VOIVOD – Synchro Anarchy

Titolo: Synchro Anarchy
Autore: Voivod
Nazione: Canada
Genere: Progressive Thrash
Anno: 2022
Etichetta: Century Media Records

Formazione:

Denis “Snake”” Bélanger – Voce
Daniel “Chewy” Mongrain – Chitarra
Dominic “Rocky” Laroche – Basso
Michel “Away” Langevin – Batteria


Tracce:

01. Paranormalium
02. Synchro Anarchy
03. Planet Eaters
04. Mind Clock
05. Sleeves Off
06. Holographic Thinking
07. The World Today
08. Quest For Nothing
09. Memory Failure


Voto del redattore HMW: 8,5/10
Voto dei lettori: 8.3/10
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«Rrröööaaarrr», riecheggia, si disperde.
«Rrröööaaarrr», sempre più vicino, sempre più terrificante.
Korgüll avanza incessante ed instancabile fra le terre desolate e senza tempo di Morgoth, e col volgere di strani eoni lo sterminatore continua la sua ricerca della vittima designata, la sventurata anima che si troverà sul suo sentiero di devastazione.

Otto lustri sono trascorsi dal primigenio solco dell’etere di quel terribile suono, eppure un brivido, un fremito corre lungo la schiena ogni maledetta volta come non si fosse mai palesato in precedenza; il metallico guerriero, capace di trasformarsi in un mezzo corazzato impossibile da arrestare, prosegue glaciale sulla sua strada. Nessun prigioniero.

La piccola realtà industriale di Jonquière non ha arginato la fantasia sfrenata e le ambizioni musicali del quartetto dal francofono Québec; alla guida, si sono succeduti più esperti naviganti, con una sola presenza fissa ed imperturbabile che risponde al nome di Michel “Away” Langevin, anima, mente e soprattutto cuore pulsante della macchina canadese del thrash multiforme e progressivo per antonomasia, col sodale Denis “Snake” Bélanger che ha ripreso possesso del proprio ruolo da ormai venti anni a questa parte. La squadra si completa con Daniel “Chewy” Mongrain, quindici anni di militanza passati infondendo nuova linfa vitale alla formazione, e l’ultimo arrivato Dominic “Rocky” Laroche, vibrante perpetratore di basse frequenze.

L’epopea senza tempo degli eroi Voivod giunge al quindicesimo sigillo nell’Anno Domini 2022, ulteriore dichiarazione d’intenti sin dal criptico titolo, Synchro Anarchy, sovversivo e dannoso come la condizione sociale cui fa riferimento. Quali sono le probabilità di comprenderlo? Così si domanda Snake nell’ennesima visione astratta convertita in versi, e la risposta non può essere lineare, tantomeno espressa semplicemente a parole… sempre che vi sia una risposta.

L’asincrona e destabilizzante “Paranormalium”, “Planet Eaters” e le rincorse chitarra-basso, un continuo rimpallo per tutta la durata, l’attitudine punk di “Sleeves Off”, l’eterea “Holographic Thinking” e l’altalenante e conclusiva “Memory Failure” sono solo spunti nella vastità delle adamantine sfaccettature dei Voivod, rapiti in una dissonante estasi cacofonica e scaraventati in uno spazio multidimensionale senza soluzione di continuità dalla soverchiante offensiva sonora, mai doma.

«No Piggy, no party» è un’espressione che non sembra aver più “raison d’être”, con buona pace di quanti l’hanno usata come scusa per non approcciare (approvare?) quella che non riconoscono come una formazione ormai coesa e affiatata. Synchro Anarchy non è destinato a diventare un classico? Difficile soppiantare un Killing Technology o un Nothingface? La corte prende atto e si ritira, ma l’imputato sicuramente porterà alla sua attenzione la cosiddetta prova del tempo; non sarebbe una novità che un “futuro classico” passi inosservato ad una prima superficiale disamina.

L’arte visiva di Away è da sempre componente fondamentale dell’intero immaginario voivodiano. Tratti semplici, all’apparenza immediati, quasi umili e sicuramente inversamente proporzionali alla norma, in un “mare magnum” costellato da una ossessiva ricerca per il più infimo particolare, fanno anche di questa illustrazione un unicum. Prendere o lasciare, niente mezze misure.

«Rrröööaaarrr»: Korgull è tornato, inutile resistergli.

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