KHEMMIS – Deceiver

Titolo: Deceiver
Autore: Khemmis
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Heavy Metal, Doom Metal
Anno: 2021
Etichetta: Nuclear Blast

Formazione:

Zach: batteria
Ben: voce, chitarra
Phil: voce, chitarra


Tracce:

01.   Avernal Gate              07:10
02.   House Of Cadmus    06:46
03.   Living Pyre                 05:12
04.   Shroud Of Lethe       08:25
05.   Obsidian Crown        05:48
06.   The Astral Road        08:23


Voto del redattore HMW: 8,5/10
Voto dei lettori: 8.0/10
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Visualizzazioni post:293

Finalmente sono riuscito a mettere le mani sul nuovo dei Khemmis.

Incappai in questo gruppo nel lontano 2016, quando mi cadde tra le mani una copia di Hunted. Rimasi subito colpito dalla copertina bellissima e, già dopo un primo ascolto, me ne innamorai.

L’uscita successiva del 2018 fu ancor più soddisfacente: Desolation è infatti un album praticamente perfetto, con tutto quello che deve esserci in un disco Heavy Metal.

Ah già, i Khemmis vengono inseriti nel calderone doom. Quello classico, quello “traditional”, quello à la Black Sabbath per intenderci. Ma, diciamoci la verità, questi ragazzi di doom hanno proprio pochino, giusto le sonorità un po’ cupe, qualche passaggio più lento del dovuto e una velocità media abbastanza bassina, ma per il resto c’azzeccano proprio poco col doom.

I nostri non navigano nel classico mare delle sonorità forzatamente malefiche, quelle derivanti dalla messa nera che iniziò nel lontanissimo 1970. I nostri non ricercano per forza il suono nero, con derivazioni blues fortissime, i riff semplici ma efficaci, il cantato vecchio stile, etc. etc. etc…

No, qui abbiamo una formula che il sottoscritto ritiene sia senza punti deboli: un heavy classico, a tinte doom, molto tecnico e molto vario. Capaci di inglobare all’interno del loro stile influenze di vario genere, cantati in growl e ritmiche più adatte a un death moderno. Riff iper-melodici, ma sempre al servizio di canzoni dure e pesanti, spunti stoner, un cantante che con gusto sopraffino doppia praticamente ogni linea vocale ma senza risultare fastidioso o barocco, assoli messi sempre al punto giusto e con una miscela di melodia, tecnica e passione che rende il tutto amalgamato alla grande. Aggiungete alla ricetta una registrazione semplicemente impeccabile, con tutti i suoni udibili e un missaggio perfetto e pulito (magari troppo, dirà qualcuno).

Sono probabilmente molto di parte, ma questo album ha veramente pochi punti deboli. Anzi, quasi non ne trovo. Scorre fino alla fine senza intoppi, senza stufare.

Uno degli errori principali che vengono compiuti dalla scena metal è far rientrare un gruppo in un genere cui è solamente tangente. Siamo di fronte ad un lavoro propriamente heavy, ma un heavy evoluto, che si sgancia dagli stilemi tipici e cerca di lanciarsi oltre l’ostacolo e oltre le barriere, andando a forgiare uno stile decisamente personale, sempre vario e capace di mantenere il livello di attenzione altissimo.

Tanti sono i gruppi che in ambito heavy hanno cercato di risultare moderni e classici allo stesso tempo, di risultare nuovi e accattivanti senza snaturarsi, con anche alcuni risultati pregevoli, ma correndo sempre il rischio di proporre linee e melodie in qualche modo già sentite (l’ultimo album degli Atlantean Kodex ne è un ottimo esempio – lavoro ottimo, ma tanti passaggi sembravano veramente presi da altri dischi già ben conosciuti, pur rimanendo sufficientemente originali).

I Khemmis riescono ad ottenere un risultato di pregevole fattura, capace di catturare sia gli amanti delle melodie sia quelli delle sonorità più cupe, ricordandoci sempre di non confondere il “campo da gioco” in cui i nostri sono scesi: heavy metal!

Raccomandatissimo.

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