booklet di pregevole fattura, trovo sinceramente difficile giustificare una copertina come la presente, specialmente da una band navigata come questa. Questo vale anche per le precedenti, devo dire… Insomma, questione annosa e decisamente rivedibile.

Delle canzoni, si diceva, si attraversa tutta la discografia dei Mandragora Scream, dall’esordio all’ultimo (e ormai datato 2012), e un po’ più industrial, Luciferland. Il tutto circondato da alcune tracce sconosciute e tre nuove.

Spulciando su internet, risulta che i pezzi nuovi siano soltanto due, “The Devils Own My Heart” (pezzo praticamente pop gotico) e “Baby Blue” (idem), che altri due siano due singoli recenti (“Nightwish” del 2018 e “In The Dark” del 2020) e che i rimanenti siano due previously unreleased tracks ma, salvo errori da parte mia, questi sono stati pubblicati rispettivamente nel 2007 (“Jeanne D’Arc“) e nel 2008 (“Spiritual Leadin’“).

Il tutto rimane sempre nei canoni già sentiti nel resto della tracklist, magari con qualche variazione sui temi, ma pur sempre all’interno dei confini ben tracciati e definiti. Quindi nulla di nuovo.

In sostanza, un prodotto per i super fan della band, forse anche più per gli amanti della seconda fase della carriera (più industrial, pop) che non quelli della prima ora (come il sottoscritto), ma pur sempre un prodotto con un target decisamente preciso. Nell’attesa del nuovo lavoro, che gli indizi ci indicano sarà la continuazione di quanto sentito qui.

2 commenti su “MANDRAGORA SCREAM – Nothing But The Best”

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