ARCHSPIRE – Bleed The Future

Titolo: Bleed The Future
Autore: Archspire
Nazione: Canada
Genere: Extreme Technical Death Metal
Anno: 2021
Etichetta: Season Of Mist

Formazione:

Oliver Rae Aleron: Voce
Spencer Prewett: Batteria
Dean Lamb: Chitarra
Tobi Morelli: Chitarra
Jared Smith: basso


Tracce:

01. Drone Corpse Aviator
02. Golden Mouth Of Ruin
03. Abandon The Linear
04. Bleed The Future
05. Drain Of Incarnation
06. Acrid Canon
07. Reverie On The Onyx
08. A.U.M.

Durata totale: 31:34


Voto del redattore HMW: 10/10
Voto dei lettori: 7.5/10
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Partendo dallo strano sogno del cantante Oliver Aleron, gli Archspire ci donano un fantascientifico concept legato alla procreazione da parte della razza umana di creature extraterrestri con tutte le terribili conseguenze che questo inganno, perpetrato da sfuggenti invasori alieni, porta con sé.

Alla già interessante e ben sviluppata storia, non conclusiva proprio per lasciare libera l’immaginazione e l’interpretazione del tema da parte di chi ascolta, si aggiunge un’incredibile sequenza di brani. “Incredibile” è l’aggettivo giusto perché raramente si può assistere a tanta qualità, coerenza e logica all’interno di un disco. Esistono album belli ed esistono album fantastici. Bleed The Future appartiene a quest’ultima categoria, senza ombra di dubbio.

Con i precedenti The Lucid Collective e Relentless Mutation si era già capito di che pasta fossero fatti i canadesi, ma è proprio con la nuova uscita che essi possono salire nel pantheon dei grandi del death metal senza sfigurare, e rimanerci ad infinitum.

L’apertura affidata ad uno dei tre singoli, “Drone Corpse Aviator“, è spiazzante: regala un ottimo ritornello così come un passaggio acustico raffinato e centrato. Subito pone le basi e le intenzioni per la mezz’ora di puro massacro sonoro che seguirà. “The Golden Mouth Of Ruin” e “Bleed The Future“, i rimanenti singoli, mantengono altissimo il livello delle composizioni e delle esecuzioni e nessuna delle restanti canzoni è da meno: “Drain Of Incarnation“,”Abandon The Linear“, “Acrid Canon“, “Reverie On The Onyx” e la conclusiva “A.U.M.“, sintesi finale di tutto il lavoro del gruppo, che qui si supera e si spinge fino a vette inesplorate per quanto riguarda il tempo (inteso come termine per indicare la velocità di esecuzione), toccando i 400 BPM!

Prendiamo ora in considerazione le prove di ciascuno dei cinque musicisti. Il già nominato vocalist Oliver Rae Aleron è arrivato al compimento del suo percorso individuale di crescita e nessuno su questo pianeta ha reali speranze ad oggi di superarlo o anche solo di emularlo con successo, perché le sue furiose parti vocali mischiano efficacemente le classiche tecniche, quali growl iper profondo e scream raggelante. ad un’interpretazione al di fuori dei limiti umani in termini di rapidità di pronuncia, quasi più simile ad un extrabeat di stampo rap che non ad un cantato metal. Si aggiunga poi la perfetta scelta di appoggiare la voce alla batteria di Spencer Prewett creando un effetto “djent” alla velocità del suono, efficace ed originale.

Su questo tappeto ritmico si sbizzarriscono i due chitarristi Dean Lamb e Tobi Morelli, diminuendo la presenza di alcuni tecnicismi omnipresenti negli scorsi episodi discografici, come arpeggi e tapping, e puntando maggiormente sul groove e armonizzazioni bilanciate oltre che a interessanti parti acustiche tanto spiazzanti quanto effettivamente sensate all’interno delle tracce. Jared Smith merita una menzione d’onore per i fill di basso ricchi e di gran gusto, oltre che per la sua parte ritmica.

Ci troviamo davanti ad un Album con la A maiuscola e che effettivamente apporta originalità al mondo del metal più estremo e complesso. Il voto rappresenta la risposta ad una domanda molto semplice: ascolterei Bleed The Future tra un mese, tra un anno e tra dieci anni? Assolutamente sì. I pareri sono pareri e a molti quest’opera non piacerà, ma lasciate che dica una cosa: il vero metal è questo. Cattivo, veloce, smisuratamente estremo e brutale quanto intelligente e studiato. Sconsigliato ai bambocci.

LUNGA VITA AGLI ARCHSPIRE!

 

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