WHITECHAPEL – Kin

Titolo: Kin
Autore: Whitechapel
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Deathcore
Anno: 2021
Etichetta: Metal Blade Records

Formazione:

Alex Rüdinger – Batteria
Gabe Crisp – Basso
Alex Wade – Chitarra
Ben Savage – Chitarra
Phil Bozeman – Voce
Zach Householder – Chitarra


Tracce:
  1. I Will Find You
  2. Lost Boy
  3. A Bloodsoaked Symphony
  4. Anticure
  5. The Ones That Made Us
  6. History Is Silent
  7. To the Wolves
  8. Orphan
  9. Without You
  10. Without Us
  11. Kin

Voto del redattore HMW: 7/10
Voto dei lettori: 7.5/10
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Ci sono volte in cui ti trovi di fronte a cose che non ti aspetti. Ci sono momenti in cui devi fare qualcosa che non avevi in mente di fare e di cui poi ti stupisci.

Kin è questo: qualcosa che non mi aspettavo.

La scena deathcore è sempre stata per me una di quelle che esplodono violentemente, bruciano altrettanto violentemente e che, come un fiammifero, si consumano anche molto in fretta. Per cui ci ho sempre dato il peso che ci ho dato. Pochino in effetti…

E poi ci sono band che sono capaci di iniziare in un modo, essere anche tra quelle che il genere e la scena l’hanno praticamente fondata e fatta crescere, e che poi dimostrano di avere i galloni, i numeri, il talento per fare questo e anche andare oltre.

Dei Whitechapel avevo ascoltato, distrattamente, qualcosa della loro prima fase di carriera, quindi tutto molto deathcore, tutto molto fatto di stacchi, growl pesantissimo, violenza inaudita e quasi cieca etc. etc. etc… insomma, le caratteristiche tipiche (ormai classiche) del genere e che tutti ormai sanno riconoscere ed inquadrare facilmente.

Dalla redazione mi arriva quindi questo Kin e già guardando la copertina mi domando “ma sono gli stessi Whitechapel che conosco io?”, perché c’è qualcosa che non va.

E, in effetti, quel qualcosa che non funziona come dovrebbe è anche il punto di forza nell’ascolto di quest’album.

I nostri sono stati in grado di confezionare un lavoro decisamente valido, molto vario e sfaccettato, liberi di coniugare i tratti distintivi del loro DNA deathcore con momenti presi qui e là da ispirazioni e generi vari. Non mi attendevo degli assoli così potentemente melodici e intriganti, pieni di pathos, suonati e composti con gusto. Non mi aspettavo nemmeno tutte queste parti di voce pulita, cantate bene, non mi attendevo che il loro marchio di fabbrica fosse diventato una parte integrante di un progetto (musicalmente parlando) e di un contenuto più grande, più complesso, più maturo.

I Whitechapel rappresentano quei gruppi in grado di saltare al di là del muro, di infilare in un disco death, pure delle parti da gruppo quasi pop rock all’americana, una di quelle realtà che decidono di fare ciò che vuole. Senza “se” e senza “ma”, perché capacità, consapevolezza dei mezzi e talento, sono cose cui non si guarda in faccia e si lascia fluire tutto.

Li avevo conosciuti come “uno dei tanti” nella scena e li ritrovo nel 2021 con un album piacevolmente vario e valido, colorato e interessante sotto tutti gli aspetti.

Se ancora cercate la violenza fine a sé stessa, dovrete cambiare strada.

Se invece siete sufficientemente pronti, un disco del genere potrà stupirvi.

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