TEMPERANCE – Diamanti

Titolo: Diamanti
Autore: Temperance
Nazione: Italia
Genere: Melodic Metal
Anno: 2021
Etichetta: Napalm Records

Formazione:

Alessia Scolletti – voce
Michele Guaitoli – voce
Marco Pastorino – chitarra
Luca Negro – basso
Alfonso Mocerino – batteria


Tracce:

1. Pure Life Unfolds
2. Breaking The Rules Of Heavy Metal
3. Diamanti
4. Black Is My Heart
5. Litany Of The Northern Lights
6. You Only Live Once
7. I The Loneliness
8. Codebreaker
9. The Night Before The End
10. Fairy Tales For The Stars
11. Let’s Get Started
12. Follow Me


Voto del redattore HMW: 7/10
Voto dei lettori: 9.0/10
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Diamanti, uscito per Napalm Records, è il sesto album in studio in sette anni per i Temperance, prolifica realtà italiana che si sta ormai affermando nel mercato internazionale.
Questo nuovo prodotto offre un metal estremamente melodico in cui l’incastro delle tre voci di Alessia Scolletti, Michele Guaitoli e Marco Pastorino fa da struttura principale ad un power a volte sinfonico a volte più vicino al rock moderno. Seguono la scia del successo di gruppi come Amaranthe, Battle Beast e Beast In Black, tanto da avvalersi di una garanzia come Jacob Hansen per la cura di mix e master dell’album (come già fatto per il precedente Viridian). Ne risulta un prodotto di qualità impeccabile e patinato, perfettamente in linea con il mercato internazionale.

La ricerca melodica nei brani è totalmente puntata a colpire l’ascoltatore in modo che possa stamparsi in testa i ritornelli, per tornare poi a riascoltarli. Da un punto di vista di mera vendibilità musicale, è un’operazione perfettamente riuscita ed è esattamente la stessa tecnica che usano i gruppi sopraccitati, avvicinando il genere più al pop che alla sfrontatezza e all’anarchia del metal primigenio, ma ormai la strada è stata tracciata dalle major, quindi è normale che gli artisti per sopravvivere in questa giungla di dischi cerchino di salire sul carro dei vincenti.

Se anche una bambina di sette anni, dopo il primo ascolto, ricorda la melodia e le parole del ritornello del pezzo che dà il titolo all’album e vuole risentirla, direi che l’obiettivo è stato raggiunto.
Aggiungiamo che le canzoni dei Temperance sono spesso più godibili e meno imbarazzanti di quelle dei gruppi nordici di etichette tedesche a caso ed ecco che il cerchio è chiuso.

“Pure Life Unfold” è una perfetta apripista diretta, ritmata, con un ritornello ottimamente gestito dalle tre voci ed in cui spicca subito una buona prova alla batteria di Alfonso Mocerino. La successiva “Breaking The Rules Of Heavy Metal” per me è il pezzo meno riuscito del lotto; sebbene l’attacco sinfonico speed lasci ben promettere, le parti vocali ritmate al limite del rap richiamano troppo gli Amaranthe e non prende nella maniera corretta rispetto ad esempio alla successiva “Diamanti”, brano dal sapore rock duro malinconico, con inserti metal sinfonici in cui la melodia è perfetta in ogni parte. Strofa, voce e piano con un ottimo Guaitoli seguìto da Pastorino, per esplodere in un ritornello perfettamente strutturato con cantato in italiano. Da manuale su come scrivere un singolo, bravi davvero.

“Black Is My Heart” vede un approccio più vicino al power di stampo nordico, senza esagerare con la velocità ma puntando sempre a melodie spiccate. Sembrano invece voler citare indirettamente gli amici Elvenking con “Litany Of The Northern Light”, dal sapore molto folk. Pezzo che incontrerà sicuramente il favore dei fan dei Nightwish delle ultime uscite ed in cui l’alternanza fra Scolleti e Guaitoli richiama i più blasonati Jansen e Hietala. Ci si rifà invece agli Epica con “You Only Live Once”, brano per l’appunto epico e sinfonico che apre ad un ritornello in pieno stile Temperance.

Più pacata invece “I The Loneliness”, dal sapore pop nel ritornello, smorzato dall’uso di una doppia cassa costante ma mai invadente. Molto interessante è “Codebreaker”, in cui effetti da musica elettronica e sintetizzatori più vicini alla prima ora del gruppo, dell’epoca in cui c’erano Chiara Tricarico e Giulio Capone (ora nei Moonlight Haze), si incastrano su una base di metal melodico. Buonissima prestazione di Alessia Scolletti in questo brano ed è pregevole la sezione ritmica di Luca Nigro e il già citato Alfonso Mocerino che regge a velocità sostenuto tutti i ritornelli.

“The Night Before The End” sfrutta di nuovo parti orchestrali su cui la Scolletti costruisce le melodie epiche che potrebbero essere mutuate dai Rhapsody stessi (classici, eh, non quelli elettronici di Turilli!). Trova posto anche un assolo neoclassico sulla chitarra elettrica di Marco Pastorino.

C’è spazio per una quasi ballata con “Fairy Tales For The Stars”, di nuovo supportata da suoni orchestrali e con un’ottima interpretazione di Guaitoli.
Divertente invece “Let’s Get Started” che sembra quasi un esperimento in studio e risulta in una canzone moderna di rock/metal ultra melodico e armonico, quasi happy metal. Spiccano qui il basso (finalmente!) di Luca Negro e soprattutto l’ottimo approccio vocale di Alessia Scolletti.

Chiude il lavoro “Follow Me”, che in ambito social media è un imperativo essenziale, sfrutta stavolta un approccio più vicino al power metal classico nelle ritmiche con, di nuovo, un buon ritornello facilmente memorizzabile.

Chiudiamo dopo questa lunga disamina con una dichiarazione di ovvietà: gli appassionati del quintetto italiano saranno soddisfattissimi di questo Diamanti, poiché funziona quasi da riassunto artistico e stilistico di quanto fatto finora dal gruppo, e possono dare un punto in più al voto perché il disco se lo merita.

Chi invece non si sente appagato dal metal moderno commerciale può tentare di rifarsi un’opinione, anche per orgoglio italiano, con tutti i rischi annessi e connessi.
Il dato di fatto è che i Temperance stanno lavorando bene sia come gruppo sia come Prodotti musicali e il successo, certificato da un prossimo tour europeo (pandemia permettendo), è meritato vista anche la quantità di musica proposta!

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